CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







martedì 15 agosto 2023

Ormos Vathilikou


Notte calma. Al risveglio abbiamo l'impressione di trovarci in un lago tanto il mare è piatto. Decidiamo di trascorrere qui la giornata. Oggi è Ferragosto e in giro ci sarà certamente il delirio. Scendiamo a terra a nuoto trasportando con noi il sacco dell'immondizia che gettiamo in un cassonetto vicino ad un campeggio in fondo alla baia. Lungo la strada incontriamo un recinto con al suo interno un paio di cani che abbaiano come dannati. Altri due cani sono liberi all'esterno. Abbaiano anche loro, ma hanno l'aria più spaventata che aggressiva. Il campeggio è molto spartano. Camminiamo fino ad un moletto in cemento che si trova sulla spiaggia. Alla sua sommità l'acqua è molto bassa, quindi è inutilizzabile per le barche che hanno un minimo di pescaggio. Ritornando sui nostri passi ci fermiamo alla cappelletta che ha un'aspetto piuttosto malandato. Al suo interno ci sono un paio di immagini votive. Proseguiamo lungo la strada sul lato opposto a quello appena percorso. Dopo circa cinquecento metri questa si restringe sempre di più fino a diventare un ammasso di rovi invalicabili. Ritorniamo sui nostri passi e quindi nuovamente in barca. I due grandi yacht a motore se ne vanno e così restiamo solo più noi e la barca a vela con a bordo la coppia di italiani. Nel pomeriggio riceviamo la visita a nuoto di Claudio. Verranno con Francesca da noi dopo cena. Come avevamo previsto nel tardo pomeriggio sulla spiaggia in fondo alla baia inizia la festa per Ferragosto. In Grecia è una ricorrenza particolare, sentita ancor più che in Italia. E' ancora nella nostra memoria un indimenticabile Ferragosto trascorso ormeggiati a Langada sull'isola di Chios. Musica e danze per tutta la notte. Anche oggi dalla spiaggia si sente della musica. Canzoni greche un po' melense e che sembrano tutte uguali. Non certo come il rebetiko le cui parole, sebbene per noi incomprensibili, riescono a trasmettere sensazioni struggenti e passionali, che davvero entrano nell'anima. Verso sera, nello spiazzo retrostante la cappelletta che si trova poco lontano da Habibti arrivano un paio di pick-up con dei buzzurri a bordo. Dai rispettivi cassonetti buttano a terra in malo modo sedie e tavolini. Uno di loro comincia a preparare un barbecue, mentre un'altro installa degli altoparlanti che connette alla batteria dell'auto. La musica è oscena. Un mix tra rap greco e musica etnica, ad un volume incredibile. Tra i suoni provenienti dalla spiaggia in fondo alla baia e quelli dei nuovi arrivati si viene a creare una cacofonia incredibile. Claudio e Francesca arrivano verso le 20. Ci raccontano di aver affittato la loro barca a Volos, che hanno raggiunto in auto dall'Italia attraversando Slovenia, Serbia, Montenegro e Albania. Lungo questo tragitto hanno trovato un tempo pessimo. Sono rispettivamente di Milano e Monza e da alcuni anni vivono insieme con i figli avuti in precedenti matrimoni. Sono molto simpatici. Entrambi sono molto fieri della casa che hanno comprato da poco a Pieve Ligure, un borgo non lontano da Genova che, ci dicono, si raggiunge solo a piedi o in motocicletta. Ci invitano ad andarli a trovare una volta che torneremo in Italia. Restiamo a chiacchierare fino alle 2 di notte e alla fine della serata, senza colpo ferire, sono tre le bottiglie di vino vuote rimaste sul tavolo.
 
(Giornale di bordo) 

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