CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 12 maggio 2018

Olympic Marina


La sveglia e' alle 6. Alle 10 dobbiamo gia' essere all'aeroporto di Atene in quanto mia madre ha il volo per Roma a mezzogiorno. Scaricati i bagagli, chiuse le prese a mare e controllato che tutto sia in ordine alle 9.30 Iannis/John ci viene a prendere puntuale con il suo taxi. Da Lavrion al "Venizelos" ci vogliono una trentina di minuti. Rimango d'accordo con lui che lo chiamero' al telefono prima del nostro arrivo a fine giugno, in modo che ci venga a recuperare all'aeroporto. L'aereo di mia madre parte puntuale. Nel lasciarci e' un po' triste. Mi dice: "Speriamo che non sia l'ultima volta che io possa venire in barca con voi. Ho cercato di fare del mio meglio!". Ottantadue anni non sono pochi, ma le cito l'esempio di un mio caro amico e maestro che alla sua stessa eta' ancora scala il 7 grado, una difficolta' che io non sono mai riuscito a superare nemmeno quando avevo vent'anni. Se si ha un po' di fortuna con la salute, ma anche questo in parte dipende dal nostro stile di vita, in definitiva e' lo spirito quello che conta veramente. E non e' certo lo spirito a farle difetto. Alle 15 e' il nostro turno di ripartire, per Istanbul e di qui a Kabul. Il viaggio di rientro in Afghanistan, avendo l'abitudine per principio di viaggiare in classe economica, e' sempre molto stancante. Pero' sappiamo che e' il prezzo che dobbiamo pagare per permetterci il lusso di viaggiare come stiamo facendo con Habibti. In effetti fra qualche settimana dovremmo essere nuovamente insieme, per scrivere una nuova pagina di questa nostra piccola grande avventura".

(Giornale di bordo) 

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