CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







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venerdì 31 marzo 2023

Bodrum


Anche oggi ci svegliamo cercando di pensare positivo. La speranza è che le nuove batterie arrivino in serata, in tempo per riuscire a mettere Habibti in acqua. Speranza che verrà delusa in quanto ci viene detto che le Trojan trovate a Smirne non erano in garanzia. Probabilmente si tratta di batterie riciclate, cosa non inusuale in Turchia. Così sono state ordinate a Bursa, ma ciò significa che almeno fino a domani non arriveranno. Purtroppo le previsioni del tempo per la prossima settimana sono pessime e l’ultimo giorno utile per varare Habibti è oggi, altrimenti rischiamo di restare bloccati in cantiere per un ulteriore periodo. Decido quindi di far montare temporaneamente le vecchie batterie, almeno potremo raggiungere il Marina. Controlliamo anche se il vaso d’espansione nuovo da 1 litro funziona. Negativo. L’acqua esce a scatti. Quindi rimontiamo quello vecchio da 2 litri che seppur ha la membrana rotta funziona meglio. Infine, una volta Habibti in acqua, nella darsena montiamo le vele, approfittando dell’ultimo giorno con poco vento prima dell'arrivo della perturbazione. Poi raggiungiamo il Marina. Come temevo le vecchie batterie cominciano a surriscaldarsi e di correre il rischio di mandare la barca a fuoco non mi pare una buona idea. Quindi spengo tutto, chiudiamo la barca e trascorriamo un’altra notte al Marina Hotel. Ci consoliamo cenando da Korfez. 

(Giornale di bordo)

giovedì 30 marzo 2023

Bodrum


Ci svegliamo con la speranza di riuscire a mettere in acqua Habibti in giornata, anche perché quelli dell’albergo ci comunicano che per i prossimi giorni sono al completo. Arriviamo in cantiere in mattinata inoltrata. Il timone con tutte le nuove guarnizioni è stato montato. Tuttavia poiché il sikaflex che hanno aggiunto per fissare il secondo cuscinetto necessità di 24 ore affinché faccia bene presa, Mustapha ci consiglia di posticipare il varo a domani. Anche sul fronte batterie non giungono buone notizie. Occorrerà cambiarle. Una spesa inaspettata di cui avrei volentieri fatto a meno, anche perché è dipesa dalla negligenza di quelli del cantiere. Inoltre, le batterie Trojan che ho a bordo non si trovano con facilità. Occorre ordinarle a Smirne e mi dicono che almeno fino a domani sera non potranno arrivare a Bodrum. Un ulteriore ritardo. Cerco di non spazientirmi. L’alternativa sarebbe quella di montare delle batterie Varta che sarebbero disponibili subito. Chiamo Lele a Punta Ala per chiedergli un consiglio e molto saggiamente mi suggerisce, se possibile, di non cambiare marca. Non solo le Varta sono un po’ meno potenti, ma il rischio è che cambiando il tipo di batteria occorra poi risettare i parametri del Mastervolt. Una cosa che voglio evitare assolutamente. L'unica cosa positiva eè che il meccanico della Volvo Penta pulisce il serbatoio del gasolio. Un'operazione che ho sempre rimandato in questi ultimi anni, ma che ormai era diventata indispensabile. Sul fondo del serbatoio, infatti, c'era della morchia e il colore del gasolio era decisamente scuro, quasi nero, tanto che l'ho dovuto sostituire. Trascorre così un’altra giornata. Dobbiamo anche cambiare albergo. Ne troviamo un altro lì vicino, il Marina Hotel. Una pensione più modesta ma accogliente. Alle 20 ci vengono a prendere Ozgur e Semra. Ceniamo in un ristorante carino a Bitez, una località vicino a Bodrum. Trascorriamo una piacevole serata e i nostri amici ci fanno dimenticare gli inconvenienti che abbiamo avuto con la barca in questi giorni.

(Giornale di bordo)

mercoledì 29 marzo 2023

Bodrum


Dopo essere andati alla Posta per cambiare qualche euro in lire turche raggiungiamo il cantiere. Al nostro arrivo troviamo il timone già smontato. Stanno lavorando per togliere i cuscinetti aggiuntivi intorno all’asse del timone che erano stati montati due anni fa. In effetti l’Hallberg Rassy ne monta uno solo con delle sfere all’interno. A parte questo cuscinetto, l’unico altro pezzo che impedisce all’acqua di entrare all’interno della barca dal foro in cui è infilato l’asse del timone è una guarnizione in tela cerata fissata con due fascette. Sicuramente la soluzione adottata dal cantiere è più che sufficiente a garantire la sicurezza dell’imbarcazione, ma decido ugualmente di aggiungere un secondo cuscinetto in gomma fatto artigianalmente posizionandolo tra quello originale e la tela cerata. In caso di emergenza questo secondo cuscinetto dovrebbe contribuire a diminuire un eventuale afflusso di acqua all’interno della barca. Tuttavia esso deve essere fatto a Milas e pertanto sarà pronta solo domani. Le batterie sono sempre sotto carica, anche se la speranza di riuscire a recuperarle è davvero poca. Viene anche il meccanico della Volvo Penta a fare il tagliando al motore. Terminata anche la supervisione di questo lavoro in cantiere non ci resta altro da fare. Da Içmeler, dove si trova lo Yat Lift, rientriamo a Bodrum in taxi e una volta passati al Milta Marina per dire che non riusciremo ad arrivare stasera con la barca, come avevamo in programma, rientriamo in albergo. Di uscire al ristorante non ci va e quindi compriamo dei tramezzini, del formaggio e qualche pomodoro al supermercato e ceniamo nella nostra stanza che, fortunatamente, avevamo conservato prenotata.

