E alla fine abbiamo deciso di spostarci a Porto Gaios, a sud dell’Isola di Paxos. La previsione di trovarvi un sacco di barche si è rivelata sbagliata. O meglio, di barche se ne sono trovate tante, ma erano tutte ormeggiate sulla banchina davanti al paese. Arrivando verso le 9 abbiamo trovato posto su un pontile all’ingresso del fiordo sul quale di barche ce n’erano solo tre. Abbiamo dato fondo in 16 metri d’acqua filandone 50 prima di arrivare in banchina. Accanto a noi un charter di tedeschi. Carini. Con un paio di loro siamo scesi in paese, che dista circa mezzo chilometro. Ci hanno indicato un forno dove abbiamo comprato alcune “delicatessen”, poi ci siamo salutati. Oggi rientreranno a Lefkas. Facciamo due passi sul lungo mare, sempre molto bello, e poi ci sediamo “da Maria” a bere una bibita fresca seduti all’ombra. Fa un caldo bestiale. Quando rientriamo in barca dopo avere fatto un po’ di spesa troviamo ancora la barca dei tedeschi ormeggiata al pontile. Ci dicono che hanno l’ancora incastrata in una catenaria e di aver chiamato un sommozzatore per liberarla. Il sub arriva e possono salpare. Peccato che recuperando la loro catena con la loro ancora agganciano anche la mia linea di ancoraggio. Risultato, una volta liberata la mia catena sono costretto a diminuire da 50 a 40 i metri di calumo, sperando, a questo punto, che la mia ancora sia rimasta comunque esterna alla catenaria. Lo scopriremo domani mattina. Lo stesso inconveniente occorso ai tedeschi capita anche ad un charter di inglesi che ormeggiano per un’oretta accanto a noi nel pomeriggio. Loro, dopo un po’ di fatica, riescono a liberare la loro ancora da soli. Sul pontile c’è anche uno yacht con degli italiani a bordo. Con loro c’è Luciano, un comandante di Civitanova, non più giovane che viene discretamente a prendere conforto. Ci dice che l’armatore vuole fare lui il comandante della barca e ne combina più di Bertoldo. Vita di mare, vita da banchina. In serata è la volta di un charter di francesi. Li prevengo di dare fondo molto lontano dalla banchina per evitare di incappare anche loro nella catenaria, che purtroppo non è segnalata da nessuna parte. Speriamo vada bene anche a loro al momento di salpare domattina. In serata è venuto da noi Luciano, il deposto capitano dello yacht italiano. Una persona veramente carina, di quelle che fa piacere incontrare per mare.
(Giornale di bordo)

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