CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







mercoledì 5 novembre 2025

Porto Palma (Isola di Caprera) - Cala Villamarina (Isola di Santo Stefano)


Nella notte il leggero vento da sud-ovest che entrava nella baia ha fatto in modo che Habibti restasse ben scostata dal gavitello al quale è ormeggiata. Quest’ultimo, diversamente dalla notte precedente, ha così evitato di urtare di tanto in tanto contro la prua della barca svegliandoci ogni volta. La mattina, prima che il sole illumini la baia, fa piuttosto fresco. La notte è stata molto umida e la coperta di Habibti è tutta bagnata. Aspetto di vedere i primi raggi prima di uscire dal letto e aspettiamo che la temperatura si riscaldi prima di partire alla volta della vicina Cala di Villamarina, sull’isola di Santo Stefano. Quando arriviamo al suo ingresso è quasi mezzogiorno. Al suo interno ci sono già alla fonda due barche a vela: una battente bandiera danese e la seconda un piccolo 26 piedi con una persona a bordo che non risponde al nostro saluto. Va a capire com’è fatta certa gente! Scendiamo a terra e come prima cosa ritorniamo a vedere il busto di Costanzo Ciano nella vicina cava di granito. L’ultima volta che eravamo stati qui erano con noi Marco e la nostra amata Elena. Il busto era stato commissionato da Mussolini allo scultore Arturo Dazzi per il mausoleo dello stesso Ciano presso Livorno. In realtà la scultura, che doveva essere composta da diverse parti, per un totale di 12 metri di altezza, venne scolpita dagli scalpellini che lavoravano presso la cava. Ma l’opera rimase incompiuta. Ridiscesi al molo imbocchiamo la strada sterrata che conduce a Forte San Giorgio, a poco più di un quarto d’ora di cammino. Il forte venne costruito nel 1809, successivamente a quello di Carlo Felice posto sull’isola di La Maddalena. La struttura è abbastanza ben conservata. Al piano terra, oltre al piccolo corpo di guardia, vi sono due sotterranei di modeste dimensioni. Molto bello è il panorama che si può ammirare dal piazzale superiore al quale si accede attraverso una piccola rampa. Dalle feritoie che danno verso est possiamo vedere Habibti alla fonda in rada. È poi la volta della visita alla Torre Quadra, anche chiamata Torre Napoleonica, che si trova un po’ più in basso verso il mare. Il nome di Torre Napoleonica deriva dal fatto che durante l’attacco all’arcipelago del 22 febbraio 1793, l’allora tenente colonnello di artiglieria Napoleone Bonaparte se ne impossessò e da lì bersagliò il centro di La Maddalena. La Torre è a base quadrata, con murature molto spesse ed è circondata da un fossato largo all’incirca tre metri. Il ponte in legno che vi dà accesso non è in buone condizioni e per questo preferiamo non avventurarci al suo interno. Lungo il percorso incontriamo la coppia di danesi della barca alla fonda accanto ad Habibti, anche loro alla scoperta di questi luoghi. Ci dicono di aver raggiunto il villaggio turistico che si affaccia su La Maddalena. Lo vediamo anche noi dall’alto. Al momento è chiuso ma non ci pare particolarmente attraente. Rientrati in barca facciamo un piccolo bagno e poi pranziamo in pozzetto. Terminiamo di mangiare poco prima che il sole scompaia dietro la collina alle nostre spalle. In pochi minuti la temperatura da molto gradevole diventa decisamente fresca e noi scendiamo sottocoperta. Stasera inizierò la lettura di un altro libro di Wilbur Smith, che credo sia la continuazione di quello che ho terminato ieri sera. Credo che sempre di storie di mare si tratti.

(Giornale di bordo)

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