(Giornale di bordo)

martedì 28 marzo 2023

Bodrum


Siamo finalmente partiti da Riad la settimana scorsa dopo sei mesi di permanenza ininterrotta. Siamo decisamente stanchi. Dopo aver trascorso alcuni giorni a Roma per disbrigare alcuni impegni e vedere le figlie e un breve soggiorno in Toscana per salutare mia madre, ieri abbiamo preso i voli per Istanbul e poi per Bodrum dove siamo atterrati alle 19.30. I bagagli questa volta sono arrivati senza problemi. Preso un taxi, raggiungiamo in una mezz’oretta l’Eskichesme, il solito albergo a Bodrum dove ormai ci conoscono bene. Stamattina, dopo una bella dormita, come prima cosa portiamo un po’ di biancheria in lavanderia, poi con un taxi raggiungiamo lo Yat Lift. Qui troviamo Mustapha, il capo cantiere e il caro amico Ozgur che sta terminando la pulizia del teak e della coperta di Habibti. La carena è stata completata. Quest’anno, dopo una decina d’anni, l’ho fatta riportare al gelcoat. Una mano di primer e due di antivegetativa autolevigante l’hanno riportata a nuovo. Restano da fare alcuni lavori: sostituire una guarnizione del timone e il vaso d’espansione per la pressione dell’acqua. Purtroppo quello che avevo ordinato non è quello giusto. Per essere più precisi, il modello è lo stesso ma con una capacità di 1 litro invece che di 2. La vera brutta sorpresa è che quelli del cantiere si sono dimenticati di togliere le batterie come invece avevano fatto l’inverno precedente. Il risultato è che il voltaggio è bassissimo. Le faccio mettere in carica sperando che non si siano rovinate. Questa superficialità mi fa veramente arrabbiare e mi conferma che per prendersi cura delle barche occorre sempre essere presenti.  Occorre avere tempo a disposizione, anche per seguire le operazioni di rimessaggio, e non avere sempre i giorni contati per le vacanze. Spero che questo momento giunga al più presto. Ormai manca solo più un anno alla agognata pensione. Dispiaciuti per questo inconveniente che rischia di costarmi caro rientriamo in albergo. Ceniamo da Gemibasi. La sera fa ancora freddo, ma il ristorante pur essendo all’aperto è pieno come un uovo. Siamo in periodo di Ramadan e dopo il tramonto si scatena la festa. Rientriamo in albergo piuttosto infreddoliti e crolliamo nel letto.

(Giornale di bordo)

martedì 4 ottobre 2022

Bodrum


La sveglia è alle 7. Porto subito i nostri bagagli all'albergo. Alle 8.15 arriva Ozgur con un suo assistente. Il vento, come speravamo, si è leggermente calmato e possiamo togliere le vele in sicurezza. Togliamo anche i pannelli solari ed il bimini. Poichè terminiamo prima del previsto telefono a Mustapha di Yat Lift chiedendogli se possiamo anticipare l'alaggio della barca. Il vento si sta nuovamente alzando e nel pomeriggio rischiamo che aumanti ancor di più. Mi da appuntamento alle 11. Arriviamo allo Yat Lift puntuali. Sul travel lift c'è ancora uno yacht a motore, così ormeggiamo all'inglese nel bacino d'alaggio. Completiamo le pratiche amministrative e paghiamo la nostra permanenza fino a fine marzo 2023. Conversiamo un poco con Ali, il proprietario del cantiere che mi mostra i miglioramenti apportati negli ultimi mesi. Purtroppo alle spalle del cantiere stanno costruendo un depuratore. Una grande struttura che finirà con il deturpare questo bell'angolo della baia di Bodrum. Ali mi racconta brevemente quali interessi vi sono dietro a quest'opera. Aliamo Habibibti nel primo pomeriggio. Con un getto a pressione di acqua calda viene lavata per bene la chiglia. Il prossimo anno occorrerà rimuovere i vari strati di antivegetativa che con gli anni si sono accumulati. Poi viene messa in un invaso in fondo al grande piazzale del cantiere. Mustapha la sposterà nei prossimi mesi in un posto più agibile al fine di metterla nuovamente in acqua a fine marzo. In effeti, durante la stagione invernale, il piazzale dello Yat Lift si riempie come un uovo. Ormai la maggior parte delle barche che vengono accolte dal cantiere sono grandi yacht a motore. Ali mi spiega che sono più redditizzi: meno clienti da gestire, meno problemi e maggiore guadagno. E' senz'altro così, ma è un peccato per i proprietari delle piccole imbarcazioni come la nostra che a Bodrum vedono ridotte le possibilità di lasciare qui le loro barche nel periodo invernale. Il nostro posto, fortunatamente, vista l'affezione che hanno per noi è sempre garantito. In futuro si vedrà. In taxi ci facciamo accompagnare in albergo. Ceniamo al solito "Gemibasi", dove ormai ci riconoscono ogni volta. Domattina alle 11.30 abbiamo l'aereo per Roma, dove ci fermeremo per poco tempo. Faremo anche una breve puntata in Toscana per poi andare a Torino per un paio di giorni prima di rientrare a Riad. Come ogni anno, al momento del decollo dall'aeroporto di Milas-Bodrum il nostro pensiero non può che andare alla nostra piccola Habibti che ci aspetterà paziente fino alla prossima primavera. 

(Giornale di bordo)

lunedì 3 ottobre 2022

Bodrum

 
Nella notte il vento ha continuato a soffiare forte e in mattinata è aumentato ulteriormente. Di togliere le vele oggi non se ne parla proprio. Con Ozgur restiamo intesi che lo faremo domattina presto, quando il vento è previsto diminuire per qualche ora. Speriamo! Le pulizie a bordo proseguono per gran parte della giornata. Pranziamo in pozzetto. Quei rompiscatole dei gommoni che entrano ed escono dal porto continuano a farci ballare non poco. A quelli che davvero esagerano, mando qualche accidenti ad alta voce. Ma serve a poco. Prepariamo le valige che domattina porteremo in albergo prima di alare Habibti. Sottocoperta la barca assume la sua conformazione "da rimessaggio", con i sacchi del code 0 e del gennaker appoggiati sul paiolo e due teli  a coprire i divani. L'ancora di poppa è stivata nel bagno e la cabina di poppa si trasforma in una sorta di magazzino. La sera ci sediamo nella terrazza del Marina Club bevendoci un aperitivo. L'unico vantaggio del posto barca in cui siamo ormeggiati è che, di fatto, disponiamo del Marina Club tutto per noi. Con il buio ormeggia accanto a noi un enorme gommone a chiglia rigida. E' sicuramente il tender di qualche superyacht ormeggiato nella baia. Più tardi farà la spola per portare a terra un gruppo di russi smargiassoni. Dalla cuccetta sento Tania discutere con i due marinai del gommone. Effettivamente i due potenti motori fuoribordo sono ad una spanna dalla nostra murata rischiano di sbatterci contro. Di malavoglia ma si spostano. E' sempre utile avere una agguerrita piccola vedetta lombarda a bordo.

