CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







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sabato 3 agosto 2024

Cuore marinaio


Dal tanto amarti, mare,
il mio cuore è divenuto
marinaio.
E mi inizia a cantare
sui pennoni d'oro
della luna, nel vento.
Qui la voce, il canto.
il cuore lontano
dove risuonano i tuoi passi
lungo le rive del porto.
Dal tanto amarti, mare,
la tua assenza mi fa soffrire
fin quasi a farmi piangere.
Mare!
Ed è come se, all'improvviso,
fosse tutto chiaro.
Angeli nudi. angeli
di brezza e luce. Il canto
dell'acqua che danza
sarabanda di cristallo
Isole, onde, conchiglie.
Bianco grido di sale…
E il cuore, battito
dopo battito, dice Mare!"

(Merita Del Mar, Mare Verde)

 

martedì 13 febbraio 2024

L’incantamento


Guido io vorrei che tu e Lapo e io

fossimo presi per incantamento,

e messi in un vasel ch’ad ogni vento

per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna o altro tempo rio

non ci potesse dare impedimento,

anzi, vivendo sempre in un talento,

di stare insieme crescesse il disiò.

(Dante Alighieri, Poesie)

giovedì 20 luglio 2023

Mare verde


Dal tanto amarti, mare,
il mio cuore è divenuto
marinaio.
E mi inizia a cantare
sui pennoni d'oro
della luna, nel vento.
Qui la voce, il canto.
Il cuore lontano
dove risuonano i tuoi passi
lungo le rive del porto.
Dal tanto amarti, mare,
la tua assenza mi fa soffrire
fin quasi a farmi piangere.
Mare!
Ed è come se, all'improvviso, 
fosse tutto chiaro. 
Angeli nudi.
Angeli di brezza e luce. 
Il canto dell'acqua che danza
sarabanda di cristallo.
Isole, onde, conchiglie. 
Bianco grido di sale...
E il cuore, battito
dopo battito, dice Mare!

(Merita Del Mar, Mare verde)

mercoledì 5 luglio 2023

Se


Se fossi un marinaio
se qualcuno mi desse una barca,
ammainerei le mie vele ogni notte
nel porto azzurro dei tuoi occhi.

(Nizan Qabbani, Poesie)

giovedì 22 giugno 2023

Tutto questo e altro ancora



Il mare
E’ tutto quello che avremmo voluto fare
e non abbiamo mai fatto,
E’ chi ha voluto prendere la parola 
e non ha trovato la parola giusta,
Tutto quello che se ne è andato
senza rivelarci il suo segreto,
Quello che possiamo toccare e persino scavare
con il ferro senza mai raggiungerlo,
Quello che si è fatto onde
perché si cerca senza trovarsi,
Quello che è diventato schiuma
per non morire del tutto,
Quello che si è trasformato in scia di qualche secondo
per il gusto fondamentalmente dell’eterno,
Quello che avanza negli abissi
e non salirà mai in superficie,
Quello che sale in superficie 
e teme gli abissi,
Tutto questo e altro ancora,
Il mare.

(Jules Supervielle, Poesie)


Alba a Stromboli

(la foto non è mia)

sabato 3 giugno 2023

Battaglie

 


Ogni uomo ha due
battaglie da combattere;
in sogno lotta contro Dio;
e sveglio col mare.

(Antonio Machado, Campi di Castiglia)

mercoledì 25 gennaio 2023

Impeto e tempesta



Non c’è domanda che io ti possa fare
se mi rispondi sempre
che sei mare.
Del resto il nostro incontro
è stato vento,
vento che urlava
per strettoie e forre.
Mare che invade coste
e le sommerge,
furia, sudore, corpo a corpo.
Non siamo e non saremo mai
pace e silenzio, ferma calma,
la brezza dolce che accarezza
e passa.
Siamo fatti di carne, tu ed io
quella carne che uccide
e che germoglia.
Di pelle che trema per una carezza,
di scuotimenti improvvisi
e terremoti.
Siamo fatti di carne tu ed io
e di natura che non ha domande.

