I traghetti dopo 4 giorni hanno ripreso servizio, ma il vento resta ancora molto forte e il mare decisamente mosso. Si sono anche viste partire un paio di barche a vela dalla baia e arrivarne quattro o cinque. Tutte a motore con l’albero che brandeggiava tra le onde come il pendolo di un orologio. Francamente non ci sono ancora le condizioni che ti consentono di navigare in sicurezza senza mettere sotto stress l’attrezzatura. Infatti abbiamo notato che una delle barche che avevano ormeggiato in banchina ha rotto il genoa. Detto tutto. Così abbiamo accompagnato a piedi Laurence e Marc a Korissia dove hanno affittato nuovamente un motorino. Noi invece abbiamo preferito guardare, seduti nel dehors di un bar, le manovre del traghetto arrivato in mattinata e poi quelle di un catamarano con dei rumeni a bordo che hanno ormeggiato alla banchina di Korissia. Sorprende il fatto che non fossero nemmeno in grado di fare correttamente un nodo di bitta sulla galloccia. Mettersi per mare con le condìzioni odierne con questo grado di preparazione è incoscienza pura. Rientrati a Vourkari, abbiamo ritrovato i nostri amici nel pomeriggio e poi nuovamente la sera quando siamo andati a giocare a carte su “Temps libre” il loro Oceanis 41. Un’altra bella serata in compagnia.
(Giornale di bordo)

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