Attendiamo che si alzi un po’ di vento prima di partire. Già nelle prime ore della mattinata si preannuncia un’altra calda giornata. Lasciamo Koroni verso le 10. Soffia un leggero sud-ovest sui 10 nodi. Mettiamo la prua su Kalamata che dista 14 miglia. Gradualmente il vento aumenta fino a 20 nodi che presi al gran lasco fanno viaggiare Habibti oltre i 6 nodi di velocità. Navigazione rilassata e divertente. Un po’ meno rilassante è invece l’entrata nel Marina. L’ingresso è piuttosto stretto e l’onda da sud-ovest non è il massimo in quanto la prendiamo al traverso. Sono quelle brevi situazioni nelle quali speri sempre che il motore non ti molli, perché la massicciata del molo sottoflutto è veramente troppo troppo vicina. Anche l’ormeggio con venti nodi al traverso richiede un po’ di attenzione. Lo spazio è il minimo sindacale e le trappe delle altre barche riducono ulteriormente lo spazio di manovra. Tuttavia, con un piccolo aiuto dell’elica di prua tutto va per il meglio. Accanto a noi un Oceanis 40 di una coppia di Bologna con la quale ci intratteniamo per un po’. Poi si presentano Antonio e Rossella, armatori di un bel Dufour 40, che incontriamo nuovamente in uno dei pochi spazi freschi di tutta Kalamata: la lavanderia self service nel centro della cittadina. Chiacchieriamo piacevolmente con loro fino a quando il bucato è lavato e asciugato. Una coppia davvero simpatica. Rimaniamo intesi che domani sera si cenerà insieme in qualche taverna del posto. Rientrati su Habibti, sistemiamo le varie cose a bordo e dopo aver cucinato gli spiedini di pollo comprati ieri a Koroni ci sediamo a tavola in pozzetto che sono le 23. Quando i nostri vicini rientrano in barca scambiamo ancora due chiacchiere anche con loro. Spegniamo la luce, piuttosto stanchi, alle 1.30 di notte. Speriamo almeno che le zanzare, che ci dicono essere qui piuttosto aggressive, ci facciano trascorrere una notte tranquilla.
(Giornale di bordo)

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