Dopo una notte tranquilla in porto alle 8.45 salpiamo. Guardando la tabella delle correnti dello Stretto di Messina che danno la discendente a partire dalle 2 fino alle 10 del mattino con la punta massima verso le 6 decidiamo di passare la notte a Scilla. Il tempo è buono e il poco vento previsto ci fa optare per una notte in rada piuttosto che nel porto di Messina. Tanto più che ridiscendendo lo stretto sul lato calabrese le miglia per Roccella Ionica, la nostra prossima tappa, sono le stesse di quelle che percorreremmo partendo dal porto siciliano. Purtroppo è un’altra giornata tutta a motore. Fino a Capo Vaticano abbiamo avuto il vento sempre sul naso. Speravo che la sua direzione restasse invariata in modo da averlo di bolina larga nelle successive 25 miglia, invece niente. Dopo il Capo il vento è girato anche lui e abbiamo continuato ad averlo sul naso. Il lato positivo è che il mare era calmo. Arrivando nei pressi di Scilla si sono incontrate molte “feluche”, le caratteristiche barche per la pesca al pesce spada. Abbiamo dato fondo davanti alla spiaggia ad ovest del castello in 11 metri d’acqua. Accanto a noi un’unica barca a vela d’alluminio piuttosto trasandata. A bordo una sola persona. Probabilmente si tratta di un francese. Per tutto il pomeriggio si è ballato un pochino. La spiaggia, essendo domenica, era piena di gente. Molti facevano il bagno. Riceviamo un messaggio da Waikiki. Sandro e Flavia hanno raggiunto Stromboli. Il tramonto è stato spettacolare. Le Eolie si stagliavano all’orizzonte mentre una palla di fuoco arancione dietro di loro metteva in risalto le loro sagome. Per la prima volta abbiamo cenato in pozzetto. Con il calare del buio le luci del paese hanno contribuito a creare un’atmosfera magica. In definitiva, una sosta non comodissima ma che comunque meritava di essere fatta. Verso le 21 il poco vento è girato da sud e anche il rollio è parzialmente diminuito.
(Giornale di bordo)

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