martedì 4 ottobre 2022
Bodrum
lunedì 3 ottobre 2022
Bodrum
domenica 2 ottobre 2022
Kucuk Adasi - Bodrum
sabato 1 ottobre 2022
Pserimos - Kucuc Adasi
venerdì 30 settembre 2022
Kos - Pserimos
giovedì 29 settembre 2022
Kos
All'alba facciamo una lunga camminata fino al capo nordorientale di Kos. Una decina di chilometri tra andata e ritorno. Alle 8.30 siamo nuovamente in barca e, dopo una doccia e colazione, verso le 10 affittiamo un motorino con il quale andremo alla scoperta dell'isola. A Kos, negli anni, mi sono già fermato diverse volte. Una quindicina di anni fa anche Nausicaa, la mia precedente barca, era rimasta ormeggiata qui per alcuni mesi. Tuttavia non avevo mai approfittato di queste soste per dedicarmi a conoscere un po' meglio il resto dell'isola. Il motorino è uno scooter con un motore di 150 di cilindrata con una buona ripresa. Per prima cosa andiamo in un negozio di biciclette poco fuori città dove compriamo una pompa a mano. Uno strumento che a bordo ha sempre la sua utilità nel caso dovessimo gonfiare un parabordo o aggiungere un po' di pressione al vaso d'espansione. Quindi raggiungiamo Fokas Beach, dove si trova un complesso residenziale posto sull'estremità orientale dell'isola. Qui la strada asfaltata finisce e siamo obbligati a ritornare sui nostri passi. Girovaghiamo un poco alla ricerca di una strada secondaria che ci porti sul crinale della catena montuosa che separa il lato settentrionale dell'isola, piuttosto pianeggiante, da quello meridionale, caratterizzato da ripidi pendii a picco sul mare. Finalmente ne troviamo una che dopo alcuni chilometri diventa sterrata. Raggiungiamo così uno dei punti più elevati dell'isola dal quale si gode una vista spettacolare. Le pendici delle montagne che abbiamo appena attraversato sono ricoperte di conifere che emanano un forte profumo di resina. Ci godiamo un po' di refrigerio alla loro ombra. Sul crinale ci sono alcuni stazzi delimitati da recinti dentro ai quali pascolano greggi di pecore e capre. Tranne questi ultimi tutt'intorno non vediamo anima viva. Seguiamo una strada sterrata che dopo una quindicina di chilometri si immette in una stretta strada asfaltata immersa nella foresta che ci conduce fino all'abitato di Zia. Qui, lungo una ripida e dissestata salita, raggiungiamo una taverna con una terrazza panoramica su tutta la parte settentrionale dell'isola. I pochi altri avventori sono arrivati fin qui a piedi o a bordo di fuoristrada. Nel pomeriggio, lungo una strada a tornanti, ridiscendiamo verso il mare. Qui ci fermiamo da Hatziemmanouil, una winery dove effettuiamo una parca degustazione e compriamo qualche bottiglia. Verso sera ci dirigiamo verso Kefalos, il villaggio all'estremità sud occidentale dell'isola. Un paesino con un piccolo porto occupato per lo più da pescherecci nel quale vediamo ormeggiata un'unica barca a vela. Sulla strada del ritorno, dopo il tramonto, siamo obbligati ad indossare le giacche che avevamo portato con noi. L'aria è decisamente fresca. Restituiamo il motorino che è già buio. E' tutto impolverato e mi giustifico dicendo che è a causa di un breve tratto di strada sterrata che abbiamo dovuto percorrere per raggiungere una spiaggia. Di confessare che avevamo percorso le dissestate strade di montagna di Kos non me la sono sentita. Dobbiamo avere tutti e due un'aria piuttosto sfatta. Infatti, passando a piedi davanti ad uno dei ristoranti sul lungo mare rientrando al Marina il proprietario, appoggiato alla veranda del locale, ci dice: "Hi guys!! You had a very long day, isn't it?". Il che la dice tutta sul nostro aspetto. Dopo una doccia ristoratrice trascorriamo la serata su Habibti gustandoci una bottiglia di vino bianco fresco e delle tartine con delle uova di lompo. La degna fine di una bellissima e stancante giornata.
