CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 2 settembre 2021

Kuçuk Adasi - Cokertme


Partiamo di buon ora in direzione di Cokertme, una delle nostre baie preferite nel golfo di Gokova, che dista circa una ventina di miglia. Anche oggi apriamo solo il genoa in quanto sono previsti 25 nodi di vento che prenderemo al traverso. Superiamo a sud l'isola di Karaada e con una bella navigazione, a tratti con forti raffiche, raggiungiamo la nostra meta nel primo pomeriggio. Gli incendi divampati ad agosto hanno distrutto completamente la foresta alle spalle dell'abitato e sulle montagne circostanti. Lo spettacolo è davvero desolante. Tuttavia, nonostante la baia abbia perso la sua originale bellezza vi è un discreto numero di barche alla fonda. Abdullah, che lavora da "Ihtiyar Balikci", il ristorante del quale ormai siamo clienti affezionati, ci viene incontro sul suo gommone e ci offre la possibilità di metterci ad un gavitello libero davanti al locale. Lo ringraziamo e gli chiediamo se, una volta sistemata la barca, può cortesemente venirci a prendere.  Una quindicina di minuti più tardi siamo seduti comodamente ad uno dei tavoli del ristorante. Qui incontriamo l'armatore di "Attila" che avevamo conosciuto proprio qui insieme alla sua famiglia nel marzo scorso. Oggi è da solo e con lui commentiamo, mestamente, il disastro provocato dagli incendi che purtroppo hanno completamente trasformato il paesaggio circostante. Per fortuna, almeno la cucina di Abdullah è rimasta la stessa, squisita come sempre. Ordiniamo il solito polipo alla griglia, i calamari, le triglie e le patate fritte che accompagniamo con una mezza bottiglia di raki. Tornati in barca, nel pomeriggio ci riposiamo sottocoperta. Verso sera si alza il vento con forti raffiche. Habibti brandeggia non poco sul suo gavitello. Temendo che la cima del tender legato a poppa si possa rompere lo sposto sul ponte a prua bloccandolo con le due scotte del genoa. Una pensata geniale quella di limitarmi a fissarlo in questo modo. Talmente geniale che, scesa la notte, mentre eravamo seduti in pozzetto al riparo dal vento forte dietro allo spray-hood, me lo vedo all'improvviso prendere il volo ed atterrare in acqua a pochi metri dalla poppa di Habibti. La prima reazione sarebbe stata quella di gettarmi immediatamente in mare e con un paio di bracciate recuperarlo, ma il buio totale, il rumore del vento, ma soprattutto la forte corrente che vedo scorrere intorno alla barca mi trattengono. Giusta decisione. Voler sopperire ad un errore con un errore ancora maggiore sarebbe stato imperdonabile. E così vediamo il piccolo tender di Habibti allontanarsi rapidamente tra i marosi ed inutili saranno le ricerche che faremo una decina di minuti più tardi a bordo del gommone di Abdullah, che avevo chiamato al telefono e che si era precipitato immediatamente. Appena si esce un poco verso l'esterno della baia le onde diventano subito alte e in più, in assenza della luna, il buio è totale. Torno in barca completamente inzuppato e arrabbiato con me stesso. Perdere il tender a causa di un comportamento così superficiale è un vero peccato e a poco serve la magra consolazione che esso non fosse più nuovo e con qualche piccola magagna. Inoltre, la ciliegina sulla torta è data dal fatto che per il resto del mese ogni qualvolta saremo alla fonda non potremo più scendere a terra in modo autonomo. Nel frattempo il vento è rinforzato ulteriormente. Di conseguenza decido di raddoppiare la cima del gavitello aggiungendone una seconda che fisso sull'altra galloccia. Un conto è vedere il proprio tender andarsene alla deriva, un'altro sarebbe che la stessa cosa accadesse ad Habibti nel corso della notte. Rimango in pozzetto di guardia fino a quando mi pare che il vento si sia calmato un poco. Purtroppo con la stazione del vento che non funziona non so esattamente quanti nodi vi siano, ma sicuramente non meno di una trentina. Anche quando vado finalmente a letto continuo a restare vigile per un po' di tempo, fino a quando Morfeo, piano piano, finisce per avere la meglio.
 
(Giornale di bordo)

Nessun commento:

Posta un commento