(Giornale di bordo)

domenica 2 ottobre 2022

Kucuk Adasi - Bodrum

 
Le previsioni per la prossima settimana danno vento sostenuto da nord-ovest. Speriamo di riuscire a trovare un momento favorevole per togliere le vele. Entriamo nel Milta Marina alle 8.40 e facciamo il pieno di gasolio. Il serbatoio è a metà. La maggior parte del consumo è avvenuta durante i primi quindici giorni di navigazione in quanto nel restante periodo siamo andati quasi esclusivamente a vela. Il prezzo del gasolio, con il cambio a nostro favore, è sicuramente più interessante qui piuttosto che se avessimo riempito il serbatoio in Grecia. Purtroppo ai pontili del Marina non c'è posto. L'unico disponibile è sulla banchina all'ingresso del porto, proprio davanti al Marina Club. Il posto sarebbe molto carino se non si risentisse delle onde provocate dalle barche che entrano ed escono dal porto. Ad infastidire di più sono i gommoni che nonostante il limite di velocità di 3 nodi sfrecciano avanti ed indietro a tutto gas. Anche la maggior parte degli yacht a motore se ne strafregano di rispettare il limite in barba al distaccamento della Guardia costiera i cui uffici si trovino all'ingresso del porto. Per un'oretta si affianca a noi un'imbarcazione in legno che ospiterà a bordo il comitato di regata. Oggi, infatti, è la seconda giornata della regata che si svolge nella baia antistante Bodrum. Verso le 10.00 le numerose imbarcazioni che gareggiano ci sfilano accanto. Io mi dedico a lavare la barca e le cime. Un lavoro che prende sempre un sacco di tempo. Nel frattempo Tania pulisce sottocoperta. Portiamo anche la biancheria a lavare. Ce la restituiranno domani in serata. D'altra parte di dormire le ultime due notti nel sacco a pelo lo avevamo già messo in conto. Verso sera ormeggia accanto a noi una barca a vela con quattro giovani a bordo. Li salutiamo mentre scendiamo a terra per andare a cena da "Gemibasi". Abbiamo invitato Ozgur e Semra, i nostri due cari amici che vivono a Turgutreis. Come sempre con loro trascorriamo una piacevolissima serata. Con Ozgur i discorsi non sono mai banali. Mentre siamo seduti a tavola ecco che cominciano ad arrivare le prime raffiche del vento forte atteso in queste ore. Con Ozgur, che dovrebbe venire domani a togliere le vele, restiamo intesi che ci aggiorneremo di prima mattina, anche se entrambi abbiamo seri dubbi che domani ci sarà possibile farlo.

(Giornale di bordo)

sabato 1 ottobre 2022

Pserimos - Kucuc Adasi

 
Notte molto umida. Al risveglio la coperta di Habibti è bagnata come se avesse piovuto. Partiamo presto. Vento da nord-ovest. Lungo la costa ridossata di Pserimos si alternano zone con un po' di vento catabico ad altre senza vento. Una volta superato il capo meridionale dell'isola il vento diventa più regolare. Inizialmente si stabilizza sui 5 nodi, facendoci progredire come delle lumache, poi gradualmente rinforza fino a 20 nodi, il che ci consente una divertente navigazione al gran lasco. Raggiunta la costa turca attraversiamo il passaggio tra la terraferma e l'isolotto di Kargi Adasi. Lasciato lo scoglio di Kocek Adasi sulla sinistra puntiamo sul cosidetto "acquario". In questo tratti il vento diminuisce nuovamente ed accendiamo il motore. Diamo fondo nella baia di Kucuk Adasi, che conosciamo bene. Come sempre c'è qualche barca con le cime a terra, ma noi preferiamo stare alla ruota. Durante la giornata c'è il solito andirivieni dei caicchi provenienti da Bodrum. La baia diventa molto affollata, tanto più che è sabato. Verso sera quasi tutti se ne vanno e ritorna la tranquillità. Si affaccia anche il gommone della gendarmeria che fa qualche controllo ai caicchi ormeggiati nelle nostre vicinanze. Noi veniamo risparmiati. Quando ci passano accanto faccio un cenno di saluto al quale rispondono con una leggera alzata di capo. Come a dire: "Poca confidenza!" E' la nostra ultima notte in rada di quest'anno. Nei prossimi due giorni abbiamo un posto prenotato al Milta Marina di Bodrum, trovato con grande difficoltà in quanto in questo fine settimana vi sono delle regate e il Marina è pieno zeppo. Domani e dopodomani mi toccherà la solita corvé prima di alare Habibti per l'inverno.
 
