CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







giovedì 26 febbraio 2026

Prometeica sfida


Se avvicinate all’orecchio i pensieri e le opere di Marx e Nietzsche sentite lo sciabordio del mare in tempesta o il tuoneggiare dei temporali che accompagnano l’incedere romantico; nella loro opera si avverte quell’ondeggiare maestoso e perenne, quell’inquieto universo che lascia alle spalle la terraferma e si avventura nell’ignoto. Ora agitato ora calmo, il mare ingoia tutto e il suo contrario, si fa spettacolare quando è impetuoso, come avevano realmente sperimentato nei giorni precedenti il loro incontro i due argonauti del pensiero attraversando il Mediterraneo e patendo le burrasche nella traversata. Salpare dai lidi protetti e avventurarsi fu la loro sorte e il compito del loro pensiero, protesi verso l’inconosciuto e l’intentato; quel mare lucente sotto il sole e brillante sotto la luna, spettacolo diurno e notturno che suscita pensieri di libertà e necessità. Quel mare senza sponde non si accontenta del finito perché rappresenta e vuole l’infinito, non si accontenta del bello perché esprime e ricerca il sublime, a costo di affrontare la tempesta. Davanti al mare, Karl studiava la rotta e invece Fritz si esaltava per l’avventura nell’ignoto. “Abbiamo lasciato la terra e ci siamo imbarcati sulla nave!” aveva annunciato Nietzsche nella Gaia scienza. “Abbiamo tagliato i ponti alle nostre spalle - e non è tutto: abbiamo tagliato la terra dietro di noi. Ebbene, navicella! Guardati innanzi! Ai tuoi fianchi c’è l’Oceano: è vero, non sempre muggisce, talvolta la sua distesa è come seta e oro. Ma verranno momenti in cui saprai che è infinito e che non c’è niente di più spaventevole dell’infinito. Oh, quel misero uccello che si è sentito libero e urta ora nelle pareti di questa gabbia! Guai se ti coglie la nostalgia della terra, come se là ci fosse stata più libertà - e non esiste più terra alcuna!” Affiora l’invocazione romantica per eccellenza, l’infinito, la sfida alle stelle, quell’infinito inquieto e imperscrutabile di cui il mare è figurazione orizzontale. Quell’infinito che si oppone all’eterno accomuna Marx e Nietzsche nella loro prometeica sfida al mondo e agli dei, per dare un senso alla vita.

(Nietzsche e Marx si davano la mano, Marcello Veneziani)

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