CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 13 dicembre 2025

Punta Ala


Anche questa mattina mi sono svegliato tardi. Alle 8,30 in barca faceva piuttosto freddo, nonostante dall’osteriggio della cabina di prua vedessi che il sole già era spuntato da dietro la collina alle spalle del porto. In barca non mi resta molto da fare prima dell’alaggio previsto la settimana prossima. Quindi ho fatto colazione con calma. Non essendoci Tania, per la quale il caffè mattutino è più che essenziale, mi sono preparato una spremuta con le arance che, visto il clima, conservo all’esterno sotto lo sprayhood. Verso le 11, quando l’umidità notturna era un po’ scemata, sono uscito in pozzetto. In porto c’è pochissima gente. Ho terminato gli ultimi lavoretti che restavano da fare e mi sono seduto al sole. Il cielo è sereno ma la temperatura resta piuttosto freddina. Il pomeriggio è trascorso velocemente. Verso sera sono rientrate un paio di barche, tra cui una a motore arrivata dalla Sardegna dove in questi mesi è stata riparata dopo aver preso una secca la scorsa estate. È la barca che è stata ormeggiata accanto a noi per alcune settimane prima che in maggio cambiassimo posto. L’armatore è un tipo quantomeno originale. Mettiamola così. Con il buio sono sceso sottocoperta. Per cena sono riuscito finalmente a mangiare la pasta e fagioli che Tania, che non la ama per niente, mi ha sempre impedito di cucinare in tutto il periodo in cui siamo stati per mare. Qualche piccolo vantaggio ad essere soli c’è, nonostante tutto. In serata ho guardato un po’ di Tv sorseggiando un Novello toscano, leggero ma molto gradevole e che ha contribuito a far sì che mantenessi il riscaldamento posizionato sul minimo. Vale decisamente la regola che un buon vinello contribuisce non soltanto a riscaldare i cuori.

(Giornale di bordo)

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