Nel corso della notte, a partire dalle 3, fino a verso le 11 ha soffiato un forte vento da nord-est. Jacopo, il nostro vicino, si è dovuto alzare per tendere di più le trappe della barca alla sua destra che sotto i colpi delle raffiche scadeva troppo sulla sua. Anche stamattina me la sono presa comoda. Una volta che il vento è diminuito ho montato i due tendalino, sul boma e sopra l’osteriggio di prua. Il sole scalda parecchio e la temperatura dopo le prime ore della mattina diventa rovente. Per rinfrescarci di tanto in tanto ci facciamo una doccia fredda in pozzetto. La barca a vela con dei veneziani a bordo ormeggiata alla nostra altezza dall’altra parte del pontile se ne va. Sono piuttosto altezzosi e non salutano. Buon per loro! Sto leggendo un bel libro di Sylvain Tesson, “Un’estate con Omero”. Interessante. Si chiacchiera un po’ con Jacopo, persona riservata ma molto gradevole. La sua cagnolina Nina è un amore. Jacopo, che conosce bene la zona, ci dà qualche dritta per gli ancoraggi dei prossimi giorni. Alle 20 usciamo a cena. La scelta cade su una taverna davanti al Marina. Domani si salpa. La sosta a Kalamata, nonostante l’inconveniente di aver dovuto lasciare la banchina comunale su indicazione della Guardia Costiera, è stata piacevole. Caldo a parte.
(Giornale di bordo)

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