(Giornale di bordo)

martedì 27 settembre 2022

Ginyap Koyu - Mersincik


 
Notte abbastanza calma, anche se ad una certa ora siamo stati un po' disturbati dal beccheggio provocato dalla leggera onda che entrava nell'insenatura. Per riprendere il sonno ci si è dovuti distendere di traverso rispetto all'asse lungitudinale della barca. Poco prima dell'alba il vento ha girato a sud-est e il ridosso è diventato ancora meno efficace. Pertanto partiamo sul presto, salutati dai campeggiatori appena usciti dalle loro tende. Apriamo le vele e superiamo Deveboynu Burun. Tenendoci a debita distanza dalla costa, al gran lasco raggiungiamo il capo a nord di Knidos. Un'altra barca a vela, che ha tutta l'aria di essere quella che ieri ha bordeggiato sottocosta risalendo insieme a noi, punta su Kos, probabilmente diretta a Bodrum. Noi invece intendiamo raggiungere Mersincik, un'insenatura che già conosciamo per esserci stati diverse volte in questi ultimi anni. Superato il capo il vento si smorza e per circa un'ora avanziamo a non più di 2 nodi di velocità. Poi dobbiamo chiudere le vele. Nell'insenatura di Mersincik troviamo alla fonda uno yacht a motore al quale ci affianchiamo a debita distanza portando due cime a terra. Questo posto è sempre magico: acqua trasparente e circondato da alte montagne con la vegetazione che arriva fino al mare. L'unico inconveniente è la presenza di qualche vespa, che però fa la sua apparizione solo all'odor del cibo. Oggi, infatti, preparo delle gustose linguine al pesto e pomodorini che emanano tutto il loro profumo. Il proprietario dello yacht accanto a noi trascorre il pomeriggio facendo volare un drone con il quale riprende la sua barca dall'alto e la zona circostante. Scambiamo con lui e la moglie due parole mentre passano a nuoto a poppa di Habibti. Al tramonto beviamo il solito aperitivo seduti a prua e poi ci ritiriamo sottocoperta. Ormai di trascorrere le serate in pozzetto non è più cosa.

(Giornale di bordo)

lunedì 26 settembre 2022

Datca - Ginyap Koyu



Al risveglio sposto leggermente Habibti al centro della baia. Nella notte il vento è calato del tutto e ci siamo avvicinati un po' troppo alla barca dei nostri vicini. Poi scendiamo a terra. Dobbiamo rinnovare gli abbonamenti delle linee telefoniche ed internet. Il negozio della Turkcell apre alle 9 e siamo costretti ad attendere per una mezz'oretta seduti su una panchina al suo esterno. Lasciamo Datca verso le 9.30 e procediamo a motore fino al traverso di capo Ince Burun. Qui apriamo randa e code 0. La direzione e l'intensità del vento ci fanno avanzare piuttosto lentamente in direzione dell'isola greca di Tilos che vediamo all'orizzonte. Procediamo così per circa un'ora e mezza e poi viriamo. Con un lungo bordo ci avviciniamo con una buona velocità alla baia di Palamut. Altra virata e altro lunghissimo bordo a perdere verso il largo. Infine, tolto il code 0, di bolina stretta puntiamo su Knidos, la nostra meta odierna. Il vento, sui 10 nodi, ci consente così di navigare a vela per tutta la giornata. A parte un'altra unica vela che ha optato per dei bordi più corti sottocosta, come quasi sempre accade tutte le altre barche a vela in giro stanno utilizzando il motore. Avvicinandoci a Knidos notiamo che la baia è piena di barche. Mi viene allora in mente che poco più a sud di quest'ultima, in occasione dei nostri ultimi passaggi da queste parti avevo notato una piccola insenatura protetta da un promontorio roccioso. Una volta vi avevo visto ormeggiato un caicco che aveva portato due cime a terra. Decidiamo di andare a darvi un'occhiata. Nell'insenatura, che sulla carta nautica è riportata senza nome, troviamo solo il piccolo gozzo di un pescatore che se ne sta andando, un paio di tende di un gruppo di campeggiatori e alcuni bagnanti. Diamo fondo portando due cime a terra. Il fondale è piuttosso roccioso, ma riesco a posizionare l'ancora su una larga macchia di sabbia. Al tramonto i bagnanti se ne vanno e restiamo solo noi ed i campeggiatori. Da una ricerca fatta su internet, scopriamo che il nome della baia è Ginyap Koyu. Decisamente una chicca questo posto, a condizione di essere disposti a beccheggiare un po' nel caso, come oggi, all'esterno vi sia un po' di onda da sud-ovest. Con la sera l'aria rinfresca. La temperatura ideale per gustarci una buona minestra calda accompagnata da una bottiglia di vino rosso.

(Giornale di bordo)

domenica 25 settembre 2022

Selimiye - Datca

 
Lasciamo la baia di Selimiye nella prima mattinata. Procediamo a motore fino al traverso di Ciftlik Limani, poi si alza un po' di vento ed apriamo il code 0. Ci godiamo una bella navigazione a vela fino alla baia settentrionale di Datca, dove diamo fondo in 5 metri d'acqua. E' la prima volta che ci fermiamo qui, avendo l'abitudine di ormeggiare alla banchina del porto o nella baia a sud del castello.  Volendo scendere a terra e pranzare da "Maradona", questo ancoraggio è molto più pratico in quanto più vicino. Inoltre, in questo modo possiamo tenere sempre sott'occhio la barca. Alle 16 scendiamo a terra con il tender a remi. Da Maradona ci sediamo ad un tavolo al bordo  dell'acqua ordinando una "casserole" di gamberetti, dei calamari alla griglia e mezza bottiglia di raki. L'ambiente, come sempre, è molto accogliente, ma purtroppo per la prima volta restiamo un po' delusi dalla cucina. La "casserole", un piatto caratterizzato dalla presenza di una salsa di pomodoro e del formaggio filante, manca di entrambi. Lo facciamo notare al cameriere che non trova altra scusa che quella di ammettre che il cuoco "si è dimenticato di aggiungerli". La verità è che vedendo due stranieri non pensavano di imbattersi in qualcuno che conosceva molto bene la ricetta di questo piatto. Peccato! Grazie a questa furbata il ristorante, che consideravamo tra i migliori conosciuti in Turchia in questi anni, ai nostri occhi ha perso molti punti. Al tramonto ritorniamo in barca. In serata telefono ad Andi, il proprietario di un negozio di nautica che avevamo conosciuto a Kos in aprile, per fissare un appuntamento per sostituire l'autoclave che continua a fare uno strano rumore quando entra in funzione. Ci vedremo mercoledì mattina. Vorrei veramente risolvere il problema prima di mettere la barca in secco per l'inverno. A questo punto non ci resta che trascorrere il resto della serata a bordo guardando da lontano le luci del lungomare e dell'abitato di Datca.
 
