CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







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sabato 22 novembre 2025

Porto Vecchio


Alle 7 ha cominciato a piovere e le mie speranze di poter rendere nuovamente operativo il genoa rimettendo la drizza al suo posto hanno avuto un attimo di vacillamento. Ma poiché non bisogna mai perdersi d’animo alle 8 ero ad attendere Jean Hugues al cancello del pontile, come d’intesa. Poco prima la pioggia aveva cessato di cadere. Jean Hugues arriva puntuale. Ha un viso sorridente e un atteggiamento che ispira simpatia. Saliti in barca, in meno di una mezz’oretta il problema è risolto. In due è stato decisamente tutto più semplice e veloce. Mentre, a lavoro terminato, ci beviamo un caffè ci dice che in giornata andrà a trovare la famiglia a Bastia e in serata sarà a Bonifacio dove salperà a bordo di un Solaris 44 per portarlo a Hyéres, vicino a Tolone, approfittando della breve pausa che darà il maltempo domani. Guardando Lamma Toscana, a parte un breve momento di calma di vento in serata, non mi pare che la traversata che farà il nostro amico sarà di tutto riposo. In ogni caso lo ringraziamo veramente di cuore per la disponibilità e gli auguriamo tutto il meglio. Da parte nostra, prendendo il comodo autobus gratuito che fa il periplo di tutta Porto Vecchio, facciamo un salto da Auchan per comprare delle “craqottes”, di cui Tania è golosa. Come sempre non resistiamo ad aggiungere alcune bottiglie. In questo caso di vino corso, oltre ad una di Sauternes per accompagnare la scatoletta di fois gras che abbiamo aggiunto nel cestino. Come si dice? Tanto per non farsi mancare niente! La giornata è decisamente fredda e la temperatura scende ulteriormente quando arriva l’atteso grecale che in porto arriva molto attenuato. L’anemometro arriva a segnare 25 nodi. Calcolando che ieri, mentre fuori ve ne erano 30, in porto regnava la calma di vento, faccio le debite proporzioni. Pranziamo verso le 15 e rinviamo a domani l’andata al borgo di Porto Vecchio che si trova sulla sommità della collina proprio alle spalle del porto. Il resto della giornata la trascorriamo seduti comodi in dinette con un bel piumone sulle ginocchia. In serata accendiamo anche il riscaldamento. Direi che, tutto sommato, stiamo proprio da Re.

(Giornale di bordo)

venerdì 21 novembre 2025

Rondinara - Porto Vecchio


La notte scorsa fino alle 4 c’è stato vento, poi si è calmato e finalmente siamo riusciti a dormire tranquilli. Al risveglio, dopo il solito caffè, decidiamo di spostarci a Porto Vecchio. È vero che la baia in cui ci troviamo è molto ridossata e potremmo stare qui anche nei prossimi giorni durante i quali è previsto il passaggio di due successive perturbazioni. Tuttavia, finiremmo per restare confinati tutto il tempo sulla barca. Così, dopo aver telefonato alla Capitaneria di Porto Vecchio per prenotare un posto, lasciamo Rondinara. Soffia un ponente che gradualmente rinforza: prima 13, poi 18, quindi 25 nodi. Habibti viaggia al traverso tranquilla. Il vento è sostenuto, ma ho lascato per bene la randa e soprattutto non c’è onda. Stiamo navigando tranquilli quando improvvisamente sento un forte rumore a prua e vedo il genoa che comincia a scendere lungo l’inferitura. “Che diavolo è successo?”. Questo il primo pensiero. Do una rapida occhiata e vedo che si è rotta la drizza. Metto immediatamente Habibti con prua al vento e recupero tutta la vela. Al moschettone a cui si aggancia l’asola della penna del genoa è rimaso attaccato un pezzo della drizza totalmente sfilacciato. Non avevo notato prima l’usura in quanto tutta quella parte della drizza era avvolta da uno spesso strato di agglomerante e francamente non mi ero posto il problema. Tuttavia, a pensarci bene, dopo 14 anni di lavoro ci può anche stare! In ogni caso ormai è fatta! Peccato che sia successo oggi con 25 nodi di vento, che dopo poco diventano 30. Proseguiamo con la sola randa fino all’ingresso della baia di Porto Vecchio. Qui prendiamo il vento dritto di prua e quindi per poter entrare diretti accendiamo il motore. Seguiamo le mede che indicano il canale. A Porto Vecchio stanno ampliando il porto e le carte, sia quelle cartacee che quelle digitali, non sono aggiornate. Seguiamo con attenzione le diverse boe di segnalazione che sono state posizionate temporaneamente e alle 12 siamo infine ormeggiati in banchina. A passarci le trappe troviamo Mathieu, un ragazzo molto gentile che parla anche italiano e che ci dà tutte le informazioni relative al nostro soggiorno. Poiché in porto non c’è vento decido di salire in testa d’albero per far passare il testimone a cui legare la drizza del genoa per farla risalire nell’albero. Ho tutto il necessario, ma purtroppo essendo da solo non riesco a calare la sagola dall’alto e al tempo stesso agganciarla e quindi estrarla in basso nel punto di entrata della drizza. Tania cerca di fare del suo meglio ma non ci riesce. Non mi resta che chiedere alla Capitaneria se conoscono qualcuno che mi possa aiutare. Mi danno il numero telefonico di Jean Hugues. Lo chiamo e restiamo d’accordo che passerà domattina alle 8. In serata piove un poco, ma soprattutto la temperatura è davvero molto fredda. Per la prima sera teniamo acceso il riscaldamento per tutto il tempo. Ceniamo, un po’ di lettura e poi, alle 21, siamo già a letto con la luce spenta. Speriamo che domattina non piova e che si riesca a risolvere il problema.

