CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE






martedì 5 luglio 2011

Zacinto



Ne' piu' mai tocchero' le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
canto' fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
bacio' la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

(Ugo Foscolo, A Zacinto)

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