(Giornale di bordo)
mercoledì 28 settembre 2022
Mersincik - Kos
martedì 27 settembre 2022
Ginyap Koyu - Mersincik
lunedì 26 settembre 2022
Datca - Ginyap Koyu
domenica 25 settembre 2022
Selimiye - Datca
sabato 24 settembre 2022
Kuyulu Buku - Selimiye
venerdì 23 settembre 2022
Çubucak - Kuyulu Buku
giovedì 22 settembre 2022
Kizkumu Koyu - Çubucak
mercoledì 21 settembre 2022
Kale Adasi - Kizkumu Koyu
martedì 20 settembre 2022
Sig Koyu - Kale Adasi
lunedì 19 settembre 2022
Bulgaz Koyu - Sig Koyu
domenica 18 settembre 2022
Pedi (Symi) - Bulgaz Koyu
Dopo un bel sonno e una sveglia mattutina scendiamo a terra. Passeggiando passiamo accanto alla chiesa di Pedi. E' domenica e stanno officiando la messa. Entriamo e assistiamo a tutta la funzione al termine della quale ci viene offerto un pezzo di una focaccia dolce che il pope aveva precedentemente benedetto. Immaginiamo che per gli ortodossi sia considerato come una specie di ostia per la comunione. Facciamo un po' di spesa in un negozio e rientriamo in barca. Cucino un sugo al pomodoro al quale aggiungo la carne bianca degli scorfani che precedente avevo fatto bollire. Una volta pronto lo metto in frigo. Poi lasciamo Pedi alla volta di Bozburun. Qui ci attende Umit, l'amico turco conosciuto anni fa ad Asmalikoy, nel Mar di Marmara e che ogni anno incontriamo da queste parti. La traversata di una decina di miglia, data l'assoluta assenza di vento, la effettuiamo a motore. Il vento si alza improvvisamente proprio nel momento in cui stiamo entrando nella baia di Bozburun, ma ormai è inutile aprire le vele essendo di fatto giunti a destinazione. La barca di Umit è alla fonda a Bulgaz Koyu, un'insenatura ben ridossata dove ci eravamo già fermati lo scorso anno. Come al solito ci accoglie calorosamente insieme a Paris, il suo amato Yorkshire. Quest'anno ci attende anche un'altra novità: la scorsa settimana, infatti, si è sposato con Aicha, una bella signora quarantenne conosciuta a Bozburun lo scorso inverno. Trascorriamo con loro tutto il pomeriggio. Umit ci dice che hanno deciso di mettere in vendita la barca e con il ricavato comprare un camper sul quale trasferirsi a vivere. Non vuole imporre la vita su una barca alla moglie, ma entrambi non vogliono rinunciare ad una vita nomade, per loro simbolo di libertà. Una scelta ponderata, quella di Umit e Aicha che preferiscono vivere così piuttosto che nella loro casa ad Istanbul. Ceniamo insieme. Preparo degli spaghetti alla puttanesca, mentre Aicha un'insalata con tutte le verdure possibili ed immaginabili. La serata a bordo è gradevolissima. La conversazione, che effettuiamo con l'ausilio di google translator dall'inglese al turco richiede i suoi tempi, ma è sempre varia ed interessante. Rientriamo su Habibti che è piuttosto tardi, almeno per noi che ormai ci siamo abituati ad andare a letto all'ora delle galline.
