CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







martedì 19 maggio 2026

Procida - Amalfi


Sandro e Flavia sono partiti presto. Vogliono arrivare ad Agropoli in modo da poter visitare Paestum domani. Noi li raggiungeremo lì mercoledì. La nostra destinazione odierna è Amalfi. Ho prenotato al Pontile Coppola, dove ci eravamo già fermati anni fa. La scelta di Amalfi è stata dettata dal fatto che le miglia da percorrere saranno soltanto una trentina e non cinquanta, inoltre ci piace l’idea di vedere la Costiera dal mare, dopo averla percorsa con l’auto un paio di mesi fa, infine, come si fa a passare da queste parti senza comprare dei babà al limoncello? Abbiamo lasciato Procida alle 8.30. Si è bolinato per un’oretta con un vento sugli 8 nodi che, tuttavia è andato gradatamente scemando. L’attraversamento del Golfo di Napoli, soprattutto nei pressi di Capri non è mai piacevole. Il via vai di traghetti e di motoscafi crea sempre un’onda fastidiosa. Tania ha paragonato la sensazione che si prova all’essere immersi in un frullatore. Se non è così, poco ci manca. La situazione è migliorata dopo Capo Campanella, anche se lungo tutto il tratto di costa il vento faceva strani giri e aumentava e diminuiva continuamente di intensità. Risultato: l’abbiamo percorsa a motore fino a destinazione. L’entrata al Pontile Coppola è sempre particolare, considerati gli spazi ristrettissimi. Chiamo al telefono e Giulio, il proprietario, ci viene incontro con il gommone. Sale a bordo e fa lui la manovra di ormeggio infilandosi tra barche a vela, motoscafi e pescherecci. In questi casi meglio chiudere gli occhi e pensare che comunque si ha una assicurazione. L’ormeggio come sempre è stato fatto in modo impeccabile. Alla fine della giornata ci ritroviamo con due barche a vela di 46 e 50 piedi rispettivamente alla nostra destra e alla nostra sinistra. Si balla anche un po’ a causa dell’andirivieni di traghetti che entrano ed escono dal porto a tutta velocità. Cosa non si farebbe per dei babà al limoncello!…mi viene da pensare. Amalfi è invasa dai turisti. Oltre a quelli sui pullman, quelli che scendono dai traghetti si aggiungono quelli scesi da una enorme nave da crociera alla fonda davanti al paese. Ma la cosa ancora più impressionante è che la totalità di tutta questa gente è composta da stranieri. “Gli italiani, ormai, sono l’1 per mille”, ci dice il negoziante da cui compriamo i babà. Fatto il nostro acquisto ci rifugiamo in barca, giusto in tempo prima che arrivi uno scroscio con relativo colpo di vento. Sì cena in barca, non solo perché ho la netta impressione che andando al ristorante verremmo “spennati”, ma anche perché abbiamo il frigo pieno e dopo la pasta al polpo mangiata ieri su Caracola necessitiamo di qualcosa di più leggero.

(Giornale di bordo)

Nessun commento:

Posta un commento