Lo skipper navigato mi parla della sua barca tranquilla e dolce, che gli permette in tutte le condizioni di mare, di preparare un pranzo caldo e di poter dormire in una cuccetta accogliente e non umida, per arrivare a destino fresco e ben riposato. Tutto diverso quello superveloce, sa in anticipo di partire alle 8.15 (dopo il bollettino) e di arrivare alle 16.12, ed è già tanto che non parli di secondi. Sembra quasi il capotreno del Pendolino che normalmente è meno preciso! Mi racconta che farà una media che io posso solo sognare. A questo punto mi chiedo sempre: noi, che fondamentalmente siamo dei croceristi, dobbiamo proprio puntare sulla velocità, oppure su ben altre virtù dei nostri mezzi? Perché non cambiamo i parametri di valutazione delle nostre barche? Non voglio minimamente contestare il “nodo”, che in ogni caso ci serve, però vorrei introdurre anche le seguenti valutazioni: riposo adeguato, movimento dolce, cucina ampia e funzionale, WC utilizzabile… Sembra strano, ma anche barca “stagna” non è un aggettivo sempre conosciuto. Se considerate questi parametri importanti, sarete pronti ad affrontare momenti difficili, i vostri equipaggi saranno più tranquilli e meno irritabili, e alla fine vi accorgerete di tornare a casa senza aver spaccato vele, forzato il motore, ma soprattutto avrete fatto quasi gli stessi percorsi giornalieri di quelli che, a parole, fanno il triplo delle vostre velocità. Non voglio contraddire gli amici che sostengono che una traversata veloce significa meno rischi di incontrare tempo brutto. In ogni caso il rischio rimane, perché in mare il tempo cambia velocemente ed è difficile prevedere le condizioni meteorologiche sino al termine del viaggio. A questo punto quale soluzione scegliere? Sostengo quella del mezzo tranquillo, adeguato, che consenta di poter raccontare di aver fatto una traversata senza problemi, con un equipaggio non stressato, che ha sempre potuto riposare, mangiare, leggere e godersi la crociera, sia questa stata di uno, dieci o venti giorni. Preferisco proprio la tranquillità piuttosto che la velocità, per questo ci vuole una barca strutturalmente ottima dove fondamentalmente il “fare nodi” non è la caratteristica principale…
(Manfred Marktel, Scritti)

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