(Giornale di bordo)

giovedì 20 novembre 2025

Rondinara


Nonostante le previsioni indicassero vento da ponente piuttosto sostenuto la notte è trascorsa calma. Ha piovuto a tratti e la temperatura si è decisamente abbassata. Per i prossimi giorni il meteo non promette niente di incoraggiante. Ma Rondinara è una baia protetta da tutti i quadranti, tranne dal terzo, l’unico dal quale non è previsto arrivare vento almeno fino a lunedì. Almeno questo! È molto probabile che finiremo con il restare qui. Vedremo se ci sarà qualche evoluzione. Per tutto il giorno ha soffiato un ponente con raffiche sui 25 nodi. Domani probabilmente sarà peggio, ma dovrebbe essere sabato il giorno peggiore. Subentrerà infatti un grecale molto molto sostenuto. Lamma Toscana riporta raffiche a 40 nodi. L’alternativa sarebbe quella di riparare a Porto Vecchio domani, ma una vocina mi dice che nel punto in cui ci troviamo ora dovremmo poter superare la buriana senza inconvenienti. Siamo alla fonda molto in prossimità della spiaggietta settentrionale della baia con un fetch ridotto ai minimi termini. Il fondo di sabbia è buon tenitore. Ho dato fondo in 3,5 metri d’acqua con la possibilità di filare tutta la catena che ho a disposizione, cioè una sessantina di metri. Staremo a vedere. Intanto anche la fredda giornata di oggi è trascorsa. Dopo uno spuntino verso le 14, mi sono appisolato per un paio d’ore. In serata il riscaldamento rende il clima sottocoperta molto piacevole. Il nuovo libro di Valerio Massimo Manfredi è interessante. La cena è quasi pronta. Che aggiungere d’altro?…. alla via così!

(Giornale di bordo)

