CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







domenica 12 luglio 2026

Ormos Fokianos - Ormos Vivamare


Abbiamo lasciato Ormos Fokianos alle 9. Attraversiamo il Golfo Argolico con il solito vento da nord. Vorremmo dare fondo in una baia a nord dell’isola di Spetses, ma quando la raggiungiamo, dopo due ore e mezzo di navigazione, ci rendiamo conto che è piena zeppa di super yachts a motore e tutte le barche hanno le cime a terra. Non ci va di stare in questo caos e quindi proseguiamo verso Porto Cheli. La possibilità di trovare un posticino tranquillo da queste parti si è ridotta esponenzialmente. Lo sappiamo bene, ma la speranza è l’ultima a morire. Intorno all’ingresso di Porto Cheli ogni baia è occupata da un mastodonte a motore. Nè vorremmo dare fondo nell’ampia baia di Porto Cheli in quanto già sappiamo che è rumorosissima. Musica a palla fino a notte inoltrata. Sondiamo le varie insenature e con un colpo di fortuna ne troviamo una ben ridossata dai venti diurni e notturni. Ci sono tre grandi yachts a motore con le cime a terra anche qui, ma inoltrandosi dove i fondali sono più bassi troviamo un posticino accanto a due barche a vela, una con bandiera svedese e l’altra tedesca. Diamo fondo in 3,5 metri d’acqua filandone 15 di catena su un fondo di sabbia. La baia, la seconda a destra entrando nel passaggio che dà accesso a Porto Cheli, non ha un nome sulle carte, ma Navily la riporta come Ormos Vivamare. Un nome che mi sa di pura fantasia. Intorno alla baia ci sono delle belle ville immerse nel verde. Trascorriamo qui il resto della giornata. Tutti gli equipaggi delle barche vicine sono molto discreti. Quello sulla barca tedesca, poi, sembra essersi rintanato in un vero e proprio bunker, tanto ha coperto la barca di teli, pannelli e quant’altro. Prendiamo un aperitivo al tramonto seduti a prua e poi per cena preparo degli ottimi ravioli con ricotta e limone. Una ricetta da ripetere. In lontananza si sente la musica proveniente da Porto Cheli che però qui giunge estremamente attenuata e quindi non dà fastidio. Verso mezzanotte ce ne andiamo a letto con un’arietta fresca che è subentrata dopo una ennesima giornata di gran caldo.

(Giornale di bordo)

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