CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







mercoledì 13 aprile 2022

Bodrum - Kos

Il vento nella notte si è calmato. Alle 8.30 lasciamo il Marina e ci trasferiamo alla banchina dell'autorità portuale ormeggiando all'inglese nello stretto spazio lasciato libero dalle motovedette della Guardia Costiera. Il transitario, che arriva mezz'ora più tardi, ha già fatto timbrare il transit log. Con i passaporti ci presentiamo al controllo di polizia per farci mettere il timbro d'uscita dal paese, quindi un ultimo timbro da parte della dogana e alle 9.45 possiamo partire. Uscendo dal porto passiamo accanto ad una delle motovedette della Guardia Costiera ormeggiata in banchina. Qualcuno si affaccia sul ponte e ci urla di togliere la bandiera di cortesia turca che sventola sulla sartia di sinistra. Più che un gesto di attenzione nei nostri confronti per evitare che ce ne dimenticassimo, il tono e l'atteggiamento mi paiono piuttosto una ingiunzione scortese e superflua. Era infatti mia intenzione ammainare la bandiera di cortesia turca durante la traversata, issando contemporaneamente quella greca e quella gialla di rito quando si devono ancora espletare le formalità di entrata in un paese. Non c'è vento e procediamo per un primo tratto a motore. Dopo due anni di permanenza in Turchia, a causa della lunga chiusura della frontiera marittima tra i due paesi, possiamo finalmente riaffacciarci nella vicina Grecia. Nel canale che separa la costa turca da Kos il vento si incanala e rinforza. Ne approfittiamo per aprire il genoa. Avvicinandoci a Mandraki, dove faremo le formalità di ingresso, telefoniamo a Meltem che ci attenderà sulla banchina dell'autorità portuale posta all'ingresso del porto. Entriamo a Mandraki a mezzogiorno. C'è parecchia risacca e la banchina a cui dovremmo attraccare è veramente in pessime condizioni. Non solo non c'è alcun tipo di protezione, ma in alcuni tratti vedo addirittura sporgere degli spuntoni di ferro dal cemento. Accanto a Meltem ci attende una giovane poliziotta alla quale faccio capire che con queste condizioni non posso accostare. Il rischio di danneggiare la murata di Habibti è reale. Fortunatamente si tratta di un agente di buon senso in quanto accetta che le si passino tutti i documenti, compresi i nostri passaporti, mettendoli in un retino che ci allunga dalla banchina. Meltem ci dice che possiamo dirigerci al Marina di Kos e che ritireremo i documenti più tardi nel suo ufficio. Un'altra decisione intelligente. Quando soffia il vento prevalente da nord-est l'ormeggio nel Marina di Kos può essere un po' problematico in quanto l'entrata è aperta esattamente in quella direzione. Mi era capitato una volta con Nausicaa di entrarvi con un vento sui 40 nodi e ricordo una manovra d'ormeggio al cardiopalma. Oggi di nodi ce ne sono solo una ventina, ma poichè il posto che ci è stato assegnato è quello in punta al primo pontile subito dopo la diga foranea l'ormeggiatore ci assiste trattenendo con il gommone la prua di Habibti. Ciò per evitare il rischio che il vento ci sbatta contro il pontile. Ormeggiamo accanto ad una barca a vela di una compagnia di charter su cui stanno facendo alcuni lavori di manutenzione. Qui facciamo la conoscenza di David, il proprietario di uno dei negozi di nautica che sono all'interno del Marina. Mentre ci stiamo riposando un poco, un ragazzo che lavora per Mouratti Tours viene a consegnarci il tender e il fuoribordo che avevamo spedito dall'Italia. Mi aiuta a portare lo scatolone del fuoribordo su Habibti, mentre depositiamo il tender davanti al negozio di David che gentilmente si offre di gonfiarlo con il compressore. Fatta questa operazione e portato con un carrello sul pontile, sempre con l'aiuto di David, lo leghiamo per bene a prua. Pur essendo lo stesso modello di quello perso lo scorso anno, il nuovo tender è leggermente più ingombrante. I tubolari sono più grandi e anche lo specchio di poppa è leggermente più alto. Il vantaggio è che è sicuramente più stabile rispetto al precedente. Fisso sull'apposito sostegno anche il nuovo Honda da 2.3 cavalli che è decisamente più maneggevole e leggero rispetto al vecchio Mercury. Un acquisto decisamente azzeccato. Verso le 15 con un taxi raggiungiamo il porto di Mandraki. Sulla banchina riservata al diporto ci sono solo un paio di barche a vela che hanno ormeggiato dando fondo all'ancora. L'ufficio di Mouratti Tours è poco lontano. Qui incontriamo Meltem da vicino. E' una ragazza sulla ventina che non solo si è dimostrata efficente in tutte le occasioni, ma è anche simpatica e carina. Da lei ci facciamo indicare una taverna dove poter mangiare qualcosa. Sono solo le sei del pomeriggio, ma tra le cose belle della Grecia è che i ristoranti sono aperti a qualsiasi ora. La taverna si chiama "Sofra" ed è un piccolo e semplice locale in una via piuttosto impersonale di Kos. Il proprietario è molto gentile e la cena a base di polipo, calamari e saganaki è ottima e sostanziosa. I nostri vicini di tavolo sono due pensionati del Devon con i quali conversiamo un poco prima di rientrare in barca. Nel Marina continua ad esserci molto vento, ma Habibti è ormeggiata a due trappe robuste e ben tese, quindi possiamo dormire un sonno sereno.

(Giornale di bordo)

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