(Anneri Rossi, Poesie)

mercoledì 18 gennaio 2023

Insegnamenti



Ho bisogno del mare perché mi insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato 
circolo in qualche modo magnetico
nell’università delle acque.
Non sono solo le conchiglie triturate
come se qualche pianeta tremante
partecipasse lenta morte,
no, dal frammento ricostruisco il giorno,
da una raffica di sale le stalattiti
e da una cucchiaiata il Dio immenso.

(Pablo Neruda, Poesie)

giovedì 5 gennaio 2023

Spiaggiare


Sono stanco di andare controvento
Il sartiame non regge più 
L’antivegetativa si scrosta
E l’ossatura scricchiola.
Vorrei andare alla deriva
Cullato dall’ultima onda
Spiaggiare su un’isola di ricordi.

(Andreuccio, Poesie)

giovedì 30 giugno 2022

Marina


L’alba vinceva l’ora mattutina che fuggia innanzi, sì che di lontano conobbi il tremolar de la marina.

(Dante Alighieri, Divina Commedia)

martedì 21 giugno 2022

Blu


 

Mio blu -dicevi-

mio blu.

Lo sono.

E anche più del cielo.

Ovunque tu sia

io ti circondo.

(Janis Ritsos, Poesie)

giovedì 11 novembre 2021

Assenza


E quand’è sera
E non c'è il mare a distrarmi 
Sento il vuoto che hai lasciato. 
E bevo, fino a stordirmi 
E fumo la mia pipa, 
M'inebrio dei suoi profumi 
E salgo con il suo fumo, 
Con il mio mantello bianco, 
Leggero e morbido, caldo, rotondo 
Nido di cotone 
Mi siedo lì, in cima al mondo 
E ti vedo oltre l'orizzonte 
Che mi saluti con la mano.

(Anonimo, Poesie)

venerdì 10 luglio 2020

In perpetuo volo


Non so dove i gabbiani abbiano il nido
ove trovino pace.
Io son come loro 
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete 
la grande quiete marina,
ma il mio destino e' vivere
balenando in burrasca.

(Vincenzo Cardarelli, Gabbiani)

venerdì 20 dicembre 2019

Perle mediterranee


Baia sperduta; non piu' di venti barche a vela. 
Reti, parenti dei lenzuoli, stese ad asciugare. 
Tramonto. I vecchi guardano la partita al bar.
La cala azzurra prova a farsi turchina. 
Un gabbiano artiglia l'orizzonte prima
che si rapprenda. Dopo le otto e' deserto
il lungomare. Il blu irrompe nel confine 
oltre il quale prende fuoco una stella.

(Iosif Brodskij, Procida)

lunedì 16 dicembre 2019

Altri mondi


Il sole porta il giorno ad altri mondi
Silenziosa sale la luna nel deserto orizzonte
E getta, penetrando le tenebre profonde,
Un velo trasparente sulla fronte della notte. 
Il mare innamorato di questi lidi tranquilli 
Calma baciandone i lembi gli ardori violenti 
E stringendo in un abbraccio i golfi e le isole 
D'un umido respiro ne rinfresca le rive. 
Adesso sotto il cielo ci si riposa o si ama
L'onda che si dondola viene a dormire sulla riva 
Il fiore dorme sullo stelo e sotto la volta della notte 
Perfino la natura si raccoglie e si addormenta. 
E noi sulle dolci pendici di questi verdi Elisi 
Su queste sponde ove amore avrebbe nascosto il suo Eden 
Nel murmure dolente delle onde placate 
Nei raggi addormentati dell'astro elisio. 

(Alphonse de Lamartine, Ischia)

mercoledì 11 dicembre 2019

Se avessi una barca


Il tuo corpo nudo e' un'isola
scomposta in fondo al mare.
Ecco.
Se avessi una barca
per spingermi fino a te
una barca che avanzasse con le grandi vele,
gonfie e bianche:
per arrivare a te
dove tu giaci
inquieto, verde,
isolato.

