Fino alle 2.30 del mattino su uno yacht di 50 metri alla fonda al largo della nostra insenatura hanno messo musica a palla. Si tratta dell’Highlander, appartenuto al miliardario Forbes e ora acquistato da un altro magnate, Roberto de Guardiola, che lo affitta a 150.000 euro la settimana. Sul primo ponte, a poppa, c’è una vera e propria discoteca con luci stroboscopiche e fari laser. Chi era a bordo ha ballato e fatto casino fino senza alcun ritegno. Lo yacht batte bandiera delle Bermuda, quanto agli ospiti, considerata l’atmosfera che c’era a bordo, ci è venuto il sospetto che, oltre ad essere probabilmente molto danarosi, devono essere stati fatti come delle cocuzze. Non sono un bacchettone, ma certi spettacoli sono veramente ignobili. Detto questo, il resto della notte è trascorsa tranquilla. Al mattino presto, su Nisis Moni abbiamo visto delle femmine di pavoni che si aggiravano sulle spianate vicino al mare. Essendo l’isola una riserva naturale, anche la quiete intorno ad essa dovrebbe essere preservata. Un “wishfull thinking”, considerati i tempi in cui viviamo. L’equipaggio di una delle due barche a vela accanto a noi è sceso a terra salutandoci al loro passaggio accanto ad Habibti. Poi, a poco a poco nell’insenatura sono arrivate altre barche. Noi abbiamo terminato di leggere “I complici”, un romanzo di Georges Simenon, seduti in pozzetto. Interessante. Poi, verso le 13 siamo salpati alla volta di Nisis Metopi, un isolotto brullo di fronte ad Agistri, circondato da bassi fondali. Lo abbiamo raggiunto a vela con un vento al gran lasco sui 13 nodi, dando fondo sul suo lato settentrionale in 5 metri d’acqua su fondo di sabbia. Al nostro arrivo vi abbiamo trovato un paio di barche a vela che poi se ne sono andate nel pomeriggio. Sì è pranzato in pozzetto e si è fatto un rapido bagno. Nonostante sia parzialmente ridossato dai venti meridionali nell’ancoraggio entra una leggera onda, che a tratti aumenta al passaggio degli aliscafi e dei traghetti che transitano di fronte alla vicina Aegina. Tuttavia il fatto di essere da soli ci fa accettare di buon grado questo piccolo disagio. Almeno, a parte il verso dei gabbiani e il suono del vento, regna il silenzio. In serata quest’ultimo dovrebbe diminuire per riprendere un poco, da est, nelle prime ore del mattino. Non dovrebbe essere eccessivo e quindi si è deciso di trascorrere la notte qui.
(Giornale di bordo)

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