CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







venerdì 15 maggio 2026

Fossanova e Terracina


Altro giorno ormeggiati a Gaeta. Mentre Tania e Flavia erano in giro per compere, con Sandro abbiamo fatto un salto al cantiere limitrofo alla Base Nautica Flavio Gioia dove siamo ormeggiati. Si tratta di un grande cantiere che ha l’aspetto di essere molto bene organizzato. Alcune barche erano davvero importanti: un paio di Swann, alcune barche ultra moderne e sofisticate da regata, ma soprattutto abbiamo visto in invaso il bellissimo “Skagerrak”, uno yawl di 27 metri in legno. La sua storia è interessante: nel 1939 la Marina da guerra tedesca ordinò la costruzione di uno yacht per l’addestramento velico dei suoi futuri ufficiali e, si racconta, per partecipare alla America’s Cup. Il nome inizialmente proposto fu sostituito con quello commemorativo della maggiore battaglia navale della prima guerra mondiale, dai tedeschi detta dello Skagerrak e dagli altri dello Jutland. Il cambio del nome sarebbe stato caldeggiato, se non proprio imposto dal comandante supremo della marina tedesca, Erich Raeder, che si era da giovane trovato su una delle navi impegnate nella battaglia sopra ricordata. Del tutto leggendari, invece, l’intervento di Raeder stesso affinché lo yacht fosse reso più adatto alla crociera che alla didattica nautica e, ancor più, l’uso che Hitler ne avrebbe in seguito fatto. Il progetto di Skagerrak era stato affidato a Erik Rasmussen e la costruzione fu fatta nel cantiere da lui aperto con Georg Abeking. Sebbene sia rimasto per tutta la durata del secondo conflitto mondiale nelle acque di Kiel, Skagerrak è miracolosamente sfuggito alla distruzione e al momento della resa della Germania è stato confiscato come preda bellica. Messo in vendita, fu acquistato da un ricco ufficiale inglese, che lo tenne fino al 1958. Due anni dopo, però, batteva bandiera cilena per l’effetto dell’acquisto da parte di uno degli armatori che se lo sono passato in rapida successione, prima che l’ultimo di loro lo cedesse ad un appassionato professionista di Formia che tuttora lo detiene. Attualmente è oggetto di alcuni lavori di restauro. Una barca dalle linee meravigliose. Terminato il giro in cantiere ci siamo trasferiti sul limitrofo lungo mare dove abbiamo visto transitare la settima tappa del Giro d’Italia che oggi transitava proprio a Gaeta. Una volta riaperta la circolazione alle auto, risalendo la via Appia verso Itri ci siamo fermati alla Cantina Monti Cecubi, dove producono il vino preferito e decantato nei suoi poemi da Quinto Orazio Flacco, celebre poeta latino del I secolo a. C., il Caecubum. Quello bianco è un mix del 50% di Falanghina e un 50% di Fiano, e quello rosso al 100% di Serpe, un’uva locale. Purtroppo però abbiamo trovato l’azienda chiusa, nonostante al telefono il proprietario ci avesse assicurato che l’ufficio vendite fosse aperto fino al tardo pomeriggio. Senza vino al seguito siamo partiti per Fossanova dove abbiamo visitato il bellissimo borgo in cui si trova l’omonima Abbazia. Di qui ci siamo trasferiti a visitare l’antico borgo di Terracina che, tuttavia ci ha un po’ deluso. Sulla strada del ritorno ci siamo imbattuti in un temporale come da tempo non ne vedevo. Acqua a catinelle, strade allagate e traffico a tratti paralizzato. Non è durato molto e, dopo aver atteso in auto che smettesse, ce ne siamo tornati in barca dove abbiamo trascorso la serata.

(Giornale di bordo)

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