CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







lunedì 14 agosto 2023

Ormos Yaltrou - Ormos Vathilikou


Notte tranquilla. Il cielo stamattina è nuvoloso. Salpiamo verso le 8.30. Al momento di alare la catena attorno a questa si sono aggrovigliate alcune lenze da pesca e uno stroppino a cui è legata una piccola anfora di plastica con dei buchi. Taglio tutto con il coltello da sub che ho a bordo. Soffia un vento da nord-ovest sui 15 nodi. Apriamo le vele e per un po' procediamo al gran lasco con una buona andatura. Uscendo dalla baia evitiamo una serie di gavitelli a cui sono attaccate delle reti da pesca. La costa occidentale della penisola di Yaltrou è disseminata da numerose abitazioni, senza che queste costituiscano un vero e proprio villaggio. Sembrano piuttosto case per le vacanze. C'è anche un centro velico con delle derive allineate a terra. Il vento cala e gira un poco. Chiudiamo il genoa e proseguiamo a motore superando lo stretto passaggio tra l'Eubea e le isole Leikhades. Queste isolette sono ammantate da una leggenda: quella di Ercole e del suo araldo Lica, che come gran parte dei miti dell'antica Grecia riportano storie di violenza e disgrazie. Il mito racconta che Ercole e la sua sposa Deianira durante un viaggio giunsero sulla sponda di un fiume e per attraversarlo si fidarono del traghettatore, che era il centauro Nesso. Questi, dopo aver traghettato per prima Ercole, quando fu il turno di Deianira cercò di violentarla. Lei chiamò in aiuto il marito che colpì al cuore il centauro con una freccia. Il centauro, sul punto di morte disse a Deianira che se avesse voluto possedere uno strumento d'amore con cui conservare l'amore del marito per lei sola, doveva raccogliere il sangue che gli sgorgava dal cuore e ungere il mantello che Ercole era solito indossare. Deianira  raccolse il sangue in un'ampolla e tenne il segreto per sé. Giunti in Tessaglia, ella seppe da Lica, l'araldo di Ercole, che quest'ultimo si era innamorato di un'altra principessa di nome Iole. Quando Lica le disse che Ercole desiderava avere il suo mantello per le celebrazioni del fidanzamento con Iole, Deianira cosparse quest'ultimo con il sangue del centauro Nesso pensando che in questo modo Ercole continuasse a restare innamorato solo di lei. Nel fare ciò ignorava che in realtà il sangue era un veleno con il quale Nesso aveva voluto vendicarsi di Ercole che lo aveva ucciso. Lica portò la tunica ad Ercole che, una volta indossata, rilasciò il veleno che incominciò ad irritare la sua pelle ed a penetrargli nel corpo debilitandolo e facendolo soffrire enormemente. Deianira, resasi conto di ciò che aveva fatto, si impiccò, mentre Ercole, pensando che il giovane Lica lo avesse avvelenato lo scagliò nel mare dell'Eubea. Nello sfracellarsi in mare il corpo di Lica si divise in pezzi e ciascuno di essi creò le isole Leikhades, che quindi da lui hanno preso il nome. Leggiamo questa storia cruenta lasciando queste isolette circondate da bassi fondali sulla sinistra. Poco dopo aver superato il passaggio il vento da nord-est riprende a soffiare sui 20 nodi. Il che ci permette di risalire il canale di Dhiavlos Oreon con dei lunghi bordi di bolina. Qui incrociamo un paio di barche a vela che procedono a motore in senso contrario al nostro, mentre altre due, sempre a motore, risalgono il canale insieme a noi. Con il vento si alza anche un po' d'onda. Entriamo nella baia di Ormos Vathilikou che sono le 13, dopo una ventina di miglia di navigazione. Diamo fondo nel suo lato orientale, davanti ad una piccola cappella un po' in cattivo stato. Eravamo già stati qui nel marzo del 2019 risalendo verso Istanbul e di questo ridosso avevamo conservato un buon ricordo. Il fondale non è buon tenitore in quanto è cosparso da uno spesso strato di alghe. Dobbiamo ripetere due volte la manovra prima che l'ancora agguanti. Filo 50 metri di catena su 10 di profondità. Poco lontano c'è il solito gavitello a cui la volta scorsa era ormeggiata una vecchia barca a vela stanziale. La barca non è più la stessa. Oggi c'è un Sun Odissey 35 molto ben tenuto. Per pranzo cucino dei cordon bleu che mangiamo con un'insalata. Nel pomeriggio un grande yacht a motore con bandiera cipriota ormeggia portando due cime a terra lontano da noi. Un po' più tardi è la volta di una barca a vela della compagnia di charter Sailing Academy. A bordo vi è una coppia di italiani che ci salutano. Infine, prima di sera, un altro grande yacht a motore da fondo proprio nel mezzo dell'ampia baia. Sulla terra ferma, davanti a noi, vi sono alcune persone venute a fare un pic-nic, mentre prima che scenda il buio due pescatori mettono in acqua un gommone che trasportano su un carrello al traino. Torneranno tardi nella notte quando noi già siamo andati a dormire. Prima di andare a letto recupero una decina di metri di catena. Nella notte il vento dovrebbe girare un poco e voglio essere sicuro di restare a debita distanza dalla barca ormeggiata al gavitello che è vicino a noi.
 
(Giornale di bordo)

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