Sveglia alle 4.50. Vogliamo essere al ponte di Lefkas un po’ in anticipo rispetto alla sua apertura alle 7.30. Quella successiva sarà a mezzogiorno e poiché il ponte resta aperto solo una decina di minuti e di barche in giro ce ne sono davvero molte, vogliamo evitare di rischiare di trascorrere l’intera giornata in attesa di attraversarlo. Salpiamo verso le 5.15. C’è una corrente di quasi due nodi in direzione nord-sud. La percepisco immediatamente appena lascio le cime di ormeggio e la trappa. Nel canale, che percorriamo a motore mentre è ancora buio la velocità di Habibti è di due nodi superiore a quella massima. Arriviamo nella zona antistante al ponte alle 6.45. Ci mettiamo alla fonda in attesa di fronte alla fortezza veneziana. Alle nostre spalle, nei minuti che seguono arrivano alcune barche tra cui un grande yacht. Alle 7.30 il ponte si apre puntuale. Lo attraversiamo per primi incontrando una lunghissima fila di barche a vela che lo attraversano in senso opposto. Percorriamo le quasi due miglia del largo canale lasciandoci il Marina di Lefkas sulla destra. Usciti dal canale ci dirigiamo verso Nidri, un villaggio turistico su Lefkas dove intendiamo dare fondo in una baia laterale dal nome “Tranquility Bay”. Ormai, di tranquillo le è restato solo il nome, almeno in questo periodo dell’anno. Intorno a noi una distesa incredibile di alberi di barche a vela, molte alla fonda, ancor di più ormeggiate ai vari pontili di cui è piena la zona. Troviamo un posticino. I nostri vicini sono tranquilli, tranne un inglese e la moglie, entrambi di stazza piuttosto “importante”, che non appena qualcuno si avvicina alla loro barca per dare fondo vanno in escandescenze. Un paio di skipper si prendono anche qualche insulto. Uno decide di andarsene, l’altro manda gli inglesi a quel paese. Poi il solito circo del pomeriggio. Trascorriamo una giornata tranquilli, riposando anche un po’ vista la sveglia antelucana. Verso sera ci godiamo un tramonto bellissimo. Tutta la baia è tinta di rosso. Ceniamo in pozzetto: i gamberetti alla provenzale che cucino saranno un po’ ripetitivi come scelta ma sono sempre gustosissimi.
(Giornale di bordo)

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