mercoledì 19 novembre 2025

Santa Teresa di Gallura - Rondinara


Nella notte è entrato il grecale e nel porto abbiamo sentito un po’ di risacca. Ha anche piovuto un po’ e al risveglio abbiamo trovato il cielo carico di nuvole. Guardando le previsioni realizziamo che o attraversiamo le Bocche di Bonifacio oggi o rimarremo bloccati qui almeno fino a martedì prossimo. Nei prossimi giorni, infatti, non solo è prevista una notevole diminuzione delle temperature, ma anche vento molto forte, prima da ovest e poi da nord. Vento che, inevitabilmente, si incanalerà prendendo ancora più vigore nello stretto. Così, seppur sotto un cielo plumbeo, ci apprestiamo a partire. Salutiamo Giulia, la gentile signora dell’ufficio del porto, e prendiamo il mare. I giorni trascorsi qui sono stati davvero molto gradevoli. Usciti dal ridosso troviamo il vecchio moto ondoso da ovest e un vento fresco di prua. Apriamo il genoa, che stabilizza Habibti, e avanziamo a motore per attraversare nel minor tempo possibile le Bocche. All’uscita del porto incrociamo una nave militare che, nonostante la mole, brandeggia non poco sulle onde. Dopo circa una mezz’ora di navigazione comincia a piovere. Un grande nuvolone nero ci passa sulla testa e con lui il vento, fino ad ora sui 18 nodi, aumenta fino a superare abbondantemente i 25. Le onde al traverso sono lunghe e alte e Habibti  avanza con un sali scendi non da poco tra di esse. Prendiamo una mano di terzaroli. Avvicinandoci alla costa della Corsica il moto ondoso si attenua e superiamo senza difficoltà il Passaggio della Piantarella, una zona di bassi fondali ad est di Capo Pertusato. Puntiamo sulla baia di Rondinara lasciando alla nostra sinistra il Golfo di Santa Manza. Qui le onde provengono da nord-est e le vediamo infrangersi sul promontorio meridionale che dà accesso alla baia. Al suo interno c’è già alla fonda un’altra barca a vela nella parte settentrionale della baia. Qui le profondità sono il minimo sindacale e quindi avanziamo con cautela. Diamo fondo in 3,5 metri. Una volta ridossati tutto diventa molto calmo. Pranziamo e facciamo un pisolino. Ci svegliamo che è quasi buio. Il nostro vicino, un po’ troppo vicino alle rocce, si sposta non lontano dando fondo davanti alla limitrofa spiaggia. Poiché questa notte il vento è atteso da ovest approfitto dello spazio lasciato libero per aggiungere una decina di metri di calumo. Devo comunque fare attenzione di non avvicinarmi troppo ad uno spuntone roccioso che esce dal mare ad una decina di metri dal bagnasciuga. Leggo fino alle 22,30 e poi raggiungo Tania che nel frattempo si era già addormentata sotto al piumone.

(Giornale di bordo)

venerdì 14 novembre 2025

Porto Puddu - Cala della Chiesa (Lavezzi)


Il vento da est ha soffiato fino alle 2 poi una totale calma ha regnato per tutta la notte. C’è tanta umidità. Al risveglio, dopo aver guardato le previsioni decidiamo di fare una puntata a Lavezzi che dista solo 12 miglia. Facciamo una bella navigazione al gran lasco con una ventina di nodi. Usciti dal ridosso offerto prima da Spargi e poi da Budelli e Razzoli il vento aumenta fino a 25 nodi. Siamo costretti ad una piccola deviazione dalla nostra rotta per lasciare acqua ad una petroliera che proviene da ovest e che naviga nel corridoio marittimo riservato alle grandi navi e che attraversa le Bocche di Bonifacio. In questo tratto di mare c’è una discreta onda. Fatta sfilare a prua la petroliera riprendiamo la nostra rotta verso Lavezzi. Il vento aumenta ulteriormente. Lasciamo sulla nostra sinistra le due grandi mede che indicano delle secche poste a sud dell’isola. Di entrare a Cala Giunco, dove pensavo di ridossarmi per la notte non è cosa. Abbiamo già avvolto il genoa, ma abbassare la randa con l’onda che c’è, il vento quasi a 30 nodi e nello spazio non grandissimo della cala non mi pare prudente. Quindi scapoliamo il capo a sud-est dell’isola. Una volta superato il capo la situazione migliora notevolmente. Il vento rimane, ma almeno non c’è onda. Una volta effettuata la manovra entriamo in Cala della Chiesa. In questo tratto occorre davvero fare molta attenzione agli scogli, di cui tutta l’isola è cosparsa. Quelli affioranti non rappresentano un problema in quanto sono ben visibili, ma la zona è anche disseminata di altrettanti scogli a filo d’acqua. Nella cala troviamo due boe gialle con sopra riportato il segno di divieto d’accesso. Sono collocate una sulla nostra sinistra e una per evitare che con la barca si acceda alla parte più interna della cala. Non so se è stata posizionata per evitare che qualcuno, entrandovi, rischi di prendere qualche scoglietto sommerso o perché quell’area fa parte della zona del parco integrale. Diamo fondo in 7 metri d’acqua proprio al centro dell’area nella quale è concesso l’accesso. Oggi a Lavezzi siamo la sola barca presente e ciò rappresenta un vantaggio. Lo spazio disponibile è tutto per noi. La cala è ridossata dalle onde ma solo parzialmente dal vento. Fino alle 4 del mattino questo continua a soffiare tra i 15 e i 20 nodi. Tania va a letto presto mentre io termino di leggere il mio libro e spengo la luce che sono da poco passate le 23.

