Domani vorremmo spostarci al porto comunale di Kalamata. Tranne domani, fino a lunedì è previsto vento molto forte da nord-est. Così, invece di spendere 56 euro a notte nel Marina, preferiamo spenderne 6, anche se senza acqua e elettricità, al porto comunale. Antonio, che sento al telefono, mi dice che a Kalamata la Guardia Costiera chiede, oltre all’e-tepai, anche il documento di ingresso in Grecia. Un’assurdità, visto che proveniamo da un paese UE e abbiamo bandiera italiana. Tuttavia, poiché ci è già capitato di scontrarci con la burocrazia di questo paese, considerato che il costo è di 15 euro facciamo questo documento nei loro uffici…. e non se ne parli più! A seguire, all’Autorità portuale paghiamo le tre notti di soggiorno: 19 euro. È quindi la volta di una sosta prima da Germanos e poi da Cosmote per capire come rinnovare sulla loro applicazione i nostri due abbonamenti telefonico e dati. Arriviamo nei due negozi verso le 13 è in entrambi il personale sembra più interessato alla andare a pranzo piuttosto che a fornirci le informazioni richieste. Con un po’ di insistenza, ma alla fine riusciamo ad ottenerle. Oggi fa davvero caldissimo. Cerchiamo un po’ di refrigerio sotto i tendoni della “Bistroteca”. Ci sediamo davanti ad uno dei ventilatori e ordiniamo due birre e un club sandwich. Ci riprendiamo un poco. Alle 15 Tania ha appuntamento dal parrucchiere e io me ne torno in barca, cercando di camminare il più possibile all’ombra degli alberi e delle case. Ciò non impedisce che arrivo nel Marina tutto sudato. Al suo interno non c’è un alito di vento e si boccheggia. Si comincia nuovamente a respirare dopo che il sole tramonta. Alle 20 ci ritroviamo con Antonio e Rosella in una taverna non lontana da porto. Trascorriamo una piacevolissima serata bevendo ouzo e mangiando dei buoni piatti greci un po’ inusuali con della buona musica a tenerci compagnia.
(Giornale di bordo)

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