CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







venerdì 26 giugno 2026

Kalamata


Come programmato lasciamo il Marina di Kalamata e un quarto d’ora più tardi diamo fondo davanti alla banchina comunale accanto al Dufour di Antonio e Rosella. È un’altra giornata caldissima, ma qui lo spazio tra le barche è maggiore e si respira un po’ di più. Tania va a fare un giro nella città vecchia. Io preferisco restare a bordo perché lasciare qui la barca incustodita non mi piace. Ne approfitto per scrivere un poco. Verso le 14 arriva un agente della Guardia Costiera e alle quattro o cinque barche a vela ormeggiate in banchina dice che se ne devono andare. Noi compresi. Aggiunge che possiamo spostarci in un’altra parte della banchina un po’ più sulla destra. Il problema, gli faccio notare, è che quella parte della banchina non solo è disastrata, ma c’è un terribile odore di gasolio. Il tipo resta inflessibile. Ci dice che dove siamo in questo momento è riservato ai grandi yacht che sono attesi tra oggi e domani. Non fosse che nei prossimi giorni è previsto vento forte ci sposteremmo in una delle baie a sud di Kalamata, invece siamo costretti a tornarcene un po’ con le pive nel sacco al Marina. Prima però, andiamo al grande supermercato vicino al porto a fare cambusa. Al Marina ormeggiamo accanto ad un Hallberg Rassy 342 di proprietà di Jacopo, un signore veneziano con il suo cane. Per cena ci scaldiamo una pizza. Questo caldo è davvero stancante, ma come si dice? Tutto questo fa parte del gioco.

(Giornale di bordo)

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