(Giornale di bordo)

mercoledì 8 ottobre 2025

San Ciprianu - Baia di Rondinara


Ci svegliamo alle 7.30 dopo una notte tranquilla in baia. A quell’ora proveniente da una barca a vela con bandiera italiana alla fonda un po’ distante da noi sentiamo della musica tecno a tutto volume. Ma si può?  Fatta colazione salpiamo. Non c’è vento. Come nei giorni scorsi questo arriverà in giornata, sempre da sud-ovest per poi girare durante la notte a nord. Lasciamo Porto Vecchio sulla destra facendo attenzione alle secche che si trovano all’ingresso del suo golfo. Poi lasciamo degli isolotti catalogati come riserva naturale sulla nostra sinistra. Superiamo le baie di Santa Giulia e Porto Novo ed entriamo in quella di Rondinara. La baia è molto bella ed è aperta solo ad est. Al suo interno sono alla fonda diverse barche che nel corso della giornata se ne vanno una ad una. Per tutto il giorno soffia un vento teso da sud-ovest. Il fondo è buon tenitore e quindi lasciamo che soffi. Nuove barche arrivano verso sera proprio quando il vento si calma. Naturalmente c’è sempre quello che da fondo in corrispondenza della tua linea di ancoraggio. Due urla e fortunatamente si sposta. Certa gente non ha proprio cognizione di quello che fa. Ceniamo in dinette e trascorriamo una gradevole serata a bordo.

(Giornale di bordo)

martedì 7 ottobre 2025

San Ciprianu


Notte calma. Mentre facciamo colazione si avvicinano a noi un cabinato a motore e un gommone che viaggiavano di conserva. Si fermano poco davanti la prua di Habibti senza dare fondo all’ancora. Quelli a bordo del gommone salgono sul cabinato e cominciano a chiacchierare. Credo stiano parlando di un servizio fotografico da fare a quest’ultimo. Il fatto è che il vento piano piano fa scadere le due barche contro di noi. Aspetto a vedere cosa succede. Quando sono a meno di dieci metri da noi si spostano quel poco necessario per continuare a scadere al nostro fianco. In tutto ciò non ci degnano nemmeno di uno sguardo. Poi il cabinato passa almeno tre quarti d’ora a fare evoluzioni con quelli a bordo del gommone che filmano o prendono foto fermi in mezzo alla baia. Ad evoluzioni terminate, con il mare di nuovo calmo, scendiamo a terra con il tender. Il posto è carino. Vi sono alcune case ben integrate nel verde e alcuni negozi. In uno di questi, con una commessa piuttosto scorbutica, compriamo qualche prodotto tipico corso. Nel frattempo il vento è aumentato e sulla via del ritorno Tania si prende qualche spruzzo provocato dalle onde. I tedeschi accanto a noi, a bordo di un bel ketch dallo scafo blu, sono scesi a terra anche loro. Una volta tornati a bordo salpano verso nord. Se ne va via anche la vela battente bandiera polacca. Nel pomeriggio il vento da sud-ovest raggiunge i 14 nodi ed entra dritto nella baia piuttosto esposta. Pranziamo in pozzetto. Nel tardo pomeriggio il vento girerà a nord e quindi non vale la pena spostarsi. Così accade. Verso le 17.30 i cavalli fanno la loro comparsa sulla spiaggia. Deve essere l’ora della loro passeggiata visto che anche ieri li avevamo visti alla stessa ora. Verso sera entrano nella baia un paio di barche a vela, mentre due gommoni ci sfrecciano a pochi metri provocando un po’ di trambusto a bordo. Tania li manda a quel paese con un gesto che non si presta a malintesi. Avendo terminato i giga in roaming sull’i-pad trascorriamo la serata leggendo e Tania facendo le parole crociate. Con il buio il vento si è calmato del tutto e noi ci godiamo la baia illuminata da una bella luna piena.

