Abbiamo lasciato Vathi verso le 8.30. Sto aspettando conferma da un negozio di ferramenta di Sami se riescono a reperire una bombola di Campingaz. Per essere certo che abbiano capito esattamente cosa cerco gli mando una foto via whatsapp. Mi richiamano dopo un’oretta dicendomi che purtroppo non ne hanno trovate. O meglio, che in città le hanno terminate e che quelle nuove arriveranno fra una settimana. La notizia non è positiva, ma almeno abbiamo evitato di andare a Sami inutilmente. La mattinata è calma e ridiscendiamo a motore la costa orientale di Itaca. Un po’ di venticello si alza solo poco prima che entrassimo nell’ampia baia di Antisamos, a Cefalonia. Quella sulla quale hanno girato alcune scene del film “Il mandolino del Capitano Corelli”, tanto per intenderci. La spiaggia della baia è formata da ciotolini bianchi e alle sue spalle c’è un vero e proprio anfiteatro di rilievi totalmente ricoperti di vegetazione. I fondali sono abbastanza profondi, ma riusciamo a dare fondo nella parte meridionale della baia dove risalgono un poco. Le poche barche che vi troviamo se ne vanno e per un po’ rimaniamo totalmente soli. Sarebbe un ambiente selvaggio. Peccato per il grande stabilimento balneare che occupa la quasi totalità della spiaggia. Da qui partono le solite moto d’acqua e nel tardo pomeriggio mettono anche della musica con dei bassi a palla. Per fortuna noi siamo parecchio distanti e la cosa non ci infastidisce. Mano a mano nel corso della giornata arrivano nuove barche. Molte di queste si fermano il tempo che gli equipaggi facciano un bagno e poi ripartono. Un caicco con una famiglia di italiani a bordo resta discreto un paio di centinaio di metri davanti a noi. Ceniamo presto. Non vogliamo tardare ad andare a letto. Domani vorremmo partire presto. Ci attendono poco meno di 45 miglia per arrivare a Katakolon, la nostra prima tappa nel Peloponneso.
(Giornale di bordo)






























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