Nella notte il vento ha continuato a soffiare forte. Sentirlo fischiare tra gli alberi e le sartie delle barche in porto con Habibti ormeggiata al sicuro e rannicchiati al calduccio in cuccetta è sempre una sensazione unica. E' già una settimana che siamo qui e stiamo così bene. Ci svegliamo con un bel cielo azzurro. Purtroppo si è rotta una molla della maniglia della porta del bagno che così non resta più chiusa. Cerco di sostituirla con quella della cabina di poppa, ma dopo averle smontate entrambe mi accorgo che quest'ultima è orientata in senso inverso e quindi non la posso utilizzare. Lo stesso vale per la maniglia della cabina di prua. Ne consegue che, almeno per il momento, terremo la porta del bagno chiusa con del nastro adesivo di carta per non rovinare il mogano. La serratura è una McCoy, inglese, ed inutili sono i tentativi di riuscire a trovare a Bodrum i pezzi di ricambio. Li dovrò ordinare da Hallberg Rassy Parts, ma fino a settembre non potremo disporne. l'Unica altra possibilità di ripararla prima di quella data è riposta in qualche artigiano a Marmaris. Come avevamo fatto lo scorso anno per la stazione del vento che aveva smesso di funzionare. In mattinata Ozgur ci porta il cover provvisorio in tela cerata con il quale intendo coprire la zattera di salvataggio nei periodi in cui lasceremo ferma la barca in modo da proteggerla dai raggi solari. Nei mesi estivi ci farà fare quella definitiva dello stesso tessuto dello sprayhood. In previsione della partenza, telefono al transitario con il quale fisso un appuntamento per le 9.30 di domattina alla banchina dell'autorità portuale per effettuare le formalità d'uscita dalla Turchia. Quindi facciamo due passi per vedere esattamente dove essa si trovi e come sia meglio ormeggiare. Lo spazio è davvero esiguo a causa delle motovedette della Guardia Costiera che ostruiscono gran parte della banchina. Al distributore del Marina riempiamo la tanica della benzina per il fuoribordo, quindi facciamo un salto da Migros per integrare acqua e vino. Compriamo anche un chilo di pesce surgelato credendo si tratti di alici. Purtroppo scopro che non si tratta di alici nel momento in cui tento inutilmente di levare le lische. Un'operazione a cui rinuncio se non voglio ridurre i poveri pesci in poltiglia. Mi limito quindi a tagliargli la testa e la coda cucinando al forno ciò che resta in una teglia con olio, aglio, prezzemolo, pan grattato e pomodorini. Il risultato, inizialmente insperato, si rivela ottimo. Sembra pensarla allo stesso modo anche il gatto che, sentito il profumino, si siede speranzoso sul pontile proprio davanti alla poppa di Habibti. La sera viene a salutarci Ozgur. Domani, infatti, si parte per Kos.
(Giornale di bordo)

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