(Giornale di bordo)

lunedì 6 ottobre 2025

Solenzara - San Ciprianu


I nostri vicini svedesi sono partiti prima di noi con direzione Bastia. Prima di salpare faccio il pieno d’acqua e ne approfitto per dare una veloce lavata alla coperta. È in quel momento che il tubo flessibile della pompa dell’acqua che già perdeva da un po’ di tempo si rompe definitivamente. Almeno è successo oggi. Nel marina, infatti, c’è un negozio di articoli nautici ben fornito nel quale ne compro una nuova. Sistemata la barca salpiamo alle 10.30. Il mare è calmo e il vento soffia sui 7-10 nodi da est. Ridiscendiamo lungo costa superando la baia di Pinarellu, troppo aperta anche per la leggera onda di oggi. Facciamo un paio di miglia in più e diamo fondo nella più ridossata baia di San Ciprianu. Vi troviamo un paio di barche a vela alla fonda, una delle quali se ne va mentre, dopo un leggero spuntino, siamo scesi sottocoperta a riposare un poco. Nel pomeriggio il vento gira leggermente da sud e poi, al tramonto, scompare. La baia è gradevole. Sulla lunga spiaggia di sabbia alle nostre spalle alcuni cavalieri vanno al galoppo. Le colline verdeggianti e le cime rocciose sullo sfondo ci ricordano di essere in Corsica. Il sole tramonta alle 18.30. Scendiamo e ceniamo sottocoperta. Intorno a noi regna il silenzio.

(Giornale di bordo)

domenica 5 ottobre 2025

Solenzara


Verso le 6, mentre siamo ancora a letto, sento arrivare le prime raffiche del vento forte previsto per oggi. Durano solo una decina di minuti e poi per un po’ ritorna la calma. Alle 8, quando usciamo in pozzetto per la colazione, nel cielo c’è un ampio arcobaleno. Tuttavia, alle sue spalle appaiono le prime nuvole minacciose. Ed è così che una mezz’ora più tardi arriva ciò che attendevamo. Inizialmente le raffiche da nord-ovest non superano i 25 nodi, anche se in porto è tutto uno sbattere di drizze. Poi, con il trascorrere delle ore, l’anemometro, che nel frattempo avevamo acceso, arriva a segnarne fino a 40. Poiché il vento soffia obliquamente dalle nostre spalle Habibti, come le altre barche vicino a noi, si dispone leggermente di traverso rispetto al pontile. Ma sia i parabordi che gli springer fanno egregiamente il loro lavoro e quindi non ci resta che attendere il passare della buriana. Scendiamo a terra. Tra le case del paese il vento arriva attutito, ma il mare è spumeggiante. Facciamo due passi per sgranchire le gambe scambiando anche due chiacchiere con i nostri vicini di barca svedesi. Ci dicono che da sette anni, tranne nei mesi estivi durante i quali si trasferiscono nel loro paese, vivono a bordo. Prossimamente intendono raggiungere l’isola d’Elba e successivamente ridiscendere lo stivale per poi trascorrere l’inverno nel marina di Licata in Sicilia. Rientrati in barca restiamo per un po’ sottocoperta. Ne approfitto per leggere alcuni capitoli dell’ultimo libro della saga di Kingsbridge di Ken Follet. Come i precedenti è molto avvincente. Verso le 13 il vento comincia a ridursi e alle 14 la situazione è decisamente migliorata. Facciamo uno spuntino e poi una pennichella di un paio d’ore. Quando ci svegliamo in porto è tornata la normalità. Per cena ci gustiamo il salame di tonno comprato oggi al supermercato. Tagliato a fettine sottili e condito con olio e limone è una vera delizia. Merita senz’altro di essere accompagnato da una bottiglia di prosecco. Una degna conclusione di questo soggiorno di tre giorni nella gradevole Solenzara. Domani la rotta sarà nuovamente verso sud.

