CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







mercoledì 8 luglio 2026

Ormos Lefki (Elafonisos) - Monemvasia


Giornata perfetta per passare il temuto Capo Malea. Tempo splendido. Abbiamo lasciato Ormos Lefki con una totale calma di vento verso le 8. Man mano che ci si avvicinava al capo, nonostante queste condizioni di calma piatta, il vento non solo è salito a 11 nodi, ma ha anche cominciato a fare giri strani. Immaginarsi gli effetti che questo capo provoca con venti normali o peggio ancora sostenuti. L’equipaggio di “Smilla”, conosciuto a Porto Kagio e passato di qui qualche giorno fa, ci aveva detto che dalla quindicina di nodi con cui stavano veleggiando tranquillamente, in prossimità di Capo Malea è arrivata, improvvisa, una botta di 30 nodi. Fortunatamente non è stato il nostro caso. Infatti si è superato il passaggio in tutta tranquillità, tanto che si è avuto tutto il tempo di individuare lo scosceso e non evidente sentiero che, tra rocce e dirupi, conduce fino al monastero che si trova sulle sue pendici del capo. Come è tradizione si è fatto un ampio saluto ai monaci che ci vivono. Questi saranno stati impegnati nelle loro cose e sicuramente manco se ne saranno accorti, ma tant’è. Noi il nostro dovere lo abbiamo fatto. Già ad un miglio a nord, all’altezza del faro il poco vento era di nuovo sparito e la calma piatta ritornata. Poco prima di Monemvasia ho telefonato a Mateos, il titolare di un ristorante che fa anche un poco da harbour master per chiedergli se in porto c’era posto. Avendo ricevuto risposta affermativa, giunti a destinazione abbiamo ormeggiato con il suo aiuto nel bacino dove si trovano anche le barche dei pescatori locali. Approfittando della colonnina dell’acqua abbiamo fatto il pieno e dato una rapida sciacquata ad Habibti. In serata, accanto a noi ha ormeggiato un Hallberg Rassy 40. A bordo Roberto e i suoi due figli, Fabio e Niccolò, arrivati da Milos. Essendosi fatto tardi siamo andati a cena nel ristorante di Mateos. L’unico obolo, non richiesto, per il nostro soggiorno gratuito in porto. Sì è cenato bene e dopo si è preso un gelato in una vicina gelateria. Domani visiteremo la parte storica del paese, arroccato su un’isoletta unita alla terraferma da un piccolo itsmo.

(Giornale di bordo)

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