Un romanzo di solito arriva come un’onda: guardi il mare piatto, percepisci qualcosa all’orizzonte, un movimento, poi l’acqua che si gonfia e s’avvicina e fa la spuma. A quel punto, se sei svelto e hai una buona tavola da surf, ci monti sopra e ti fai investire dall’emozione; altrimenti la lasci infrangere. Questa volta invece il mio romanzo è arrivato zoppicando alle dieci e trentacinque di ieri mattina e ha suonato il campanello. Il suo nome, manco a farlo apposta, era “ Oceano”.
(Francesco Vidotto, Oceano)

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