(Giornale di bordo)

sabato 4 ottobre 2025

Solenzara


Dopo la lunga giornata di ieri la notte è stata veramente ristoratrice. L’intenzione era di spostarci un poco più a sud nella rada di Pinarellu. Tuttavia, dopo aver guardato le previsioni per i prossimi due giorni la decisione è presto presa: di qui non ci si sposta prima di lunedì! Una forte perturbazione da ovest porterà vento fino ad oltre 50 nodi nelle Bocche di Bonifacio e seppur nella parte della Corsica in cui ci troviamo ora questo dovrebbe essere più moderato meglio restare, come si dice, acquattati e coperti. Il vento mattutino da sud nel corso della giornata gira prima da nord e poi da ovest. Mentre sto legando il tender in coperta, sulla nostra sinistra ormeggia una barca a vela in ferro battente bandiera svedese. A bordo c’è una coppia con due cani. In assenza degli ormeggiatori li aiuto passandogli le trappe e prendendo le loro cime d’ormeggio. Essendoci un po’ di vento al traverso spero vivamente che il timoniere non sbagli la manovra. La barca ha la chiglia lunga e non è facilmente manovrabile in uno spazio ristretto. In più ha l’aspetto di un vero e proprio carro armato, tanto che i suoi candelieri hanno la dimensione del bompresso di Habibti. Fortunatamente tutto va bene. Nel pomeriggio, dopo aver fatto un leggero spuntino, facciamo una passeggiata sulla spiaggia limitrofa e poi lungo la diga foranea. In cielo fanno la loro apparizione i primi nuvoloni neri, anche se il peggio dovrebbe arrivare domani. Trascorriamo la serata in dinette leggendo e poi guardando un po’ di Tv. Grazie a Raiplay riusciamo a vedere normalmente i programmi italiani. C’è un programma divertente e così restiamo svegli fino a tardi….intanto domani mattina si può dormire!

(Giornale di bordo)

venerdì 3 ottobre 2025

Lacona - Solenzara


La sveglia era impostata per le 3.30, ma alle 3 ero già in piedi. Oggi ci attendono circa 70 miglia per raggiungere Solenzara, sulla costa orientale della Corsica. Calcolando una media di 5 nodi l’ora ci vorranno all’incirca 13 ore per arrivare a destinazione. Ci terrei molto potere arrivare prima delle 17, in quanto a quell’ora l’ufficio del porto chiude e resterà chiuso fino a lunedì mattina. Il che potrebbe essere un problema. Perciò sono ben felice di anticipare il più possibile la partenza da Lacona. Tania dorme ancora e si affaccia in dinette solo quando io già ho indossato la cerata. Le dico di tornare a dormire. La notte è  calma e posso fare da solo. La luna, che ieri sera illuminava la baia, è scomparsa e il buio ora è totale. Salpo alle 3.40. Non fa nemmeno troppo freddo. Il vento è praticamente inesistente, mentre vi è un’onda residua fastidiosa. Resto di guardia fino al traverso di Pianosa. Il cielo piano piano si rischiara e il sole fa la sua apparizione alle 6.30. A quest’ora Tania mi da il cambio ed io mi addormento sdraiato sulla seduta in pozzetto, con la dolce sensazione prodotta dal calore dei raggi solari. Riesco a dormire in una posizione da contorsionista per un paio d’ore. Quando mi sveglio, abbiamo già lasciato sulla nostra sinistra Scoglio Africa. Con l’avanzare del giorno il mare diventa più calmo. Il vento continua ad essere assente. Progredendo verso la Corsica anche l’isola di Montecristo scompare. Nel primo pomeriggio, finalmente arriva una leggera aria al traverso e così apriamo il genoa. Tra vela e motore riusciamo a mantenere la media che ci eravamo imposti. Entriamo nel porto di Solenzara alle 16. In tempo per registrare i documenti e pagare i 43 euro dovuti per la notte. L’obiettivo è stato raggiunto. Non ci resta che sistemare la barca e fare un salto al supermercato per integrare un poco la cambusa. Per raggiungerlo percorriamo a piedi, tra andata e ritorno, un bel tratto di strada. Ceniamo e guardiamo un po’ di Tv. Tania crolla addormentata sul divano, così a me tocca anche lavare i piatti…