(Giornale di bordo)

sabato 24 settembre 2022

Kuyulu Buku - Selimiye

 
Anche stamattina ci svegliamo all'alba. Appena il sole fa capolino nella baia e i suoi raggi iniziano a riscaldare l'aria fresca della notte faccio un po' di yoga e la solita nuotata. La temperatura dell'acqua a quest'ora non è delle più invitanti, ma una volta che ci si immerge e si cominciano a muovere le articolazioni ci si abitua. Lasciamo la baia proprio nel momento in cui arriva una barca a vela con un equipaggio tutto femminile. Danno fondo nello stesso punto dove eravamo noi. Ci scambiamo un cenno di saluto mentre ci incrociamo. Usciti dalla baia apriamo il genoa. Facciamo una lenta navigazione con un leggero vento al traverso e poi, entrando nella baia di Selimiye, al gran lasco. Diamo fondo in 25 metri d'acqua di fronte al ristorante "Sardunya". Intorno a noi ci sono diverse barche, ma tutte alla debita distanza tra loro. Il fondo di sabbia è buon tenitore e la baia è ben ridossata quindi possiamo scendere a terra tranquilli. Facciamo un po' di spesa e compro un nuovo paio di occhialini per il nuoto. In quelli vecchi l'acqua comincia a filtrare attraverso una delle lenti. Tornati in barca sistemiamo la cambusa e poi scendiamo nuovamente a terra. Il pesce spada alla griglia mangiato l'altro giorno da Sardunya non può non essere replicato. Dal nostro tavolo sul terrazzo del ristorante teniamo d'occhio Habibti alla fonda, un paio di centinaio di metri davanti a noi. Dopo pranzo facciamo una passeggiata sul lungomare di Selimiye. Un paesino che si conferma essere davvero delizioso. Girovaghiamo un poco per i diversi negozi del paese. Verso sera, ritornati su Habibti, ci godiamo un aperitivo con il Retzina comprato a Kastellorizo seduti a prua, fino a quando il sole scompare dietro le montagne che ci circondano. Ed allora l'aria diventa immediatamente fresca e noi ci rintaniamo sottocoperta.
 
(Giornale di bordo)

venerdì 23 settembre 2022

Çubucak - Kuyulu Buku

 
Sveglia all'alba. Nuotato e fatto yoga. Attendiamo che si alzi un po' di vento per spostarci nella limitrofa Kuyulu Buku. Tutti i caicchi che ieri la affollavano se ne sono andati. Inoltre, essendo oggi giorno di cambio degli equipaggi anche per i charter, supponiamo che questa sera non dovrebbero esserci nemmeno troppe barche a vela in giro. Verso le 10 diamo fondo nella baia portando due cime a terra e legandole, come spesso abbiamo fatto fin'ora, a due grossi alberi. Trascorriamo la mattinata alternando qualche bagno ad un po' di lettura. Verso mezzogiorno compare nella baia il barcone di Carrefour che segnala il suo arrivo con due colpi di sirena. Lo raggiungo con il tender per comprare un po' di ghiaccio. Ritornato in barca, Tania mi dice che dei tipi sulla spiaggia le hanno fatto capire che dobbiamo togliere le nostre cime dagli alberi a cui sono legate. Dicono di essere delle guardie forestali, anche se sono tutti vestiti in borghese. Quelli della barca vicino a noi, le cui cime in effetti sono legate ad un grosso masso, ci dicono che negli ultimi tempi le autorità stanno facendo applicare una vecchia legge che fino ad ora non è mai stata rispettata. La ratio è quella di proteggere i tronchi che potrebbero essere danneggiati dalle cime quando il vento le mette in tensione. Il principio è assolutamente condivisibile. Il fatto è che i primi a non rispettarlo sono proprio le imbarcazioni più grandi, in particolare i caicchi, che a causa del loro peso sono quelli che rischiano di fare danni maggiori. In ogni caso c'è poco da discutere, togliamo le cime e diamo fondo restando alla ruota poco lontano. Pranziamo con due uova al tegamino ed un'insalata. L'ancoraggio è ben ridossato, tanto che non si percepisce minimamente il vento che come gli altri giorni rinforza nel pomeriggio. In compenso, nel tentativo di sbarazzarmi di un insetto dalla forma di una vespa gigante, non trovo di meglio che farmi pungere su un dito, con il risultato che oltre al dolore lancinante trascorro il resto del pomeriggio a spalmarvi sopra una crema a base di cortisone. La giusta punizione per i miei istinti omicidi. Nel pomeriggio ricevo per mail la risposta ad un quesito che avevo posto all'Hallberg Rassy su come procedere alla pulizia del serbatoio del gasolio. Un'operazione che continuo a rimandare di anno in anno ma che è giunto il momento di fare assolutamente. Scopro che è molto più semplice di quanto credessi. Immaginavo, infatti, di dover svuotare completamente il serbatoio per pulire il fondo da eventuali residui di acqua e di morchia. Invece, quelli del cantiere mi spiegano che esiste una valvola connessa ad un tubo che pesca direttamente dal fondo del serbatioio che è sufficiente aprire. Una volta aperta occorre aspirare con un'apposita pompa il gasolio travasandolo in un contenitore finchè questo non esce perfettamente pulito. Il consiglio è di effettuare questa operazione all'inizio di ogni stagione. Cosa che fino ad ora io non ho mai fatto, limitandomi ad aggiungere ad ogni pieno del Fastoil e dell'Ecobact. Dopo la puntura dell'insetto, la giornata procede un po' di traverso. Nel richiudere lo sprayhood, che sono solito abbassare per fare circolare meglio l'aria in pozzetto, sforzo la cerniera scucendo un pezzo della linguetta in tessuto che la protegge dai raggi solari. Una sciocchezza, ma dovrò chiedere ad Ozgur di farla ricucire a macchina una volta lasciata la barca a Bodrum. Con quest'ultimo inconveniente si conclude la giornata.  cavolata termino la giornata. Trascorreremo il resto della serata sottocoperta. All'esterno comincia a fare un po' troppo freddo.
 
