CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 9 maggio 2026

Riva di Traiano - Nettuno


Sveglia alle 5.15. Ci attendono 55 miglia per arrivare al Marina di Nettuno. I nostri amici vogliono partire presto per avere un ampio margine di tempo a disposizione. La cosa va bene anche a noi. E così alle 6 usciamo dal Marina di Riva di Traiano. Come al solito mi tengo a debita distanza da Capo Linaro e dalle sue secche. Si smotora per un paio d’ore, poi entra un bel venticello da est sugli 11 nodi. Apro il genoa e avanziamo così per un’altra oretta. Avvicinandoci a Fiumicino il vento molla nuovamente e transitiamo davanti a Fiumara in una calma piatta. Essendo sabato davanti ad Ostia ci sono in giro molte barche che però, con l’assenza di vento, si spostano molto molto lentamente. Il mare, alla foce del Tevere, è sempre di un colore grigio-marroncino tristissimo. In più emana un odore piuttosto sgradevole. Scendendo verso sud la situazione migliora, a parte la costa disseminata di orrende costruzioni. La bella notizia è che arriva nuovamente il vento che questa volta soffia da est. Non supera gli 11 nodi, ma con il gennaker Habibti tocca quasi gli 8 nodi. I nostri amici ci precedono e lentamente ci distanziano. Oltre alle vele aperte avanzano anche con il motore. Noi siamo più integralisti e il motore lo accendiamo solo giunti davanti ad Anzio. Entrati nel Marina di Nettuno andiamo direttamente al distributore rabboccando il serbatoio per fare il pieno. Poi ci spostiamo al pontile A dove ormeggiamo. In serata facciamo due passi in paese che proprio in questi giorni festeggia la Madonna delle Grazie con processioni e fiaccolate. La sua statua in legno è esposta nella Chiesa di San Giovanni. Pare che la statua giunse qui via mare nel 1550 probabilmente dall’Inghilterra per sfuggire alla distruzione durante lo scisma anglicano. Leggenda narra di una nave diretta a Napoli bloccata da una tempesta davanti a Torre Astura, che sbarcò l’effige a Nettuno. Si è cenato alla ristopescheria “Da Teresa”. Nostra tappa immancabile nelle nostre soste a Nettuno. Il locale è stato totalmente ristrutturato dall’ultima volta che siamo stati qui. Ha perso la “veracità” di un tempo, ma la cucina resta al top.

(Giornale di bordo)

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