CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







domenica 29 agosto 2021

Turgutreis

 


La sveglia per andare in aeroporto è alle 3. C'è vento, l'aria è carica di sabbia e la temperatura a quest'ora della notte è di 40 gradi. Riad in questo periodo sta dando il meglio di sè! L'aereo per Doha decolla puntuale alle 5.10. Un'ora di volo e poi prendiamo la coincidenza diretta per Bodrum che parte alle 8. Siamo molto stanchi. Le temperature infernali dell'estate saudita ci hanno davvero consumato. A mezzogiorno scendendo dalla scaletta dell'aereo assaporiamo un'aria completamente diversa da quella a cui siamo abituati. Finalmente siamo in Mediterraneo! I controlli alla frontiera sono rapidissimi. Nonostante avessimo tutti i moduli richiesti per l'ingresso nel paese a disposizione nessuno ci chiede nulla. Prendiamo un taxi e alle 13 siamo al D-Marin di Turgutreis. Avevo avvisato Cagdas, la persona che in questi mesi avrebbe dovuto prendersi cura di Habibti, del nostro arrivo, ma  nonostante egli mi avesse assicurato che la barca era stata pulita, la trovo decisamente sporca. Il copriranda, lo spray-hood e il ponte sono coperti di polvere stantia. Segno che non sono stati lavati da molto tempo. Ma la cosa che più mi infastidisce di più è che Cagdas, per giustificare il compenso pattuito, deve essere effettivamente passato in mattinata, ma solo per dare una leggera spruzzata al pozzetto dove trovo le porte in legno del tambuccio tutte bagnate. E tutto il resto della barca? Essere preso per fesso è una cosa che mi fa davvero arrabbiare. D'altra parte me lo sentivo che egli non stesse rispettando l'impegno che aveva preso. Nel corso di questi quattro mesi si era fatto sentire sempre più di rado e la maggior parte delle volte sempre su mia iniziativa. Comunque, ora siamo qui e l'importante è che la barca sia integra. Andiamo immediatamente alla Turkcell per comprare la nuova linea telefonica e la carta SIM che ci consente di disporre di internet sull'I-pad. Ci assiste una ragazza con la quale riusciamo a comunicare grazie all'intermediazione di un giovane cliente che traduce le nostre richieste dall'inglese al turco. Per pranzo mangiamo due insalate seduti all'ombra di un gazebo in uno dei locali che si affacciano sul Marina. Fa caldo e non c'è un alito di vento, ma non è nulla paragonato alle temperature che abbiamo lasciato a Riad. Mentre Tania sistema i bagagli a bordo, controllo la strumentazione. Purtroppo la stazione del vento non funziona. Alzo gli occhi e noto che l'elica del trasduttore è bloccata. Salgo in testa d'albero sperando che spruzzando un po' di WD-40 questa si sblocchi, invece niente. La smonto in modo da poterci lavorare meglio a terra, ma anche qui, il risultato è lo stesso. Chiamo Tuncai, il tecnico della Furuno che avevamo conosciuto a marzo e che ha l'ufficio a Turgutreis che mi promette di venire l'indomani. Telefono anche ad Ozgur, un caro amico il quale contatta la persona che si occuperà di rinnovare il "transit log" in scadenza tra pochi giorni. "Oojoo", l'Hallberg Rassy 40 di Singapore il cui proprietario non viene da più di due anni è sempre qui. Tra lui ed Habibti ora è ormeggiato un Bavaria 39 Cruiser di una coppia di turchi, mentre sul lato opposto c'è uno Janneau 36 con nessuno a bordo. Dopo il tramonto l'aria rinfresca e mangiamo due bruschette seduti in pozzetto con una bottiglia di vino bianco che Tania è andata a comprare in un vicino supermercato. Rispetto a maggio c'è molta più gente in giro, ma la sera il Marina è tranquillo. Dopo cena crolliamo dalla stanchezza e non ci resta che andare subito a letto. 

 (Giornale di bordo)

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