(Giornale di bordo)

giovedì 22 settembre 2022

Kizkumu Koyu - Çubucak

 
Come programmato partiamo verso le 8. Appena usciti dall'ansa ridossata nella quale si trova il pontile constatiamo che il vento, che è solito aumentare nel primo pomeriggio, ha già cominciato a soffiare più forte rispetto ai giorni precedenti alla stessa ora. La baia di Kuyulu Buku, dove intendevamo andare, è piena zeppa di caicchi e di yacht a vela e a motore. Pertanto decidiamo di provare un posto nuovo, Çubucak, un'ampia insenatura nella parte settentrionale del golfo di Hisaronou, che sulle sue rive ospita un campeggio. Davanti a quest'ultimo sono ormeggiate un paio di piccole barche a vela. A bordo non vi è nessuno. Diamo fondo vicino a loro, a ridosso di un piccolo promontorio che offre un minimo di protezione dal vento da ovest. Scendiamo a terra e facciamo due passi nel campeggio. C'è una zona riservata ai camper e alle roulotte, dotata di piccole infrastrutture fisse, un'altra occupata dalle tende di grandi dimensioni ed infine una terza, più modesta, nella quale si trovano le tende più piccole. Il campeggio è immerso in una fitta pineta che offre un gradevole refrigerio. C'è anche un piccolo supermercato nel quale compriamo un po' di frutta. Torniamo a bordo poco prima che il vento cominci a rinforzare. Nel pomeriggio nell'insenatura entra una leggera onda che, per fortuna, non diventa mai fastidiosa. Purtroppo l'autoclave comincia a fare uno strano rumore. Pulisco il filtro ma il problema permane. La pressione dell'acqua è invariata, ma temo che il rumore anomalo sia il segnale che ne preannuncia la sua fine. Non mi preoccupo più di tanto in quanto a bordo ne abbiamo una di riserva. Nei prossimi giorni cercheremo di utilizzare l'acqua con ancora maggiore parsimonia. Trascorriamo la serata sottocoperta. All'esterno fa piuttosto fresco. Conversiamo per un poco e poi ci ritiriamo in cuccetta. Vento e mare si sono definitivamente calmati.
 
(Giornale di bordo)

mercoledì 21 settembre 2022

Kale Adasi - Kizkumu Koyu

 
Primo giorno d'autunno. Sarà per questo motivo, ma effettivamente l'atmosfera sembra proprio essere cambiata. Si respira la stessa aria di quando, in settembre, si ritornava in città dalle vacanze in attesa di riprendere la scuola. Un'atmosfera sospesa, un po' malinconica. Oggi ci raggiungerà Faruk. Verrà in auto da Gocek insieme a Connie, la sua "moglie tedesca", come è solito chiamarla.  Mi dice che ci penserà lui a trovare un posto dove poter lasciare Habibti ormeggiata al sicuro senza spendere una follia. Nel frattempo si è alzato un vento da nord sui 25 nodi che rinforza nel canale tra la terra ferma e Kale Adasi, dove siamo alla fonda. Habibti e le barche circostanti brandeggiano non poco. Faruk trova un posto per noi ad uno dei pontili in fondo alla baia. E' gestito da Jay, un turco sui trent'anni nato e cresciuto negli Stati Uniti, di cui ha mantenuto il forte accento quando parla inglese. Il luogo nell'insieme non è un granché ed è piuttosto in disordine, ma si trova nell'angolo più ridossato della baia. Quindi possiamo lasciare Habibti incustodita senza preoccupazioni di sorta. Raggiungiamo in auto Selimiye e andiamo a pranzo da "Sardunya", un ottimo ristorante con i tavoli a ridosso del mare che già conosciamo per esserci stati lo scorso anno. Il proprietario è un amico di Faruk che in questa zona pare conoscere davvero tutti. Ordiniamo un branzino e del pesce spada alla griglia da orgasmo papillare. Nel frattempo Faruk riceve una telefonata da Antonio, l'armatore di Alisee, che al momento si trova nella baia di Bozburun con il circuito elettrico in panne. Terminato di pranzare, lasciamo Tania e Connie a Selimiye e in auto raggiungiamo Bozburun. Nella baia il vento è molto forte. Avvistiamo Alisee che si trova alla fonda nel suo bel mezzo e telefoniamo ad Antonio che viene a prenderci con il gommone. Per raggiungere Alisee ci inzuppiamo per bene. Il gommone non è grande, siamo controvento e le onde sono alte e ripide. A bordo faccio la conoscenza di Maurizio, il padre di Antonio, che vive a Crotone, dove porteranno Alisee nei prossimi giorni atrraversando l'Egeo e lo Ionio. Fortunatamente il problema elettrico è presto risolto. Nel frattempo il vento è aumentato ulteriormente fino a raggiungere i 40 nodi. Dopo aver spostato la barca in una zona più ridossata della baia, salutiamo Antonio e Maurizio. A Selimiye recuperiamo Tania e Connie e rientriamo al pontile dove è ormeggiata Habibti. I nostri amici hanno ancora un paio d'ore di strada da fare prima di essere a casa. Faccio il pieno d'acqua e lavo la coperta in modo da essere pronti alla partenza domattina presto. Il mattino seguente è atteso l'arrivo di un'altra barca che ha gia' prenotato il posto in cui ci troviamo ora. Sono giorni in cui tutti cercano luoghi ben ridossati. Fino a domenica, infatti, il vento da nord-ovest continuerà a soffiare piuttosto forte con la punta massima giornaliera sempre nelle prime ore del pomeriggio. Durante la notte il vento si calma, per riprendere a soffiare nuovamente la mattina successiva. 
 
