Questa mattina gran dormita. Il vento da nord-est ha rinfrescato l’aria, almeno fino alle 10. Tania, invece, è uscita presto per portare in lavanderia quelle poche cose che non siamo riusciti a lavare l’altro giorno. Abbiamo deciso di ripartire lunedì mattina, restando a Kalamata ancora domani. La settimana prossima, a parte un paio di giorni di relativa calma di vento, soffierà ancora. L’importante quindi sarà trovare qualche baia ben riparata per la notte. In zona non mancano, ma qui il vento fa giri un po’ strani e non è sempre detto che una baia che sulla carta pare ben ridossata poi lo risulti veramente. Abbiamo trascorso le ore più calde della giornata sulla veranda di uno dei locali che danno sul Marina. Le pale poste sul soffitto creavano un’aria molto piacevole. Così la giornata è trascorsa in un batter d’occhio. Ci siamo ritrovati che erano le 18 senza nemmeno accorgercene. Ho aspettato un’altra oretta, che il sole non fosse ancora così alto in cielo, per mettermi a cucinare delle seppie in umido. Ho provato una nuova ricetta. In serata in pozzetto si sta proprio bene. Il catamarano accanto a noi, partito in mattinata con un equipaggio di sole donne, tranne lo skipper, che avevano organizzato una festa di addio al nubilato a sorpresa per una loro amica è rientrato verso sera. Dimitris, skipper e proprietario del catamarano, è un ragazzo simpatico. Sistemata la barca se ne è andato insieme al gruppo. Il che ci ha permesso di trascorrere una serata tranquilla a bordo. Interessante la chiacchierata con Jacopo, il nostro vicino. Giornalista che ha conosciuto Beirut alla fine degli anni ‘80.
(Giornale di bordo)

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