CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







martedì 9 giugno 2026

Parga - Preveza


Durante la notte si è ballato leggermente, ma si è dormito comunque bene. Alcuni dei nostri vicini salpano presto, compreso la coppia di italiani a bordo di un Grand Soleil 37 che ci avevano salutato ieri. Ci prepariamo con calma a partire anche noi. Il vento si solleverà solo verso mezzogiorno e non abbiamo fretta. Procediamo parallelamente alla costa lungo la quale vi sono alcune baie interessanti. Alcune sono occupate da barche alla fonda. Riprendiamo e superiamo un paio di barche a vela. Il vento al gran lasco sui 12 nodi fa camminare Habibti veloce, anche grazie al suo scafo perfettamente pulito. Alle 14 entriamo nel lungo canale segnalato da boe verdi e rosse che conduce a Preveza. Una mezz’oretta più tardi, dopo 30 miglia percorse, ormeggiamo in banchina. Troviamo posto dove solitamente ormeggiano le barche della compagnia di charter Istion. Ci aiuta nell’ormeggio Marco, un italiano di Padova che lavora per la compagnia. È estremamente gentile. Ci dice di usufruire liberamente dell’acqua della colonnina alle nostre spalle e che il soggiorno è gratuito. L’unica accortezza è di lasciare libero l’ormeggio per venerdì perché quel giorno rientreranno le loro barche per il cambio degli equipaggi. Il suo collega, Stavros, ci fa anche la cortesia di chiamare l’autobotte per rabboccare il serbatoio del gasolio. Fare rifornimento con l’autobotte si rivela molto più economico che farlo al distributore del Marina locale. Il prezzo è molto molto molto più economico di quello riscontrato in Italia l’ultima volta: 60 centesimi di meno al litro. Detto tutto! Non ci resta che andare in una lavanderia per fare un po’ di bucato. Se ne occupa Tania, mentre io lavo la barca. Poi si va a fare un po’ di spesa. Questa sosta ci ha permesso di essere nuovamente autonomi per un lungo periodo. Preveza è molto carina. Il lungomare è stato molto migliorato rispetto al nostro ultimo passaggio. La banchina di fronte all’area pedonale è piena di barche. Il nostro posto si rivela essere molto più spazioso, silenzioso e, in più, anche gratuito. Per cena decidiamo di andare da Kaixis Mermaid, una taverna segnalatoci dagli amici Roberto e Michele. Vi troviamo Luca e Sofia, la coppia di italiani del Grand Soleil 37, che scopriamo essere anche loro conoscenti di Roberto e Michele. Ci assicurano che la zuppa di seppie cotte nel vino, ouzo e con l’aggiunta di foglie di aneto è veramente ottima. La facciamo precedere da un saganaki e da delle polpette di zucchini fritte. Anche il “cannellino”, un liquore leggero a base di cannella, ouzo e mastikà offerto al termine del pasto dalla casa è ottimo. Tassos, il proprietario, ci ha preso in simpatia e arrotonda il conto che diventa davvero irrisorio, considerata la quantità, ma soprattutto la qualità del cibo che ci ha offerto. Scopriamo che il ponte di Lefkas non apre più ogni ora, ma solo quattro volte al giorno: alle 7.30, mezzogiorno, alle 18 e alle 22. Così decidiamo che domattina faremo una levataccia per farci trovare puntuali alla prima apertura. Rientrati su Habibti la prepariamo per una partenza antelucana.

(Giornale di bordo)

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