Notte calma in porto. Abbiamo dormito alla grande fino alle 8. Poi si è preparata con calma la barca per salpare e alle 10 eravamo in mare. Le previsioni indicavano grecale e quindi l’dea originaria era quella di ridossarci per la notte in una delle baie a sud dell’isola d’Elba. Lacona è sempre la mia preferita. Usciti in mare si è trovato inizialmente il previsto nord-est sui 10 nodi. Abbiamo puntato sull’Elba, ma dopo poco il vento è cominciato a girare, poi si è stabilizzato da ovest sui 4 nodi. Non ci è rimasto che accendere il motore. Avvicinandoci all’Elba anche l’onda si è messa a fare le bizze con un mare incrociato da nord-est e sud-est. A questo punto abbiamo cambiato il programma originario e abbiamo messo la prua su Porto Azzurro. Trascorrere la notte in quel porticciolo mi è sembrato più saggio se si vuole dormire in santa pace. Arrivati a Porto Azzurro verso le 13. Nè al telefono nè alla radio risponde qualcuno. Ormeggiamo al pontile 1 verso l’interno con l’aiuto di alcuni ragazzi che fanno parte di una scuola di vela. Arrivano da Roma e sono tutti entusiasti. Alle 14 arriva anche l’ormeggiatore che ci dice che tra le 13 e le 14 è in pausa pranzo. L’ufficio del porto, invece, in questa stagione è aperto solo dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18. Buono a sapersi. Pranziamo in pozzetto al sole: orata con patate e pomodorini, insalata e un paio di crostini con la caponata. L’ouzo greco ha accompagnato il tutto. Pagati i 20 euro per la sosta notturna. Verso sera abbiamo fatto un salto da “Alido” a prendere un po’ di cecina, una golosità. Il porto è semi deserto, solo qualche barca stanziale e due barche a vela oltre a noi: i ragazzi della scuola vela di Roma e una barca di tedeschi. Che dire: una favola!
(Giornale di bordo)
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