(Giornale di bordo)

martedì 27 dicembre 2016

Port Taverna - Porto Vecchio



Altra giornata di sole e di mare calmo. Fortuna che non c'è onda poiché in uscita dal porto, procedendo a passo di lumaca, tocco per ben due volte il bulbo che si pianta nel fondale sabbioso. Con un po' di calma e pazienza riesco a trovare il passaggio. Ho la conferma che si tratta di un porto da evitare. Con mare grosso potrebbe diventare addirittura pericoloso. Scendiamo verso sud costeggiando. Superiamo Solenzara quindi le baie di Pinarellu e San Ciprianu. Poi, seguendo gli allineamenti, entriamo a Porto Vecchio. Qui saliamo in paese e compriamo formaggio e "fois gras ". La cena è assicurata. Prendiamo anche un aperitivo in uno dei bistrot del paese. In porto c'è un po' di movimento. In mare, invece non  abbiamo ancora incontrato nessuno.

(Giornale di bordo)  

lunedì 26 dicembre 2016

Lacona - Port Taverna



Ci svegliamo presto. Alle 7 è ancora buio. Appena si affaccia il sole prendiamo il mare. La meteo prevede poco vento, da nord. Vista la stagione vorrei evitare di navigare con il buio. Per questo decidiamo di puntare verso Port Taverna, a sud di Bastia, segnato sulla carta nautica come Campoloro. Sono circa 40 miglia. Costeggiamo a debita distanza la costa settentrionale di Pianosa. All'orizzonte le montagne corse sono cariche di neve. Abbiamo una leggera corrente contro. Chiamo il porto per preannunciare il nostro arrivo nel tardo pomeriggio. Chiedo anche informazioni sull'ingresso del Marina in quanto sul portolano è riportato che è soggetto a frequente insabbiamento. Mi dicono di tenermi accostato al fanale verde. Mi attengo alle istruzioni. Il fondale infatti è veramente basso. Ad un certo punto mi segna addirittura 1,5 metri ed Habibti ne pesca 2. Non so come arrivo in banchina senza toccare. La marea è molto bassa e spero che per l'uscita di domani mattina aumenti un poco  Il porto è piuttosto squallido. Collocato nel bel mezzo del nulla. Si rivelerà essere anche il più caro tra quelli in cui ci fermeremo (32 euro per la notte).

(Giornale di bordo)

domenica 11 settembre 2016

Bandol....


Salutiamo mia madre alle 6,30. Prenderà il treno qualche ora più tardi. Lasciamo l'ormeggio e iniziamo il nostro viaggio di rientro in Italia. Avrei voluto fermarmi a Calvi e a St. Florent, ma nei prossimi giorni arriverà una forte perturbazione da sud e preferisco non correre rischi dovendo prendere l'aereo per rientrare a Kabul sabato prossimo. Oggi il mare è un olio e il Cap Sicié ha tutto un altro aspetto rispetto a qualche giorno fa. Nella rada di Tolone e alle Porquerolles ci sono tantissime barche. E' domenica ed inoltre oggi si svolge una regata della Cup Vuitton. Alterniamo vela e motore per tutta la giornata. Alle 12 lasciamo sulla dritta l'Ile du Levant e puntiamo la prua su Capo Corso.

(Giornale di bordo) 

sabato 10 settembre 2016

Calanques - Marsiglia - Bandol


Visitiamo le Calanques de l'Oule, de l'Oeil de Verre, de Sugiton et Pierres Tombees, de Morgiou, de la Triperie, de Sormiou fino all'Arcipelago de Riou. Alle 11,40 superiamo l'Ile Maire e ci appare la baia di Marsiglia con l'Ile de Frioul, il Château d'If e sullo sfondo la Cattedrale che sovrasta il Vieux Port. Purtroppo non troviamo posto in porto per trascorrervi la notte a causa di una importante regata che ha attirato molte barche. Dobbiamo quindi rinunciare a sbarcare qui mia madre che avrebbe dovuto riprendere il treno domani mattina e rientriamo, attraversando lo stretto passaggio della Baie des Singes e costeggiando le isole di Riou, fino  a Bandol.