(Giornale di bordo)

martedì 20 settembre 2022

Sig Koyu - Kale Adasi

 
Ci svegliamo come al solito all'alba. La maggior parte di caicchi che ieri sera erano nella baia sono partiti che era ancora buio. Accanto a noi resta una sola altra barca a vela con a bordo una coppia di signori turchi. Dopo un po' di yoga e una nuotata scendiamo a terra con il tender a remi. La spiaggia è ancora deserta e facciamo una passeggiata sull'arenile. Una famiglia con due bambini piccoli si affaccia da una piccola tenda canadese piantata in un angolo della spiaggia. Un modo super economico di trascorrere le vacanze. Una signora in burkini esce dall'acqua dopo aver fatto il bagno. Di scoperto ha solo le mani, i piedi e una parte del viso. Il marito, in bermuda, la aspetta seduto sul pontile. L'immagine di una Turchia che rispettiamo, ma che non rappresenta, a nostro avviso, il suo volto migliore. Con il tender facciamo un ampio giro della baia spingendoci fino al suo ingresso dove si trova una villa immersa nel verde con un pontile privato al quale è ormeggiato uo yacht a motore di dimensioni considerevoli. Un paio di telefonate di lavoro e salpiamo. Dopo un breve tratto a motore per evitare di perdere tempo nel risalire il vento nel tratto di mare davanti a Sig Koyu e apriamo il genoa. A vela raggiungiamo l'insenatura ad ovest di Kale Adasi. Un altro dei luoghi a cui siamo affezionati in questa parte di Mediterraneo. Inizialmente, poichè domani verrà a trovarci Faruk, avevamo pensato di ormeggiare nel limitrofo Marti Marina. Ma il costo per una notte per una barca delle dimensioni di Habibti è di 130 euro, escluse acqua ed elettricità. Una vera follia. Manco fossimo a Porto Cervo! Così diamo fondo alle pendici dellla rocca su cui si trova la fortezza  bizantina. qui ci sono diverse barche, ma tutte ad una distanza più che accettabile l'una dall'altra. Per pranzo preparo delle penne a cui aggiungo il sugo con lo scorfano cucinato l'altro giorno. Una vera delizia. Nel pomeriggio sopraggiungono alcuni charter che offrono il solito spettacolo circense al momento di dare fondo. Un catamarano con dei russi a bordo ci impiega quasi un'ora. Per noi è un modo per trascorrere il tempo nel gurdarli, sempre con la speranza che nelle varie evoluzioni qualcuno non finisca per spedare la nostra ancora. Accanto a noi c'è un piccolo Najad che ricordavamo avere già visto l'ultima volta che siamo stati qui. Come la volta scorsa, gli occupanti hanno fatto la loro apparizione uscendo da sottocoperta solo verso sera. Poco lontano dal Najiad, a bordo di una pilotina c'è una coppia di tedeschi molto riservati. Nel pomeriggio il vento rinforza incanalandosi nello stretto passaggio caratterizzato da bassi fondali che delimita a nord la nostra insenatura. Poi scende il buio e il vento si calma. Intorno a noi tutto tace e non ci resta che ritirarci in cabina per la notte.
 
(Giornale di bordo)

lunedì 19 settembre 2022

Bulgaz Koyu - Sig Koyu

 
Nella prossima settimana è previsto vento forte. Petanto decidiamo di spostarci nelle baie ridossate verso il fondo di Hisaroun Korfezi. Ma prima di lasciare Bulgaz Koyu, facciamo colazione con Umit e Aicha che ci imprestano il loro gommone per andare a fare un po' di spesa a Bozburun. Verso le 12, dopo aver salutato con baci ed abbracci i nostri amici, salpiamo. Poiché hanno deciso di vendere la loro barca e diventare terricoli, ci chiediamo quando sarà la prossima volta che riusciremo a rivederli. Lasciata la baia apriamo subito le vele e risaliamo di bolina con due lunghi bordi tutto il golfo di Yasilova. Il vento sui 20 nodi ci consente una divertente navigazione a vela. Superata la secca di Atabol Kayasi procediamo più agevolmente al gran lasco inoltrandoci nel golfo di Hisaroun. Sempre a vela entriamo nella piccola baia di Sig Koyu, che si trova poco prima di Selimiye. Ci sono numerosi caicchi, ma riusciamo comunque a trovare un posto dove diamo fondo in 7 metri d'acqua restando alla ruota. E' quasi sera e prima che scenda il buio ceniamo in pozzetto con un'insalatona rucola, parmigiano, funghi e pomodorini. Trascorriamo il resto della serata senza accendere nemmeno una candela. Il cielo è pieno di stelle e, al buio più assoluto, ci abbandoniamo ad ammirare tutte le sue costellazioni.

(Giornale di bordo)

