CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







domenica 13 agosto 2023

Ormos Yaltrou (Eubea)


La prossima notte riusciremo finalmente a riposare. Il vento nel corso della giornata dovrebbe rinforzare e noi ne approffitiamo per restare fermi qui e fare alcuni lavoretti sottocoperta. Per prima cosa aggiungo un po' di acqua distillata alle batterie, quindi sostituisco la serratura del bagno che si è definitivamente rotta e, infine, rimuovo "l'ocean air", rotto anche lui, montando quello nuovo. Tutti pezzi che mi ero fatto spedire dall'Halberg Rassy al cantiere dell'Olympic Marina. In questo modo la mattinata trascorre velocemente. Per pranzo terminiamo la pasta alle zucchine che avevo preparato l'altro giorno e che anche fredda è davvero ottima, godendoci il dolce far niente per il resto del pomeriggio. Il luogo è davvero molto tranquillo. A parte le poche barche stanziali ormeggiate dall'altra parte della baia non c'è nessuno. Di fronte a noi c'è una piccola spiaggia con la strada subito alle sue spalle. Il traffico è limitato ed è prevalentemente locale. Un paio di auto parcheggiano all'ombra degli alti alberi che la costeggiano. Tra queste c'è un cammioncino il cui cassone telato è stato trasformato in un camper di fortuna. Riusciamo ad intravedere al suo interno un paio di semplici brandine, un tavolo e un paio di sedie da campeggio. Un modo pratico ed economico per trascorrere le vacanze. La coppia di attempati signori che lo occupa trascorre la giornata in spiaggia seduta sotto un ombrellone che è stato piantato nell'arena. Sul lato opposto della strada c'è un piccolo edificio immerso nel verde di fronte al quale è parcheggiato un pick-up rosso dei pompieri. Negli anni scorsi gran parte dell'Eubea era stata vittima di numerosi incendi dolosi che avevano distrutto molti ettari di bosco. Per prevenire eventi come questo è probabile che le autorità abbiano deciso di dislocare sul territorio dei piccoli presidi dei vigili del fuoco in modo da controllare il sorgere di eventuali focolai. Poco lontano dal presidio si trova una piccola chiesa ortodossa. Mi fermo a visitarla quando scendo a terra a nuoto, sfidando le meduse che di tanto in tanto vediamo passare accanto alla barca, per gettare i sacchi dell'immondizia in un cassonetto posto vicino ad un piccolo albergo a gestione famigliare. Questa parte dell'Eubea è decisamente fuori dai grandi circuiti turistici della Grecia. Abbiamo anche l'impressione che i pochi turisti che circolano  in giro siano prevalentemente greci. Nel pomeriggio il vento si quieta nuovamente. Verso le 19.30, mentre siamo seduti a prua bevendo un bicchiere di retzina per aperitivo, nella baia entra una barca a vela. Ha lo scafo di colore blu e ci pare essere la stessa che avevamo visto ormeggiata alla bachina in cemento davanti alla stazione ferroviaria di Khalkis. Ci eravamo imbattuti nel  suo equipaggio, formato tutto da tedeschi, prima negli uffici della Port Authority e poi al ristorante in cui avevamo pranzato l'altro giorno. Lo skipper è un signore piuttosto attempato che mi aveva dato la sensazione di fare charter con la sua barca e conoscere molto bene la zona. Il fatto che, entrando nella baia, abbia dato fondo dirigendosi a colpo sicuro nella sua parte occidentale, che avevo notato essere quella meglio ridossata, me lo conferma.
 
(Giornale di bordo)

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