Alle 9, puntuale come sempre, arriva Ozgur con due suoi colleghi per montare le vele e controllare il sartiame. Il colpo della strega che lo aveva bloccato l'altro giorno, dopo una serie di iniezioni e un po' di riposo, gli è leggermente passato. Albero e sartiame sono in ordine e con le vele Habibiti riprende il suo naturale bel aspetto. Consegno ad Ozgur i documenti della barca in modo che un suo amico che fa il transitario possa in nostra vece completare alcune formalità di uscita dalla Turchia. La prossima settimana, infatti, appena passata la perturbazione prevista per lunedì ci sposteremo per alcuni giorni in Grecia. Prima tappa sarà la vicina isola di Kos dove da Mouratti, oltre al nuovo tender è arrivato anche il fuoribordo spedito da Roma la settimana scorsa. Tania mi fa notare che il frigorifero le sembra non raffreddare a dovere. Grezie all'aiuto di Ozgur e Sevgin rintracciamo un tecnico che lo verrà a controllare nel pomeriggio. Dopo una serie di telefonate per rinviare continuamente l'appuntamento, alle 18.30 finalmente si presenta a bordo. La solita pessima abitudine di molte persone che lavorano nel settore nautico di farti trascorrere giornate intere in loro attesa. Effettivamente il termostato ha un problema alla manopola che regola la temperatura. A bordo ne ho uno di riserva, ma il tecnico riesce a riparare quello vecchio. Tanto di guadagnato. Ne approfitto per fargli controllare con l'apposito strumento la pressione del gas nel compressore. Alle 20 ceniamo dal solito Gemibasi con Ozgur. Semra, sua moglie, che ci avrebbe fatto piacere rivedere, non è potuta venire in quanto ha raggiunto la figlia a Smirne per il fine settimana. La conversazione con Ozgur è sempre varia ed interessante e, complice la bottiglia di raki che ci siamo scolati, la serata finisce in allegria, tanto più dopo l'ulteriore bottiglia di passito di Ustica che apriamo in barca e che svuotiamo a metà.
(Giornale di bordo)

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