domenica 18 settembre 2022

Pedi (Symi) - Bulgaz Koyu

Dopo un bel sonno e una sveglia mattutina scendiamo a terra. Passeggiando passiamo accanto alla chiesa di Pedi. E' domenica e stanno officiando la messa. Entriamo e assistiamo a tutta la funzione al termine della quale ci viene offerto un pezzo di una focaccia dolce che il pope aveva precedentemente benedetto. Immaginiamo che per gli ortodossi sia considerato come una specie di ostia per la comunione. Facciamo un po' di spesa in un negozio e rientriamo in barca. Cucino un sugo al pomodoro al quale aggiungo la carne bianca degli scorfani che precedente avevo fatto bollire. Una volta pronto lo metto in frigo. Poi lasciamo Pedi alla volta di Bozburun. Qui ci attende Umit, l'amico turco conosciuto anni fa ad Asmalikoy, nel Mar di Marmara e che ogni anno incontriamo da queste parti. La traversata di una decina di miglia, data l'assoluta assenza di vento, la effettuiamo a motore. Il vento si alza improvvisamente proprio nel momento in cui stiamo entrando nella baia di Bozburun, ma ormai è inutile aprire le vele essendo di fatto giunti a destinazione. La barca di Umit è alla fonda a Bulgaz Koyu, un'insenatura ben ridossata dove ci eravamo già fermati lo scorso anno. Come al solito ci accoglie calorosamente insieme a Paris, il suo amato Yorkshire. Quest'anno ci attende anche un'altra novità: la scorsa settimana, infatti, si è sposato con Aicha, una bella signora quarantenne conosciuta a Bozburun lo scorso inverno. Trascorriamo con loro tutto il pomeriggio. Umit ci dice che hanno deciso di mettere in vendita la barca e con il ricavato comprare un camper sul quale trasferirsi a vivere. Non vuole imporre la vita su una barca alla moglie, ma entrambi non vogliono rinunciare ad una vita nomade, per loro simbolo di libertà. Una scelta ponderata, quella di Umit e Aicha che preferiscono vivere così piuttosto che nella loro casa ad Istanbul. Ceniamo insieme. Preparo degli spaghetti alla puttanesca, mentre Aicha un'insalata con tutte le verdure possibili ed immaginabili. La serata a bordo è gradevolissima. La conversazione, che effettuiamo con l'ausilio di google translator dall'inglese al turco richiede i suoi tempi, ma è sempre varia ed interessante. Rientriamo su Habibti che è piuttosto tardi, almeno per noi che ormai ci siamo abituati ad andare a letto all'ora delle galline.

(Giornale di bordo)

mercoledì 14 settembre 2022

Marmaris - Bozuk Koyu

 
Nelle vicinanze di Marmaris durante la notte ci deve essere stato un incendio. Al risveglio, infatti, ritroviamo la barca ricoperta da un sottile strato di cenere. Dopo aver dato una veloce sciacquata alla coperta, con l'aiuto degli ormeggiatori usciamo indenni dal dedalo di trappe a filo d'acqua che ci circonda. Ci avviciniamo al distributore del carburante con l'intezione di rabboccare il sebatoio del gasolio che dopo la navigazione a motore dei giorni scorsi è a circa 3/4, ma lo troviamo ancora chiuso. Inoltre, alla sua banchina è già ormeggiato un enorme yacht a motore che per fare il pieno impegherà un sacco di tempo. Così decidiamo di lasciare perdere. Una volta nella baia antistante Marmaris apriamo randa e genoa. Con una quindicina di nodi al gran lasco raggiungiamo rapidamente Kadirga Burun, 6 miglia più a sud. Qui il vento ci abbandona per un'oretta. Poi riprende a soffiare da ovest toccando, nel corso della giornata, i 20 nodi di intensità. Ciò ci consente una bella navigazione a vela. Dopo una serie di lunghi bordi, nel pomeriggio entriamo a Bozuk Koyu dando fondo nel nostro solito posto, un poco al largo di uno dei tre ristoranti che si trovano nella baia. Verso le 15 pranziamo e trascorriamo il resto del pomeriggio e della serata in barca. Questo ancoraggio è senz'altro uno dei nostri preferiti in questa parte della costa turca. Ampio, in modo da consentire anche in caso di affollamento le dovute distanze tra una barca e l'altra e, soprattutto, perfettamente ridossato da tutti i quadranti. 

(Giornale di bordo)

martedì 13 settembre 2022

Caycagiz Koyu - Marmaris

 
Ci svegliamo presto. I due caicchi con cui ieri abbiamo avuto un diverbio partono verso le 7. Entrambi si dirigono verso Gocek. Poco dopo lasciamo la baia anche noi. Il vento da nord soffia sui 15 nodi. Alle 9 entriamo nel Netsel Marina di Marmaris. Gia sappiamo, per esperienza, che gli ormeggiatori sono degli imbranati. Anche oggi ne abbiamo la conferma: l'ormeggiatore sul gommone ci passa la trappa sbagliata mentre quello che è a terra invece di ripassarci la cima a doppino da volta lasciandola totalmente lasca sul pontile e facendo così scadere la barca su quella accanto. Mentre lavo la barca Tania va a pagare l'ormeggio: 110 euro per una notte. Una bella cifra, tanto più considerando che ad aprile ne avevamo pagati una settantina. Gokan che mi conferma che il tecnico dei pannelli solari passerà verso le 11. Nell'attesa portiamo la biancheria a lavare e facciamo un salto in paese a comprare un po' di frutta e un costume da bagno. Tania è finalmente riuscita a convincermi a sostituire quello ormai a brandelli che comprai quasi una decina di anni fa durante una delle nostre soste alle Baleari. Tornati in barca, alle 11, puntuale, arriva Yamur, il titolare di AC-DC. Gli spiego qual'è il problema che riscontro ai pannelli solari e immediatamente individua di che si tratta: una connessione errata dei cavi. Una volta sistemati nel modo corretto i pannelli si mettono a funzionare perfettamente. Veramente una grande svolta! A piedi raggiungiamo il mercato del pesce dove compriamo dei gamberoni e due tranci di tonno  che la sera cucinerò, rispettivamente, al vino bianco e con una salsa di pesto e pomodorini. Facciamo anche un po' di spesa da Migros. Verso le 17 passa a salutarci Gokan, che ringraziamo per il suo sempre prezioso e provvidenziale aiuto. Ci informa che ai primi di ottobre si sposerà e che il matrimonio verrà celebrato presso l'Ambasciata turca a Rabat. Con la futura moglie volevano fare qualcosa di originale e abbinare il matrimonio al viaggio di nozze. Poichè non ha ancora prenotato gli alberghi, Tania si trasforma in una improvvisata "wedding planner". Conversiamo con Gokan fino a tardi sorseggiando una birra in pozzetto. Essendo un ingegniere navale, particolarmente interessanti sono le sue spiegazioni inerenti la costruzione dei caicchi da lui progettati e di cui sta supervisionando la costruzione in quel di Bozburun. Verso le 21 ha inizio la solita cacofonia musicale che caratterizza Marmaris. Cerchiamo di non farci troppo caso e ce ne andiamo a letto. La stanchezza ha la meglio e, nonostante il baccano infernale, riusciamo ad addormentarci quasi subito.

(Giornale di bordo)