CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







mercoledì 4 luglio 2018

Khaidhari - Astrous


Nelle prime ore del mattino veniamo svegliati dai guaiti dei cuccioli che ci avevano seguito il giorno precedente. Mi affaccio dal tambuccio per vedere che succede e noto che sulla riva ci sono, oltre ai cagnolini, anche un paio di pescatori con le loro canne. La cosa che stupisce, essendo a malapena le 6 del mattino, è che accanto a loro ci sono anche le rispettive mogli sedute su una sedia. "Menage" familiare alla greca! Fatta colazione, verso le 10 lasciamo, quasi contemporaneamente ai tedeschi, la baia di Khaidhari. La barca francese non c'è più già da un pezzo. C'è il sole e poco vento. Il ketch tedesco apre comunque le vele e pesante com'è rimane praticamente piantato, ma non desiste. I loro amici, invece, a motore si dirigono verso Astrous, dalla parte opposta del golfo, che sarà anche la nostra meta odierna. Ma prima di raggiungerla vogliamo passare a dare un'occhiata a Tolò, una località poche miglia più a nord. Quest'ultima è decisamente più turistica rispetto a Khaidhari. Ci sono diversi alberghi, un po' stile casermone, diverse spiagge e numerosi gommoni che scorrazzano trascinandosi dietro quelle specie di "salsicce" su cui ci si siede per farsi sbatacchiare sull'acqua. Il porto è piccolo e riservato essenzialmente alle barche da pesca locali. Ci si può ormeggiare all'inglese restando all'esterno del molo, ma credo ci sia spesso risacca provocata dal vento che si incanala tra la terraferma e l'antistante isolotto di Romvi. Percorso il su accennato canale mettiamo la prua verso Astrous e apriamo le vele in quanto nel frattempo si è alzato un venticello leggero da sud. Ci godiamo la tranquilla traversata con un mare calmo come l'olio. Poco prima delle 14, avvicinandoci alla costa, individuiamo il castello bizantino che domina il paese e poi, superato il capo, anche il porto. Alla banchina sono ormeggiate con ancora e cime a terra alcune barche. Un catamarano e una barca a vela con bandiera danese sono invece ormeggiate all'inglese e da sole occupano lo spazio per almeno sei barche. Il giovane danese a cui passiamo le nostre cime dopo aver dato fondo all'ancora ci dice che dovendo lasciare qui la barca incustodita per un paio di giorni non si fida di lasciarla all'ancora per timore che qualcuno la spedi durante una manovra. Accanto a noi c'è una barca a vela color azzurro con bandiera inglese: "Calypso". L'equipaggio è tutto femminile, composto da Valentina, romana trasferitasi a vivere a Dublino e Sofia, una ragazza inglese con lentiggini e capelli rossi. Lavorano entrambe per "Greece sailing", una compagnia di charter di stanza a Poros e precedono una flottiglia di tre barche a vela che dovrebbero giungere qui nel pomeriggio. Poco dopo, ormeggia accanto a noi un Riva 50 anch'esso con bandiera inglese. Il proprietario è greco e lo accompagna il suo cameriere filippino. Li aiuto ad ormeggiare, ma una volta sistemati, l'armatore si chiude dentro e accende il generatore che per quanto egli sostenga sia silenzioso è una gran rottura di scatole. Gli chiedo quindi gentilmente se puo' spegnerlo, vista la tranquillità del luogo e dopo un'iniziale seppur garbato battibecco alla fine acconsente. Per ringraziarlo e ricucire i rapporti di "buon vicinato" gli regalo una bottiglia di "Est, Est, Est" che avevo a bordo. Piu' tardi, pace fatta, faremo anche un po' di conversazione. Si chiama Nikolaos, è in pensione ed è originario di Atene. Ha una casa anche casa a Porto Cheli dove tiene la barca e dove ha lasciato la moglie insieme ai nipotini. Lui si è preso un "break" da tutti e per qualche giorno se ne è venuto in barca. Ci racconta anche un po' delle sue navigazioni passate. E' stato fino in Portogallo fermandosi anche a Lipari di ritorno dalle Baleari. Fa un caldo soffocante, anche perchè in porto non c'è un alito di vento. Con l'arrivo di un altro paio di barche in banchina non c'è piu' un posto libero e a causa delle due barche ormeggiate all'inglese Valentina e Sofia devono trafficare non poco per riuscire a sistemare quelli della loro flottiglia su un pontile mobile di fronte alla banchina in cemento. Altrettanto complicate le manovre di quelli che giungeranno ancora più tardi tanto che una barca a vela con bandiera ed equipaggio russi dovranno trascorrere la notte in una posizione un po' precaria per mancanza di spazio. Fa talmente caldo che in barca non si resiste. Ci spostiamo quindi in un bar che si affaccia sul porto all'ombra di alcuni alberi. Trascorriamo così tutto il pomeriggio assistendo da lontano alle manovre in porto degli ultimi arrivati. Astrous è una bella località. Ha anche una sua storia. A parte quella più antica, fu il luogo dove si tenne la seconda assemblea degli ellenici durante la guerra d'indipendenza greca e qui venne redatta la Costituzione della Grecia moderna. La sua strada principale è un'isola pedonale con dei bei negozi che si animano verso sera, quando la temperatura è meno elevata. All'ingresso del paese, con una vista sul mare, c'è anche un anfiteatro che, seppur molto meno pittoresco, ricorda il teatro greco di Taormina. Ceniamo da "Zorba", una taverna indicataci da Valentina, seduti ad un tavolo posto sotto un grande albero che rende il posto particolarmente gradevole. La cena, tutta a base di pesce, si è rivelata ottima. Il proprietario è un personaggio. Parla discretamente l'italiano. A bassa voce ci dice che lo ha imparato quando era giovane, al tempo in cui faceva contrabbando di sigarette con l'Italia alla guida di un velocissimo gommone. Valentina, che ci tiene compagnia bevendo uno "tzipouro", una specie di grappa greca, ci racconta un po' della sua vita. Recentemente si è licenziata da Facebook dove lavorava come dirigente per dedicarsi ad attività legate al mare, la sua vera passione. Ha fatto anche lo Yacht Master conseguendo il relativo brevetto e l'estate la trascorre felicemente qui in Grecia. Ci da anche alcune dritte su alcuni posti da visitare nei paraggi. Tra questi Plaka Leonidio, dove ci sposteremo domani, ma anche Kaparissi, Monemvasia e Ieraka nei quali mi riprometto di passare quando farò il giro del Peloponneso al nostro ritorno dall'oriente. L'appuntamento con lei e Sofia è per l'indomani proprio a Plaka Leonidio, prossima tappa anche della loro flottiglia.

(Giornale di bordo)

Nessun commento:

Posta un commento