CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







martedì 3 novembre 2026

Palaia Epidavros

 

Nella notte il vento è girato e così anche la risacca ha smesso di dare fastidio. In mattinata, una dopo l’altra, le barche in porto se ne sono andate e siamo rimasti da soli con la coppia di polacchi che credo vivano sulla loro barca. Dopo aver comprato il pane al forno abbiamo raggiunto a piedi il supermercato AB, che si trova a circa tre chilometri fuori dal paese sul versante di una collina alle spalle del paese. L’interno di Palaia Epidavros è tutto un’aranceto e a tratti, camminando, ci arrivava un buon profumo di zagara. La vista dalla collina è molto bella. Spazia fino ad Aegina. Al ritorno Alex, un impiegato del supermercato ci ha gentilmente riaccompagnato in auto. Nel pomeriggio sono cominciate ad arrivare altre barche e poi, quando era già sceso il buio, anche una flottiglia che sta facendo una regata settimanale. Così anche stasera il porto è pieno zeppo. Ho cucinato le alici comprate ieri. Poi, verso sera, Tania è andata dal parrucchiere. In serata abbiamo guardato un film. Per domani ancora non abbiamo fatto programmi. Qui si sta bene e quindi di spostarci non ne ho una gran voglia. Tutti i posti nelle vicinanze li conosciamo già molto bene, quindi per noi, alla fine, stare fermi in un posto o in un altro non fa una grande differenza. E poi la speranza è che con questa settimana i charter smettano di lavorare e quindi l’auspicio è che prossimamente ci sia meno gente in giro. Vivere la barca quando si ha un periodo di vacanza limitato è completamente diverso da quando invece la si usa come abitazione, seppur temporanea. L’esigenza di spostarsi continuamente per vedere ogni giorno un posto diverso scompare. Tutto assume un’altra dimensione. Più lente. È una sensazione davvero gradevole che ci appaga tanto quanto navigare tutto il tempo.

(Giornale di bordo)

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