CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






venerdì 16 aprile 2010

Flussi e riflussi


WANGEL (parlando dello Straniero): Che altro sai di lui?
ELLIDA: Che giovanissimo s'era dato al mare. E che aveva fatto lunghi viaggi.
WANGEL: Nient'altro?
ELLIDA: No, non parlavamo mai di noi.
WANGEL: Di che cosa parlavate allora?
ELLIDA: Quasi sempre del mare. Di burrasche e di bonacce. Di notti tenebrose sul mare.
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WANGEL (rivolgendosi a Arnholm dopo la conversazione con Ellida): Sono stato da lei or ora, e mi e' parsa tranquilla; ma dietro ai suoi stati d'animo si nasconde qualcosa che non riesco a spiegarmi. E poi e' cosi' incostante... cosi' enigmatica... cosi' sorprendentemente mutevole.
ARNHOLM: Deve essere una conseguenza del suo animo turbato.
WANGEL: Non e' soltanto questo. In fondo e' la sua natura. Ellida appartiene alla gente del mare. Tutto il problema e' li'; non hai mai osservato come la gente che vive in riva al mare aperto costituisca in certo modo un popolo a se'? C'e' il moto delle onde - e anche l'alta e bassa marea - nei loro pensieri come nelle loro sensazioni.
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(si sente da lontano la campana del bastimento)
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STRANIERO (rivolgendosi a Ellida): Sei pronta a partire? O no? Non parlo di vestiti da viaggio o di valige. Ti domando se sei pronta a seguirmi....a seguirmi di tua spontanea volonta'.
ELLIDA: Oh, non domandi! Non mi tenti cosi'! Ah... come mi attira, mi tenta, mi chiama... verso l'ignoto! Tutto l'incanto del mare e' concentrato nel suo richiamo.
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(la campana della nave suona per la seconda volta)
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STRANIERO: Non vuoi venire? E' finita dunque?
ELLIDA: Si'! Finita per sempre!
STRANIERO: Addio, allora! Da questo momento lei non e' altro nella mia vita... che un naufragio in piu'.
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WANGEL (guardando Ellida mentre il bastimento si allontana): Ellida... la tua anima e' come il mare. Ha flussi e riflussi. Come e' avvenuto il mutamento? Comincio lentamente a capirti... Tu pensi e senti per mezzo di simboli e figurazioni visibili. La tua nostalgia e il tuo desiderio del mare ... quel non so che che ti traeva verso di lui... verso quello straniero... era l'espressione della sete di liberta' che era sorta e cresciuta in te. Null'altro.
(Henrik Ibsen, Un dramma in riva al mare)

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