CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







sabato 16 maggio 2026

Gaeta


Giornata molto ventosa. L’anemometro in porto ha segnato 26 nodi. Il vento proveniva da ovest e affacciandosi dietro al ridosso offerto dalla cittadina il moto ondoso in mare aperto era abbastanza importante. La decisione di aspettare a Gaeta il passaggio della perturbazione è stata azzeccata. Abbiamo scoperto che in porto vi sono un Hallberg Rassy 342 e una sorellina di Habibti. È il primo 372 che incrociamo in tanti anni di navigazione. Si chiama “Suakinblu”. La ricerca di una edizione aggiornata del portolano dell’Italia meridionale di Rod Heikell non ha avuto successo. Per il momento mi dovrò accontentare di quella che ho a bordo e che risale al 2011. Si è fatta una passeggiata, prima lungo via dell’Indipendenza, dalla caratteristica struttura simile a quella dei carruggi liguri, e poi nella parte medievale del paese dove si sono visti dei begli scorci sull’ampio golfo che include anche Formia. Le miglia da fare prima di arrivare a destinazione sono ancora molte e quindi credo che nei prossimi giorni cercheremo  di ottimizzare al massimo le soste e di eliminare qualche passaggio originariamente previsto, tipo quello alle isole Eolie.  Il brutto tempo di questi ultimi giorni ci ha un po’ rallentati. Inoltre preferisco attardarmi nel tratto di navigazione in Grecia, piuttosto che lungo la Penisola. Sì è cenato a bordo di Waikiki.

(Giornale di bordo)

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