(Nuala Ni Dhomhnaill, Isola)

martedì 26 novembre 2019

A Hugues Crevaliers


Nell’isola del Pirata è questo il coro
Che si leva intorno ai fuochi della veglia,
Queste le note che riecheggian per le rupi,
Che a quelle orecchie rozze risuonan come un canto!
Narra ciascun dei molti e molti pericoli notturni
E già si chiede dove sarà il prossimo bottino:
Dove, non ha importanza, ché a questo pensa il Capo.
E quel che tocca a lor è non fallire il colpo.
Ma chi è mai questo Capo? Per ogni lido il nome suo
Fama ha tremenda: altro quelli non chiedono né sanno.
Egli si unisce a lor solo per comandare;
Rare le sue parole, ma acuto è l’occhio e pronto è il braccio.
Obbediscono tutti e in fretta se ne vanno,
Pronti a solcar ancora, e così presto, la distesa marina:
Né alcuno sa rammaricarsi perché è Conrad il capo dell’impresa,
E chi mai contrastar oserebbe le decisioni sue?
Quell’uomo solitario e misterioso,
Raro al sorriso è raro anche al sospiro,
Il cui nome anche i più fieri della ciurma fa tremare,
E quei volti abbronzati rende smorti,
E su di lor sa imporsi con quell’arte dell’imperio
Che confonde, domina e ogni cuor raggela.

(Lord Byron, Il corsaro)

mercoledì 3 luglio 2019

Marinaio in terra


Il mare. La mare.
Il mare. Solo il mare!
Perche' mi portasti, padre,
nella citta'?
Perche' mi allontanasti,
dal mare?
Nei sogni, la mareggiata
mi tira per il cuore.
Se lo vorrebbe portare via.
Padre, perche' mi portasti,
Qua?

(Rafael Alberti, Marinaio a terra)

mercoledì 29 maggio 2019

Argonautiche



La rupe scoscesa che dall'alto incombe
sporgendo coi suoi nudi crepacci,
si spinge dentro il mare
e di sotto, nel cavo, freme l'onda azzurra.
La' sedendo alcune fanciulle ammaliano i mortali
che all'udirle non vogliono piu' tornare.
Piacque allora a Minii di conoscere il canto delle sirene
e non vollero sottrarsi a quella funesta melodia
e dalle mani avevano gia' lasciato andare i remi 
e Aneo aveva messo la prora verso l'alto promontorio,
ma io tra le mie mani tesi la corda della lira,
infusi su ispirazione di mia madre
la piacevole armonia di un canto.
Intonavo con dolce melodia un inno divino.,
di come un tempo contesero,
per i cavalli dai piedi veloci come il turbine.
Zeus dall'alto tuono
e il marino scuotitore della terra
adirato con il padre Zeus il signore dalla nera chioma
percosse la terra Licaonia col suo tridente d'oro
e la disperse celermente sul mare infinito
per formare le isole marine che hanno nome
Sardegna, Eubea e poi ancora Cipro ventosa.
Allora al suono della mia cetra stupirono le sirene
dall'alto della rupe cessarono il loro canto.
Si lasciarono cadere di mano
l'una il flauto l'altra la lira,
ed emisero angosciosi gemiti
perche' era giunto il triste destino della morte fatale.
Dalla rupe scoscesa si gettarono
nell'abisso del mare ondoso.
E in pietra mutarono il corpo e la loro fiera bellezza.

(Argonautiche orfiche, 1265-90)

mercoledì 22 maggio 2019

Le figlie di Melpomene



Le sirene erano figlie di Acheloo e di una delle Muse,
Melpomene; si chiamavano Pisinoe, Aglaope e Telepsia.
Una di esse suonava la cetra, la seconda cantava,
la terza suonava l'aulo:
con questa musica persuadevano i navigatori a fermarsi.
Dalle cosce in giu' esse avevano la forma di uccelli.
Una profezia diceva che le sirene sarebbero morte 
se una nave riusciva a passare:
ed esse infatti morirono.

(Apollodoro, Epitome VII)