CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






domenica 19 settembre 2010

Riverbero


La barca inclinata filava da sola, il viso sfiorava il mare come un pesce che salta a pelo d'acqua, lui era disteso a faccia in giu' ma Paula supina sporgeva indietro la testa, i capelli vicinissimi al suo viso, scuri, neri nel vento. Il blu tremava dietro quei capelli neri e piu' indietro ancora la striscia di terra rossa, il verde tenero e cupo di pini e cipressi; il ventre di un gabbiano splendeva avorio verde mentre piombava a rasentare l'acqua, un ulivo divaricava al cielo un sesso violento e innocente, ma la barca aveva gia' doppiato la punta e appariva il faro bianco. L'odore dell'ulivo era gia' perso sul mare, la barca scivolava leggera e senza meta sospesa nel meriggio, spariva nel suo riverbero.
(Claudio Magris, Un'altro mare)

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