Una giornata di riposo ci voleva. Dopo essermi svegliato alle 7, ho deciso di restarmene in cuccetta e mi sono riaddormentato fino alle 10. A quell’ora ha ormeggiato accanto a noi un un Oceanis di 47 piedi con due signori francesi a bordo. Sono partiti da Olbia alcuni giorni fa e sono diretti in Montenegro. Oggi si voleva fare un po’ di bucato, ma si è scoperto che nè in porto nè tanto meno in paese c’è una lavanderia. Per trovarne una occorrerebbe andare in un paese vicino. Così Tania ha deciso di fare il bucato a mano. Cosa che le ha preso un bel po’ di tempo. Abbiamo constatato che i servizi offerti dal porto di Santa Maria di Leuca sono piuttosto scadenti. In particolare sia i bagni che le docce lasciano alquanto a desiderare. Avevamo un ricordo molto più positivo di questo porto che durante il nostro ultimo passaggio una decina di anni fa avevamo trovato molto più accogliente. Ci spiegano che ciò dipende dal fatto che il porto sta vivendo un periodo piuttosto complicato, tanto che è stato addirittura commissariato. Anche qui, poi, sono in attesa del prossimo bando europeo per la nuova concessione. Il risultato è che attualmente nessuno fa più investimenti per migliorare la struttura. Nel pomeriggio arriva Herwart, il gioviale tedesco conosciuto l’altro giorno a Crotone, a bordo del suo ketch. Facciamo due passi in paese dove ci fermiamo da Martinucci a prendere due buonissime granite. Passeggiando ammiriamo le numerose ville costruite dai possidenti della zona nell’800. Alcune sono ben intrattenute, altre un po’ fatiscenti. Di certo sono molto particolari nel loro stile. Sembra che a progettarle siano stati due architetti e un ingegnere che nel ricevere il mandato si sono sbizzarriti nel cercare di progettare l’uno un edificio più originale dell’altro. Ciò rappresentava anche una sorta di competizione tra i vari committenti. Oggi, ci spiega un signore del posto, mantenere tali edifici è diventato molto dispendioso e non tutti i proprietari hanno più i mezzi per provvedervi. Di qui il degrado di alcuni edifici. La serata l’abbiamo trascorsa a chiacchierare con Herwart in pozzetto. Ha modificato il suo programma originario. Infatti, non andrà più in Grecia bensì in Croazia dove, ci dice, da giovane aveva navigato insieme al padre, ai tempi della Jugoslavia di Tito. Abbiamo trascorso una serata molto gradevole, a conferma che in mare si incontrano spesso persone molto interessanti.
(Giornale di bordo)













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