CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 4 luglio 2017

Sapri



Decidiamo di fermarci un giorno in più a Maratea facendo una puntata in treno a Sapri. Raggiungiamo la stazione con il solito autobus. Alla biglietteria è appeso un cartello: "chiuso dalle 12.00 alle 15.30". Mi chiedo che Paese sia il nostro dove chi ha un lavoro non lavora e chi invece lo sta cercando non riesce a trovarlo. Facciamo i biglietti alla macchina automatica e dopo un'ora e mezza di attesa prendiamo il treno che in 9 minuti ci porta a Sapri. A parte il lungomare la cittadina non offre niente di speciale. In un ristorante con la terrazza sul golfo mangiamo un'impepata di cozze. Buona, ma salatissima. Nell'attesa che il caldo si affievolisca rileggo "La spigolatrice di Sapri", la poesia che recitai all'esame di quinta elementare e che ancora, a tratti, ricordo. Poi la storia di Carlo Pisacane di cui abbiamo visto il monumento. Fu eretto nel 1933, XI anno dell'era fascista. Che ironia!! Un personaggio che in una certa fase della sua vita guardava con simpatia ai modelli di società proposti da Marx e Proudhon glorificato da un regime che rispetto a tali modelli era all'esatto opposto. Così va la storia. Dopo due passi fatti fino al porto situato fuori dal paese, riprendiamo il treno per Maratea dove Davide alla guida del suo autobus ci riporta in barca.

(Giornale di bordo)

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