(Giornale di bordo)
sabato 17 settembre 2022
Nisos Alimia - Pedi (Symi)
venerdì 16 settembre 2022
Khalki - Nisos Alimia
Ci svegliamo presto. La notte è trascorsa tranquilla. La risacca, che qui ci hanno detto esserci spesso, non ci ha infastidito. In paese le varie attività iniziano di buon'ora e così verso le 8 scendiamo a terra per fare cambusa. Comprata un po' di frutta e di verdura, ci sediamo ad uno dei bar sul lungomare. Ordiniamo due spremute d'arancia ad un inserviente che non brilla certo per la sua simpatia. Il charter di tedeschi accanto a noi parte verso le 9. Dopo una decina di minuti salpiamo anche noi. La meta odierna è la vicina isola di Nisos Alimia, che dista circa 5 miglia. Qui diamo fondo nella baia di Ay Yorgos, che prende il nome dal santo a cui è dedicata la piccola chiesa bianca che si trova nelle vicinanze. Alle spalle della baia c'è anche un un monastero ortodosso. Appartengono senz'altro ai monaci le capre che stanno brucando la rada vegetazione che si trova ai bordi della spiaggia. Inoltre, ben visibili sul crinale della montagna retrostante vi sono i resti dell'imponente fortezza costruita dai Cavalieri di Rodi alla fine del 1400. Scendiamo a terra e raggiungiamo a piedi la chiesetta. Poco lontano da quest'ultima, seduto ad un tavolino posto all'ombra di alcuni alberi incontriamo l'equipaggio di una delle barche trovate nella baia al nostro arrivo: sono tre francesi che ci chiedono alcune informazioni su ciò che resta di alcuni baraccamenti sulle cui mura ci intravedono delle scritte in italiano. In effetti, Alimia, come le altre isole del Dodecanneso, divenne un possedimento italiano nel 1912 dopo la guerra italo-turca. In considerazione della sua particolare conformazione e della profondità dei fondali gli italiani vi stabilirono una base che ospitava dei sommergibili. I baraccamenti, per i militari della Regia Marina, risalgono a quel periodo. Nel 1948 l'isola divenne greca, ma cominciò gradualmente a spopolarsi fino a diventare completamente disabitata verso la fine degli anni '70. Ancora oggi, tranne i pochi monaci del monastero, non ci vive nessuno. Ritornati in barca ci spostiamo in una baia limitrofa e seguendo il suggerimento dell'amico Riccardo leghiamo la nostra cima d'ormeggio ad un'enorme e pesante gomena segnalata da un gavitello. Un volta sceso in acqua per verificare la solidità dell'ancoraggio ho una sorpresa davvero straordinaria. La gomena, infatti, è fissata saldamente al relitto di un piccolo sottomarino che giace ad una quindicina di metri di profondità proprio sotto di noi. Si tratta sicuramente di uno di quelli che erano stati affondati da un commando di sabotatori britannici durante il secondo conflitto mondiale. Avevamo letto questa storia sul web, ma mai avremmo pensato di imbatterci casualmente in uno di questi relitti. Verso la fine della mattinata danno fondo poco lontano da noi sia la barca dei francesi conosciuti a terra poco prima che quella con la bandiera svizzera che era ormeggiata accanto a noi a Khalki. Entrambe se ne andranno nel pomeriggio e per alcune ore restiamo completamente soli, padroni assoluti di questo luogo davvero magico. Solo al tramonto entra nella baia un peschereccio che vedo dirigersi verso il nostro gavitello. Convinto che sia di sua proprietà mi appresto a lasciargli il posto, ma prima che ciò avvenga uno dei pescatori mi fa capire a gesti che il peschereccio intende accostarsi a noi. Ed è così che conosciamo Kiriakos, il comandante, un signore greco sulla settantina e Mohammad, l'altro membro dell'equipaggio, un siriano emigrato in Grecia anni fa a causa della guerra in corso nel suo paese. La modalità con cui conversiamo tra noi è molto particolare in quanto Kiriakos parla solo greco, mentre Mohammad conosce il greco ma non l'inglese. Pertanto il dialogo avviene in questo modo: io comunico con Tania in italiano, lei traduce a Mohammad in arabo e quest'ultimo riferisce a Kiriakos in greco e viceversa. Un sistema un po' complesso ma efficace. Veniamo così a sapere che entrambi vivono a Rodi, che è da una settimana che sono per mare, ma che purtroppo la pesca non sta dando buoni frutti. Nonostante ciò, per ricambiare la bottiglia di vino e i biscotti che gli avevamo offerto riceviamo in regalo un sacchetto contenente un branzino, due scorfani e altri pesci a noi sconosciuti con i quali Mohammed ci suggerisce di preparare una zuppa di cui ci da la ricetta. Trascorriamo conversando tutta la serata attingendo molte notizie relative a questa zona. Veniamo anche a sapere che il gavitello a cui siamo entrambi ormeggiati è stato messo da un'agenzia di Rodi le cui barche portano qui i turisti per vedere il sottostante sottomarino. Alle 21 ci diamo la buona notte. Domattina Kiriakos e Mohammed intendono partire prima dell'alba.
(Giornale di bordo)
















