Per la serie “non tutte le ciambelle escono col buco”, abbiamo scoperto che, per la seconda volta, ci hanno cancellato il volo per Roma. Questa volta è stata l’Aegean. Telefonando all’assistenza ci hanno proposto una triangolazione Atene-Catania-Roma in modo da poter prendere in tempo la successiva coincidenza per Torino questa sera. Tuttavia, non solo in giornata di scioperi questa triangolazione ci è parsa un po’ complicata, ma anche gli orari delle varie coincidenze erano troppo stretti. Così abbiamo deciso di partire domani mattina sulla normale tratta Atene-Roma-Torino. Questa decisione veniva presa questa mattina alle 7, ora italiana. Alle 8.30, invece, lasciamo l’ormeggio per dirigerci al “travel lift” per alare la barca. Una volta sistemata nel suo invaso la chiudiamo per bene e lasciamo copia delle chiavi al “Technical Department” del Marina. Se il diavolo non ci metterà la coda saremo nuovamente in acqua il 23 settembre. Lasciare la nostra Habibti è sempre una sensazione strana, ma il pensiero che fra un paio di mesi navigheremo ancora con lei per tutto l’autunno ci conforta. Le nostre impressioni della prima parte del viaggio di quest’anno possono essere così sintetizzate: a) navigare in Italia è diventato sempre più oneroso. Tutte le soste in porto a nord di Cetraro sono sempre costate tra i 100 e i 120 euro a notte. I prezzi si sono dimezzati nella restante parte del sud del paese. Inoltre, tra Porto Santo Stefano e Roccella Ionica abbiamo avuto due controlli da parte della Guardia di Finanza. In altrettante miglia in acque greche nessuno ci ha mai fermato. b) le isole ioniche nel periodo di alta stagione sono troppo affollate. I charter imperversano, ma non solo loro. c) il Peloponneso ci ha sorpreso in modo estremamente positivo. Molta meno gente, bei ridossi e in generale ci è sembrato essere frequentato da chi in barca ci trascorre molto tempo e non solo la settimana di vacanza, con tutto ciò che ne consegue. d) nella zona intorno al Golfo di Saronico ricomincia l’affollamento. Qui anche moltissimi mega yachts a motore che non avevamo visto da altre parti. Nel complesso, però, il bilancio resta assolutamente positivo. Detto questo, verso le 14 lasciamo il Marina. Ci fermiamo a pranzo al solito “Pezodromos” e poi in taxi raggiungiamo l’albergo vicino all’aeroporto che abbiamo prenotato per la notte. Alle 6 di domattina, incrociando le dita, prenderemo l’aereo per Roma e alle 10.30 dovremmo essere a Torino. Ci aspettano un paio di mesi tra la montagna e un lungo giro in moto. In attesa di rivedere, magari con un po’ di meno caldo in giro, la nostra amata Habibti.
(Giornale di bordo)

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