Alle lezioni pratiche di vela per la patente nautica della sezione di Roma della Lega Navale Italiana che si svolgevano a Fiumicino, c’era un ragazzo che arrivava fino sulla banchina con una Porsche ultimo modello, altre volte invece con un imponente fuoristrada. Considerando il suo tenore di vita, gli chiesi se una volta conseguito l’esame avrebbe acquistato una barca nuova. Quello, che si esprimeva in dialetto romanesco, rispose: “Sì, ma me sa che me la pjo a motore, ‘a barca a vela è scomoda, troppo lavoro de arzà ‘e vele. E poi ce so troppi feri, troppe corde, te le ritrovi dappertutto “.
(Roberto Soldatini, Carpathia)

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