CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 12 agosto 2023

Khalkis - Ormos Yaltrou (Eubea)

 
Dopo aver acceso la radio di bordo alle 21, secondo le istruzioni impartiteci dalla Port Authority al momento di pagare il biglietto per il transito del ponte, alle 00.30 riceviamo dalla Port Police la comunicazione di prepararci a partire. Insieme a noi attendono una decina di altre barche a vela ed un paio di grandi yacht a motore. Veniamo informati che la prima imbarcazione che dovrà transitare nel passaggio è un grosso cargo che vediamo alla fonda nella parte meridionale della baia. Trascorre quasi un'ora prima che quest'ultimo riesca a posizionarsi perfettamente in asse con il ponte. Una volta transitato la polizia portuale chiama ad una ad una le altre barche in attesa. Habibti è tra le ultime. Sono le 1.30 quando superiamo lo stretto passaggio lasciato aperto dai due tronconi del ponte che si apre a libro. La maggior parte delle barche in fila indiana davanti a noi si dirigono verso la banchina che si trova poco dopo il ponte sulla dritta, lasciata libera dalle imbarcazioni che si apprestano ad attraversare il ponte in senso inverso. Noi invece tiriamo dritto seguendo una grande barca a vela battente bandiera inglese che, come noi, sembra intenzionata a proseguire la navigazione verso nord. Procediamo di conserva per una ventina di minuti, fino a quando quest'ultima vira in direzione di una piccola ansa ridossata che si trova poco a nord dell'abitato. Abbiamo deciso di fare una navigazione notturna approfittando del fatto che il vento contrario, che in questo periodo è solito rinforzare parecchio nel corso della giornata, di notte è meno intenso. Intorno a noi il buio è totale. La notte è senza luna e le uniche cose che si vedono sono le luci di Khalhis che mano a mano si allontanano e quelle rosse di segnalazione delle numerose pale eoliche disseminate sulle pendici delle montagne circostanti. Risaliamo a motore la parte settentrionale del canale dell'Eubea fino all'alba. Tania riposa sottocoperta e io mi godo questo bel momento di solitudine sotto un bel cielo stellato. Alle prime luci apro il genoa. Il vento, che per tutta la notte aveva soffiato diritto sulla nostra prua, cambia leggermente di direzione. Con l'ausilio del genoa la velocità aumenta di quasi due nodi. Il mare è leggermente increspato, ma la nostra progressione è regolare e senza scossoni, neanche quando Habibti fende le onde più irregolari. I colori dell'alba sono uno spettacolo. Chiamo Tania per condividere con lei questo bel momento. Mancano solo 14 miglia alla nostra destinazione. Ne approfitto per scendere sottocoperta e riposare un poco lasciando a Tania il controllo del timone. Mi sveglio nel momento in cui abbiamo l'abitato di Loutra al traverso. Un agglomerato di case non particolarmente belle nel quale si trova un porticciolo di pescatori dove è possibile ormeggiare all'inglese nella parte finale del molo di soprafflutto e dove attracca il traghetto proveniente dall'antistante Attica. L'abitato si trova un miglio a sud dell'ingresso dell'ampia baia di Yaltrou, dove siamo diretti. La baia è ben ridossata dal vento prevalente ed è caratterizzata da alti fondali. Una strada la costeggia ed è circondata da una lussureggiante vegetazione. Ci dirigiamo verso il fondo di quest'ultima dove il portolano indica esserci una buona zona per l'ancoraggio. Diamo fondo in 15 metri d'acqua in un'insenatura davanti ad un paio di edifici dalle dimensioni modeste di cui uno, scopriremo più tardi, è un albergo. Sul lato opposto vediamo alcune barche che essendo ormeggiate a delle boe hanno tutta l'aria di essere stanziali. L'acqua non è particolarmente cristallina e di tanto in tanto vediamo passare intorno alla barca delle enormi meduse dalla forma bizzarra. Ormai sono quasi tre giorni che dormo molto poco e la stanchezza comincia a farsi sentire. Pertanto decido di rimandare all'indomani un paio di lavoretti che devo fare sottocoperta. Trascorriamo la giornata oziando a bordo e godendoci questo angolo poco frequentato dell'Eubea. Nel corso della giornata il vento, come previsto, aumenta un poco, ma il nostro ridosso è perfetto.
 
(Giornale di bordo)

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