La giornata si presenta bene. Nel corso della notte il vento è diminuito e stamattina ce la prendiamo comoda per lasciare che il moto ondoso nel Canale di Otranto diminuisca un poco. Lasciamo l’ormeggio verso le 9.30, poco dopo “Sunny Boy”, del nostro amico Herwart. Apriamo le vele e di bolina larga mettiamo la prua verso Othoni, che dista 45 miglia. Avanziamo di buon passo per un paio d’ore, poi il vento diminuisce a 10 nodi e gira da nord-ovest. Apriamo il code 0. Navighiamo tra il traverso e il gran lasco per tutto il tragitto con il vento tra i 10 e i 12 nodi. Habibti mantiene una media di 7 nodi di velocità. Prima riprendiamo e poi superiamo il ketch di Herwart, che poi ci dice di aver usato di tanto in tanto anche il motore. La navigazione è divertente, ma attenta. Per il code 0 siamo un po’ al limite. A 18 miglia dalla nostra destinazione cominciamo a vedere i contorni dell’isola che raggiungiamo verso le 18, ora greca. Diamo fondo nella baia davanti al paese in 4 metri d’acqua. Ci sono già alcune barche alla fonda. Dopo un po’ arriva anche il nostro amico tedesco che da ancora non lontano da noi. Facciamo il primo bagno della stagione. Messo il tender in acqua, mentre ci apprestiamo a scendere a terra, arrivano due grandi “ferri da stiro” che danno fondo mettendosi a pacchetto e suscitando le lamentele di tutti quanti. A me non va di innervosirmi. Alla fine, i due mastodonti portano una cima a terra e la situazione si normalizza. Ordiniamo due retsina e io un ouzo seduti ad un bar gustandoci il tramonto insieme a Herwart. Una volta sceso il buio la temperatura rinfresca. Rientriamo in barca e mangiamo qualcosa. Sono un po’ stanco. C’è però la soddisfazione di avere finalmente messo il piede in Grecia.
(Giornale di bordo)

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