(Giornale di bordo)  

venerdì 9 settembre 2016

Bandol - Calanques


Bandol è una ridente cittadina che segna la fine della Costa Azzurra e da inizio alla Provenza. Il mare oggi è calmo e continua ad accompagnarci il sole. Superiamo la baia di Ciotat e quella di Cassis. Siamo al largo della terra che ha ispirato i bei romanzi di Marcel Pagnol e ci dirigiamo verso le Calanques, gli stretti fiordi che si trovano tra Cassis e Marsiglia. Attraverso un stretto passaggio nella roccia entriamo prima in quella di Port Miou, poi una rapida visita alla Calanque des Pins e infine gettiamo l'ancora nella più pittoresca: la Calanque d'En Vau, formata da altissime ed aggettanti pareti che strapiombano in mare. Portate due cime a terra, che fisso ad altrattanti spuntoni di roccia, ci godiamo il posto. Verso sera assistiamo ad uno spettacolo d'eccezione: il tuffo di testa da un'altezza di almeno 60 metri da parte di un atleta ripreso per l'occasione da una troupe televisiva.  Mozza fiato!!!!

(Giornale di bordo)

giovedì 8 settembre 2016

Porquerolles - Bandol


La nostra rotta procede verso ovest anche se oggi soffia il Mistral. Superiamo a motore il Cap Rousset e il Phare Jeaune Garde. Usciti dal ridosso il Mistral soffia regolare tra i 20 e i 25 nodi. Quando c'è vento occorre prestare sempre molta attenzione al superamento del massiccio Capo Sicié dove si forma una pericolosa onda incrociata. Il portolano dice che in queste condizioni occorre passarvi almeno ad un miglio di distanza. Per questo, dovendo risalire di bolina, faccio un lunghissimo bordo verso il mare aperto e poi un altrettanto lunghissimo bordo che ci permette di superare bene il Capo e raggiungere le Iles d'Embiez. Una navigazione divertente. L'equipaggio assorbe bene gli scossoni e Habibti taglia le onde al mascone come se fossero burro. Alle 17.30 entriamo nel porto di Bandol.

(Giornale di bordo)

mercoledì 7 settembre 2016

Saint Tropez - Porquerolles


Prima di salpare riforniamo la cambusa. Al mercato del pesce compro due tranci di tonno e dei gamberoni che cucinerò questa sera. All'uscita del porto incrociamo "Petite Syrah". Daron ci dice che hanno trascorso una notte movimentata in rada. Effettivamente il mare è piuttosto formato. Abbiamo il vento al gran lasco ed è una goduria veleggiare verso les Iles de Hyeres anche conosciute come le Porquerolles. Un piccolo arcipelago non lontano da Tolone. La prima che troviamo sulla nostra rotta è l'Ile du Levant, poi le più piccole Ile de Port Cros e Ile de Bagaud e infine Porquerolles, la più rinomata. Anche qui ormeggiamo in porto e facciamo due passi nel caratteristico paese. Aperitivo (Ricard) d'obbligo e poi luculliana cena a base di pesce a bordo.

(Giornale di bordo)

martedì 6 settembre 2016

Port Camille Rayon - Saint Tropez


Lasciamo il porto alle 10. C'è un bel sole e il mare è calmo. Costeggiamo l'Ile Saint Honorat sulla quale si trova un vecchio convento. La costa in questo tratto è costellata da numerosi centri abitati. Superiamo una serie di capi e di anse dove, a parte quella d'Agay, non ci sono grandi ridossi. Noi intendiamo raggiungere Saint Tropez dove arriviamo alle 13,25. Ci assegnano un posto tranquillo in banchina. Scendiamo a terra e ci perdiamo tra vicoli e negozi. Fa caldo e solo verso sera il paese si svuota dai turisti. Ceniamo in barca: assortimento di formaggi e vino all'altezza della situazione.
(Giornale di bordo)

lunedì 5 settembre 2016

Antibes - Port Camille Rayon


Le previsioni annunciano vento forte da est per la notte. Philippe mi ha spiegato che in questa zona solitamente il vento forte in questa stagione arriva o da est o da ovest e che il primo è molto più fastidioso del secondo. Decido quindi di passare la notte nel non lontano Port Camille Rayon, vicino a Cannes, dove ho trovato posto. Ma prima facciamo una veleggiata fermandoci per pranzo alle Iles des Lérins, in particolare davanti a Port Royale all'Ile Sainte Marguerite. Alle 18 siamo al marina, che è piuttosto impersonale ma ben ridossato.

(Giornale di bordo)