Abbiamo deciso di fermarci un altro giorno nella baia dove siamo arrivati ieri. Porto Cheli di qui dista mezzo miglio. La raggiungiamo in mattinata con il tender. Per attraversare il passaggio che porta in paese dobbiamo superare, sia all’andata che al ritorno le forche caudine, vale a dire le onde che i motoscafi creano al loro passaggio. In realtà esiste una disposizione che obbligherebbe a percorrere il canale ad una velocità massima di 5 miglia, ma sono pochi quelli che la rispettano. Riusciamo comunque a passare indenni. È un’altra giornata molto calda. A Porto Cheli cerchiamo di camminare il più possibile sotto l’ombra degli alberi per ripararci dal sole. Prima ci fermiamo in un negozio di nautica dov’è compro dell’additivo per il gasolio, una cima per il tender e un tubo dell’acqua di 30 metri simile a quello che già ho a bordo. Lo terrò di ricambio, ma eventualmente potrò connetterli insieme disponendo così di 60 metri di tubo. Poi si va al supermercato a fare un po’ di spesa. Riusciamo a rientrare in barca poco prima che si alzi il vento da sud. Scrivo all’Olympic Marine sia per confermare l’alaggio del 24 luglio, che per prenotare nel Marina le notti del 22 e del 23. Utilizzeremo questi due giorni per sistemare un po’ Habibti. Nella baia c’è un ricambio di barche. Solo i tedeschi accanto a noi sono rimasti. Tra le varie barche che sopraggiungono c’è un catamarano che per poco non si ritrova sugli scogli. La sua ancora ha arato, probabilmente in quanto avevano dato catena in modo maldestro o insufficiente. Mentre stanno scadendo a tutta velocità sugli scogli nessuno a bordo sembra accorgersene. Infine, all’ultimo minuto accendono il motore e se ne vanno. A parte questo numero da circo le altre barche ci sono sembrate con degli equipaggi più preparati. Nel pomeriggio si affaccia qualche vespa. Una mi punge sul dito mignolo del piede sinistro. Fa un male cane. Metto subito una pomata al cortisone, poi del ghiaccio per anestetizzare. Il piede dopo un po’ mi si gonfia un poco. Mentre mi accingo a preparare cena ci viene a salutare Andrea, uno skipper di un catamarano. Molto gioviale. Per cena cucino dei gamberetti alla provenzale. Anche stasera si fa un po’ tardi. Il piede continua a dolermi. Mi auguro che durante la notte il vento si moderi un pochino. Domani ci sposteremo un poco ad est. Ho individuato una baia non distante che potrebbe offrire un buon ridosso

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