CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 22 giugno 2017

Procida



Svegliarsi in barca al suono delle campane è una bella sensazione. Habibti necessita di una pulizia a fondo. In questo ultimo mese e mezzo si è depositato sul ponte un discreto strato di polvere. Mi metto al lavoro con acqua, sapone e spazzolone. Mi ci vogliono un paio d'ore per rimetterla all'onor del mondo. Poi scendiamo a terra. Il passaggio alla libreria "Nutrimenti" è d'obbligo. Compro il libro di Gianluca Gentili "Si può fare: come vivere una vita da sogno con 500 euro al mese". Lo leggerò nei prossimi giorni. Con Gianluca abbiamo stretto amicizia recentemente. Insieme alla moglie Basak hanno deciso di trasferirsi a vivere in barca tra Turchia e Grecia. Mi paiono soddisfatti. Una scelta coraggiosa, presa in modo ragionato. Resa possibile anche dalla loro decisione di non avere figli, almeno per il momento. Tornando a noi, di Procida ci piace l'accoglienza genuina della gente, inoltre quel lento scorrere del tempo che sembra scandire la vita quotidiana degli isolani. In un negozio di alimentari, dove compriamo mozzarelle di bufala e qualche prodotto tipico locale, facciamo conoscenza del proprietario che ci dice di essere un diacono. Sentendoci parlare francese ci chiede di leggergli con la giusta pronuncia un brano del Vangelo che intende leggere l'indomani in occasione di un matrimonio tra un ragazzo di Procida e una ragazza francese. Registra il tutto sul suo palmare per poterlo risentire ed imparare con calma. La sua pronuncia non è delle migliori, ma è talmente genuino il suo entusiasmo che siamo certi che la sua lettura sarà sicuramente apprezzata dagli ospiti transalpini. Verso sera, mentre ero seduto in pozzetto, mi sento chiedere: "Mais ce qui Habibti?" Sono Nabil e Suzanne, un chirurgo che vive ad Aix en Provence e sua moglie. Ci invitano a cena a bordo della barca del loro amico Jean, ormeggiata poco lontano. Un occasione per approfondire la conoscenza di questi libanesi dello Chouf emigrati lui in Francia lei in Liberia e poi a Londra ai tempi della guerra civile. Nel ricco menù, affettati, pizzette, gamberetti e ravioli al pomodoro. Il tutto accompagnato da un punch al rum, Campari e poi vino rosso in abbondanza. Un Moscato di Pantelleria con dolcetti conclude la cena luculliana. Una serata all'insegna del buon umore e della sincera condivisione.

(Giornale di bordo)

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