CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






mercoledì 14 aprile 2010

Interpretazioni


"Buona fortuna" disse il vecchio. Adatto' gli stroppi dei remi agli scalmi e sporgendosi avanti a spingere le pale nell'acqua, incomincio' a remare al buio per uscire dal porto. Vi erano altre barche che prendevano il mare da altre spiagge e il vecchio udiva i tuffi e i colpi di remo pur non vedendoli ora che la luna era sotto le colline.
A volte, in barca, qualcuno parlava. Ma quasi tutte le barche erano silenziose eccettuato il tuffo dei remi. Si allontanarono le une dalle altre appena uscite dall'imboccatura del porto e ciascuna si avvio' in quella parte di oceano in cui sperava di trovare pesci. Il vecchio intendeva dirigersi al largo e si lascio' l'odor della terra alle spalle e remo' nel fresco odor dell'oceano del primo mattino.
Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano. A volte coloro che l'amano ne parlano male. Ma sempre come se parlassero di una donna. Alcuni fra i pescatori piu' giovani, di quelli che usavano gavitelli come galleggianti per le lenze e avevano le barche a motore, comprate quando il fegato di pescecane rendeva molto, ne parlavano come di el mar al maschile. Ne parlavano come di un rivale o di un luogo o perfino di un nemico. Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvagie era perche' non poteva evitarle. La luna lo fa reagire come una donna, penso'.
(Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare)

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